Destra e sinistra – Valutazioni sulle elezioni presidenziali francesi – Pompeo De Angelis

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Jannis Kounellis

Valutazione numero uno

Le elezioni presidenziali francesi del 2017 sono un caso di dualismo costretto dalla Legge Elettorale. Quella democratica, detta del ballottaggio tra due superstiti. Anticamente,  dominava il dualismo platonico tra mondo delle idee e mondo delle cose. Era un dualismo tra l’Uno e il Molteplice. “L’idea del cavallo è una, i cavalli sono molteplici.” Poi i cavalli vennero dicotomizzati in buoni e cattivi. Si potrebbe dire in destra e sinistra. In Norberto Bobbio la destra è il polo negativo e la sinistra quello positivo. Perché? La destra significa conservazione e la sinistra trasformazione. Siccome i cavalli sono diseguali è giusto “trasformarli” in più uguali. Anticamente, era Platone che indicava l’ascesa verso l’Uno. Pochi anni fa, Bobbio (Destra e sinistra del 1984) afferma che la sinistra è la lotta alla disuguaglianza e la destra è la conservazione dei ricchi (cattivi) a svantaggio dei  poveri (buoni). Triste XIX secolo in cui l’Uno fu tentato dal socialismo reale dell’Unione Sovietica e il dal nazifascimo della razza ariana e anche dal manicheismo di Bobbio. Noi italiani, nel 1938, raggiungemmo la spudoratezza di dichiararci ariani!  Poi abbiamo visto quello che accadde. Basta, dicemmo, con la diade che conduce all’Uno. Con la lotta antifascista della Resistenza, con il lavoro dei partiti, con la presenza delle forze diverse e di cavalli vari  della nostra assemblea costituente, noi italiani abbiamo scritto la Costituzione più bella del mondo in quanto pluralistica. Sì, i cavalli sono molteplici! Non si deve negarlo con la Loi.

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Paul Klee

Valutazione numero due

In Francia è stata molto viva una cultura novecentesca che ha nutrito la mia adolescenza. Anche George Bernanos è stato pane per me e mi ha fatto crescere con I grandi cimiteri sotto la luna (il capolavoro dell’incazzatura). Più attraverso gli autori francesi che italiani sono diventato un pluralista ideologico, un pagano dai molti dei, un antifascista antidogmatico, un maquisard cristiano, un vecchio che si incazza. Bernanos mi ha abituato a incazzarmi. Nei giorni in cui la Francia, dalla piramide del Louvre, invia dall’etere alle case la camminata di un giovane come di un modello sulla passarella,  voglio leggere con voi una paginetta del francese di destra  Bernanos sulla vecchiaia:

“Potreste vedere nel mio dolce paese di Provenza  i vecchi pensionati che scaldano  i loro reumatismi al sole, seduti gravemente  uno accanto all’altro  sulle panche di una piccola piazza. Guardano giocare i ragazzi , ma non capiscono più niente dei loro giuochi. Guardano passare gli amanti, ma non capiscono più niente dell’amore. Poiché non capiscono più niente dei giuochi e dell’amore essi si credono saggi, rimaneggiano amaramente la loro saggezza, alzano le spalle, dondolano la testa fino al giorno in cui il loro posto sarà vuoto, oppure occupato da  un altro vecchio, che gli rassomiglia come un fratello, che riprenderà la stessa vana meditazione al punto in cui l’altro l’avrà interrotta, prima  di andare a raggiungerlo ben presto al cimitero.” Gli anziani sono ottusi. Anch’io sono ottuso sulla sedia a rotelle e senza il sole alle spalle.  La Francia dopo 40 re, 2 imperi, 3 rivoluzioni, 5 repubbliche tributa l’onore dell’inno alla gioia a un giovane.  Quant’è bella giovinezza. Giovinezza primavera di bellezza. Non può essere così! Rimaneggio amaramente la mia saggezza.

Pompeo De Angelis

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