Ma a cosa possono servire le Nazioni Unite se tali non sono da sempre?

United Nations Secretary General Ban Ki-moon speaks during the Climate Summit at United Nations Headquarters in New York

L’organizzazione delle Nazioni Unite è l’espressione esteriore del concetto di un mondo  unito e pacifico che opera per il mantenimento della pace. Mancando questo presupposto concettuale, le Nazioni Unite dovrebbero assumere un altra base. Così come opera oggi, essa appare immersa in una palude di contraddizioni. Anzitutto, il suo stesso nome è una contraddizione. Le nazioni rappresentate non sono per niente unite. Nessuna iniziativa se non qualche fesseria ipocrita può essere presa in considerazione se non con l’accordo dei paesi che hanno diritto al voto di veto. Da quando il blocco comunista si astenne e gli americani attaccarono in Corea errori di questa dimensione nessuno degli aventi diritto al voto di veto lo hanno mai più commesso. Non si può negare l’utilità teorica dell’ONU, ma questo organismo costosissimo, può operare efficacemente soltanto in materia di secondaria importanza. Di fronte ai conflitti gravi esso è impotente. Se non dannoso nella melina che consente.

Sono tempi di grovigli bituminosi ma anche di cambiamenti profondi: forse è ora di ripensare l’ONU, la NATO, l’Unione europea e le mille altre realtà che si sono strutturate nel secolo scorso.

Oreste Grani/Leo Rugens

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