E Gentiloni s’è preso una bella trapanata

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I carabinieri di Trapani e Palermo hanno arrestato per corruzione l’armatore Ettore Morace, figlio del patron del Trapani calcio Vittorio, entrambi proprietari della compagnia di traghetti Liberty Lines, il deputato regionale Girolamo Fazio, ex esponente di Forza Italia, ora al Gruppo misto all’Ars e candidato a sindaco di Trapani alle prossime amministrative, e il funzionario della Regione siciliana Giuseppe Montalto.

“Abbiamo scoperto un connubio sistemico finalizzato alla corruzione tra imprenditoria e politica”. Così il procuratore aggiunto di Palermo Dino Petralia ha commentato l’inchiesta. “L’indagine – ha sottolineato – parte da un atto coraggioso di un funzionario regionale, subentrato a quello che aveva curato l’emissione dei bandi che avevano favorito Morace, che si è aperto a una totale collaborazione con gli inquirenti”. L’inchiesta si è conclusa in 10 mesi. […]

Intanto è caos politico per le prossime comunali dell’11 giugno a Trapani. Ieri è stato notificata all’altro candidato, il sen. Antonino D’Alì, la richiesta della misura di obbligo di soggiorno nella città siciliana da parte della Dda palermitana. Il provvedimento sarà discusso il prossimo luglio. D’Alì è ritenuto infatti “socialmente pericoloso”. […]

Nell’ambito della stessa inchiesta è ora indagata anche la sottosegretaria alle Infrastrutture Simona Vicari (Ap). 

Secondo l’accusa, Vicari avrebbe presentato un emendamento che abbassava dal 10 al 4% l’Iva sui trasporti marittimi, in cambio di un Rolex ricevuto da Morace a Natale. In questo modo, secondo i pm, Morace avrebbe ottenuto un risparmio di “almeno sette milioni di euro”. In seguito si è appreso che a essere indagato è anche il governatore Rosario Crocetta per “concorso in corruzione”.
[…]
“Poiché – aggiunge Vicari – la mia permanenza nell’incarico di sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti comporterebbe di affrontare quotidianamente una materia per la quale sono oggi sottoposta ad indagine, al fine di garantire a me e al mondo che è maggiormente interessato al trasporto marittimo e a tutto il governo che ho avuto l’onore di rappresentare, una maggiore serenità, ritengo opportuno rassegnare le mie dimissioni che mi consentiranno di meglio rappresentare all’autorità giudiziaria tutte le ragioni per le quali sono assolutamente estranea a quanto contestato. In quella sede farò chiarezza anche del regalo ricevuto da Morace, che nulla ha a che vedere con il ruolo di sottosegretario e l’impegno da me profuso per il riordino dell’intero settore”. Fonte avvenire.it

Bla bla bla, la Vicari se ne va e presto auspichiamo anche Gentiloni, mentre il necromante di Bologna, il prof. Prodi sentenzia che il M5S non è in grado di governare. Amen. Mentre sentono approssimarsi la fine, mai sazi, mai domi, mai così gravemente lesivi della dignità della nostra Italia alcuni siciliani malandrini, delinquenti e mafiosi imperterriti spolpano i loro concittadini lucrando su qualsiasi cosa; un tempo era l’acqua, poi le case, poi la droga, il pizzo, la frutta… il ponte sullo stretto e i traghetti. Maledetti, se esistesse un inferno vi dovrebbe inghiottire e sputare e inghiottire in eterno. Ma voi che vi comunicate, all’inferno non ci credete mentre a rendere infernale la vita dei deboli o ad ammazzare la gente per bene non ci pensate due volte.

Ai cittadini onesti e perbene del M5S impegnato anche a Trapani consegnamo le pagine di Pietro Messina tratte da Il cuore nero dei servizi; a molti non suoneranno parole nuove a molti dovranno suonare come monito per comprendere la complessità che hanno deciso di sfidare.

Prima delle pagine del libro, vi segnaliamo un pensiero di Attilio Bolzoni che riprende una vecchia tesi esposta nel blog riguardo la necessità che si cominci a tradire chi governa in modo dissennato il Paese.

Il magistrato ha dei confini precisi che sono determinati dalla legge, dai codici, dalle regole e fuori da quel confine non può andare, ma un osservatore, uno storico, un giornalista, un esperto, può avventurarsi in altre ipotesi. Io, da cittadino italiano, non mi accontento delle sentenze su Capaci e Via D’Amelio, verità che mi hanno offerto dei magistrati anche bravissimi perché sono arrivati fin la, ma io non mi accontento perché sono convinto che a fare quelle stragi non sia stata solo Cosa nostra il che non significa che abbiano fatto male le indagini. In alcuni casi sicuramente ci sono stati depistaggi però dobbiamo capire che la verità storica non coincide mai con la verità giudiziaria. Nel 1984 arriva Buscetta e per la prima volta si rompe il muro di omertà di Cosa nostra, sono passati 32 anni ma il muro dell’omertà di Stato non si è rotto. Oggi ci serve un pentito di Stato: un Presidente della Repubblica, un Generale dei carabinieri un capo dei servizi segreti…un pentito di Stato potrebbe offrirci frammenti di verità che ad oggi non sono  ancora affiorati.

Buona lettura da parte della redazione tutta

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Mauro Rostagno

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