Periferia orizzonte della Città. Chi può, venga a Ponte di Nona, Sindaco Raggi compresa

Questo slideshow richiede JavaScript.

Roma 1890 circa

Da più parti, negli ultimi tempi, si è acuito l’interesse per il periferico, per il suo valore sociale, ma anche paradossalmente per la sua attualità politica, culturale e architettonica. La periferia diviene finalmente zona di confine duttile poiché facilmente spostabile e penetrabile, dove la contaminazione e la germogliazione di nuove forme del vivere comune attecchiscono rapidamente. In periferia finalmente si cominciano ad aprire gli occhi consentendo così di scorgere il maggior numero di tracce di cambiamenti del tessuto urbano e di segni che ne caratterizzano il divenire. La periferia è la nuova patria del meticciato, luogo mentale prima che di mescolamento razziale. Il divenire degli assetti in periferia diviene il piano d’azione delle città e per le politiche territoriali future. Gli emarginati cominciano a reagire e fare del carattere periferico l’esperienza senza la quale non sarà possibile scrivere una nuova storia del Paese. Il rapporto di coesistenza (certo, con mille difficoltà) sta penetrando nel quotidiano in quanto la dimensione periferica riguarda l’abitare quotidiano e il modo di ripensare in modo radicale il territorio.

Il caso di Roma è esemplare ed eclatante: pochi sanno che la periferia della Capitale abbraccia territori così ampi da comprendere i confini amministrativi di tutte le altre 10 grandi città metropolitane del nostro Paese.

Questo slideshow richiede JavaScript.

In nessun’altra città italiana centro, semicentro, periferia e campagna sono parte di un gioco così complesso. Questo avrebbe dovuto porsi come problema strategico, prima di vincere a mani basse, Virginia Raggi. Ma non è mai troppo tardi. Tanto è vero che domani, nel mitico territorio di Ponte di Nona, dopo una dimostrazione di Kick Boxing alle ore 17.00, con il maestro Enzo Scacchi, ci sarà, alle 19.00, un incontro politico con un titolo che non lascia dubbi sulle intenzioni dei promotori: “Il riscatto delle periferie”. Parteciperà il Presidente del Municipio, Roberto Romanella (eletto nelle liste del M5S) e, mi dicono, che dovrebbe non mancare anche l’Assessore all’Ambiente Katia Ziantoni.

Dagli organizzatori (Associazione di volontariato integrazione, Lavoratori dell’Heaven, Carovana delle Periferie, ASIA Associazione Inquilini ed abitanti, DA EST), è stato invitato anche il vice di Virginia Raggi, Luca Bergamo. Vediamo quanta attenzione riceverà questa giusta prima mossa popolare dopo troppi silenzi capitolini.
AMA o non AMA, ATAC o non ATAC, ACEA o non ACEA.
Dopo l’incontro con la politica, ci sarà la proiezione del film dei Fratelli Taviani “Cesare deve morire” girato a suo tempo nel reparto di massima sicurezza di Rebibbia.
Sarà presente, a detta degli organizzatori, uno dei protagonisti del film, l’ergastolano Cosimo Rega.

Sarebbe un gesto politico intelligente se Virginia Raggi se la sentisse di comparire, senza annunciarsi, tenendo conto che questi cittadini elettori l’hanno votata con percentuali che sfiorano l’80%!

Da Ponte di Nona, perché no, potrebbe ripartire la Repubblica delle Periferie, come con coraggio e sensibilità, gli organizzatori hanno chiamato la loro tre giorni.

Il 4 giugno, infatti suona l’Orchestra di Musica Tradizionale della Scuola Popolare di Testaccio, alle 21:00, dopo che alle 18:00 sarà la volta della musica rap dei i Sottopassaggio.

A Ponte di Nona, quindi, per la cultura, il lavoro, la solidarietà.

Il punto di riferimento è il centro Polivalente NINO MORONI.

Come è facile capire, Leo Rugens ci tiene.

Oreste Grani, pure.

Annunci