Vodka Vaccini: agitato, non mescolato

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8 ottobre 2015 Valeria Pini (da Repubblica)

INFORMAZIONI raccolte su siti web o opuscoli ‘non attendibili’ che lanciano allarmi su “possibili effetti collaterali”, su ingredienti ‘pericolosi’ o, peggio, su legami con l’insorgenza di questa o quella malattia. Secondo gli esperti, sono queste, alimentate dalla velocità con cui si propagano ai tempi di internet, le ragioni principali che spingono sempre più famiglie a non vaccinare i figli. A lanciare l’allarme, nei giorni scorsi, sono stati l’Istituto superiore di Sanità (Iss) e la Società italiana di pediatria (Sip).

13 aprile 2016 Roberto Turno (da Il Sole 24 Ore )
GlaxoSmithKline (Gsk), la multinazionale britannica del pharma, raddoppia e decide di scommettere ancora un miliardo in Italia nei prossimi quattro anni. […] Leader mondiale nei vaccini con 3,7 miliardi di sterline di fatturato su 23,9 totali, è da questo settore (profittevole in due casi su 10 nel mondo) che la multinazionale britannica si aspetta una autentica escalation nei prossimi anni. Fino ad arrivare a 6 miliardi di sterline entro il 2020. Lo spiega nella sua visita in Italia Luc Debruyne, presidente mondiale di Gsk vaccini, già ad della società in Italia: «Abbiamo in portafoglio il motore dell’innovazione. Perché i vaccini sono innovazione e insieme sono il fulcro della prevenzione. Dunque della sostenibilità non solo della nostra impresa, ma dei sistemi sanitari in tutto il mondo».

E l’Italia, ci spiega Debruyne, rappresenta una tappa non certo casuale dei programmi della società: «Abbiamo acquisito un’eccellenza e su questa continueremo a puntare. Scommettere ancora sulla ricerca e sulla produzione qui, non era scontato. Ma ci crediamo. Siamo pronti a scommettere 600 mln di investimenti nei prossimi quattro anni nell’eccellenza e nella qualità dei vaccini in Italia, salvaguardando l’occupazione».

Il decreto legge sulla obbligatorietà dei vaccini è un bell’esempio di guerra economica giocata da Big Pharma contro una Italietta in ginocchio, governata da gente competente esclusivamente nel dire di sì a novanta gradi.  Riporto alcune considerazioni di Giuseppe Gagliano in proposito di guerra economica per fornirvi la cornice entro la quale mi permetto di affermare che: l’invenzione dei vaccini è una delle più alte vette raggiunte dalla scienza occidentale, togliamone la gestione a Big Pharma o saranno disastri.

“Come noto lo sviluppo della società dell’informazione ha modificato profondamente il quadro dei conflitti. L’affermazione di John Arquilla e David Rundfeldt, esperti della guerra in rete (netwar) alla Rand Corporation, dà il la a quest’altro dibattito. Infatti secondo gli analisti americani non è più chi ha la bomba più potente che prevarrà nei conflitti di domani, ma chi racconterà la storia migliore. In quest’ottica, gli americani hanno parlato, dal 1997 [vedi nota in fondo al post], del concetto chiave di information dominance. Definita come lo spiegamento nello spazio che garantisce i mezzi di metacontrollo, di prevenzione, di prelazione e di coercizione, questa dottrina avrebbe la vocazione di plasmare il mondo attraverso l’armonizzazione delle pratiche e delle norme internazionali sul modello americano. Giustamente Philippe Baumard – sottolinea Harbulot – rincara la dose precisando che questa dottrina mira a mettere sotto controllo gli organi di decisioni strategiche del mondo.” […]

Un’operazione di guerra cognitiva può assumere la seguente forma:
• individuazione dei punti deboli del concorrente [il popolo italiano ndr] nella zona in questione (le debolezze possono essere di varia natura: le tangenti pagate alle autorità, l’inquinamento ambientale, il mancato rispetto dei diritti umanitari… [l’incertezza nel futuro, la paura ndr]). Tutte le informazioni raccolte devono essere verificabili e non devono dare luogo a interpretazioni fallaci.
• Scelta della procedura d’attacco attraverso l’informazione: se si prende in considerazione l’aspetto cognitivo, si può immaginare il seguente scenario. Il consigliere addetto a questa funzione fa versare dei fondi a una fondazione privata sostenuta dalla ditta. All’interno di questa fondazione, un uomo di fiducia utilizzerà questo denaro indirizzandolo verso un’ONG [una agenzia di comunicazione che abbia a libro paga un po’ di giornalisti ndr] che si è posta come obiettivo la protezione dell’ambiente. La manovra consiste poi nel sensibilizzare l’ONG riguardo a questo dossier, comunicandole indirettamente delle informazioni verificabili (quindi non manipolate) sulle malefatte della multinazionale concorrente. L’ONG diffonde attraverso il suo sito Internet messaggi negativi contro il progetto del concorrente. La catena cognitiva è così creata. In seguito si tratta di saperla sostenere consapevolmente per destabilizzare il bersaglio.
Il punto di forza dell’attacco cognitivo è non ingannare né disinformare, ma alimentare una polemica pertinente appurata tramite fatti oggettivi. Il livello della cospirazione si limita all’installazione e all’attivazione della catena informativa. Ma più la polemica è fondata, più è difficile dimostrare la cospirazione, anche solo teoricamente. 

Da alcuni anni assistiamo a una martellante campagna nel web e nei media rivolta contro schiere di genitori che rifiutano di vaccinare i propri figli estendendo l’accusa al M5S di sostenere campagne contro la vaccinazione. In concomitanza sono stati somministrati dati in base ai quali aumentavano i casi di morbillo o di meningite o di altro, legando l’aumento di malati a un calo numerico dei soggetti vaccinati.

Daje e daje la ministra Lorenzin, abilmente testata a suo tempo da Bonaiuti poi dal Floris a Ballarò, “esce” un decreto legge che, a detta dei bene informati, non ha riscontro nell’intero universo, rendendo obbligatori 12 o 13 vaccini.

Se non è andata così sono una cretina. Mio figlio comunque è vaccinato.

Dionisia

Nota

GRILLO: INTERNET “È IL PRINCIPIO DELLA VERA DEMOCRAZIA”… E ANCHE LA FINE?

27 novembre 2012

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