“Global Service, i mega appalti che allo Stato non convengono”

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Siamo a venerdì 9 giugno 2017 quando, finalmente, sul Il Fatto Quotidiano, a firma di Stefano Feltri e Carlo Tecce, si legge che per aumentare la spesa pubblica non c’è niente di meglio che tentare di ridurla.

Questa affermazione, paradossale e lapidaria, è l’incipit di un articolo interessantissimo, corredato da un titolo altrettanto centrato (Global service, i mega appalti che allo Stato non convengono) e da un occhiello altrettanto trasparente e definitivo nei contenuti: La Corte dei conti  scopre che affidare ad imprese private servizi di pulizia e gestione degli immobili produce risparmi solo sulla carta.

Che deve fare un vecchio signore malato, marginale e ininfluente, se non – narcisisticamente – andarsi a rileggere quel che da tempo scrive su Leo Rugens, suo “diario” pubblico, proprio in materia di Global Service e di conseguente danno all’Erario? E non solo ad esso come, se mi seguite nel ragionamento, si vedrà.  Anche di queste piccole soddisfazioni si vive, a fine vita.

Parlo e scrivo della centralità della CONSIP, della RomeoGestioni ma, soprattutto, di Ezio Bigotti (e del suo travet Aurelio Voarino) da tempo non sospetto. Scrivo in questo blog di Ezio Bigotti e della sua volontà di pulire i cessi di edifici pubblici (le massime e più delicate Istituzioni repubblicane) accaparrandosi (con altri imprenditori francesi) il Lotto Dieci del contrattone da 2,7 miliardi di Facility Management, sentendomi in diritto/dovere di farlo. Lo faccio denunciando rizomi, in questa attività che può sembrare di mero business, che mi appaiono riguardanti la sicurezza nazionale. Ho ritenuto doveroso portare in superficie la trama sotto intesa a queste vicende che potrebbero apparire, viceversa, solo storie di malaffare, di corruzione, di grave danneggiamento alle casse dello Stato.   Se uno è come io penso siano Ezio Bigotti e Aurelio Voarino (Alfredo Romeo è ciò che è ma, paradossalmente, è meno pericoloso per la Repubblica in quanto è un semplice corruttore), penso che sia mio dovere segnalare alle Autorità competenti e ai cittadini tutti che il loro battersi per poter pulire i cessi, svuotare i cestini, spolverare le scrivanie del Parlamento, di palazzo Chigi, dei Ministeri, delle sedi riservate delle nostre Agenzie preposte alla sicurezza dello Stato, mi appare sospetto. Il web, l’agorà democratica e telematica, deve servire anche a questo.

A queste attività meritorie, sussidiarie allo Stato repubblicano, pensavo, pre-vedendole in esponenziale necessaria diffusione, quando consegnavo (era il lontano 2006), brevi manu, al Vicecomandante dell’Arma dei Carabinieri, Generale Roberto Santini, l’impianto concettuale denominato “Ubiquità, ovvero la dimensione necessaria di un’Intelligence culturale” (per leggere l’intero testo 5-UBIQUITA’1) teoria evoluta che oggi si prepara a divenire, se dovessero vincere alle prossime elezioni politiche i cittadini pentastellati, lo spirito informatore di quella trasformazione culturale che ormai è improcrastinabile delle strutture di Intelligence. Bisognerà sempre di più saper estrarre dalla realtà ciò che c’è ma non si vede intendendo, in questo caso scelto come esempio, quello che si potrebbe non vedere nell’appalto CONSIP cioè divenire quelli che hanno le chiavi (e non metaforicamente) dei nostri edifici sensibili. Ho sentito il dovere di richiamare l’attenzione su “cosa” uno volesse andare a pulire, e, nel caso di Ezio Bigotti e Aurelio Voarino, in alleanza con “chi”. Cioè un gruppo francese.

Sempre pronto a spiegare perché tipi come questi due non dovrebbero avere alcuna forma di NOS.

E nella mia testolina marginale ed ininfluente per pulire i cessi di Palazzo Chigi, il Parlamento, il Quirinale, uno straccio di NOS bisognerebbe averlo e non solo quale frutto attestante la frequentazione con questo o con quello.

Oreste Grani/Leo Rugens

48°/LA CALUNNIA – RICORDI INTORNO A TERMITI, CAVALLETTE, “SFRANTUMMATI” CIOÈ BUONI A NULLA CHE SI SONO MANGIATI L’ITALIA TAGLIEGGIANDO, TRA LE ALTRE, LE IMPRESE DI GLOBAL SERVICE

 

COSA SI NASCONDE SOTTO IL MONDO DEL “GLOBAL SERVICE” E, IN MODO PARTICOLARE, DELLE “PULIZIE”?

 

LA CONOSCENZA DELLE COSE È LA SALVEZZA DELLA REPUBBLICA: AL RISTORANTE, CON I PULITORI DI CESSI, NON CI SI DEVE ANDARE

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