Macron solo al comando ma non siamo al Tour

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L’apatia ipotizzata e voluta anni addietro in ambienti massonici perché i popoli europei fossero ridotti in schiavitù mentale, ha dato i suoi frutti anche in Francia. Zitti, zitti i padroni della finanza mondiale, dopo aver piazzato uno dei loro all’Eliseo, non fanno prigionieri alle elezioni politiche. E lo fanno con numeri bulgari, si sarebbe detto. Almeno in quegli anni e da quelle parti, tutti dovevano andare a votare. In queste ore, invece, solo il 42 % dei francesi avente diritto ad esprimersi, lo ha fatto. Macron potrà fare quel che vorrà come neanche al tanto discusso gen. De Gaulle fu mai concesso. E che il generale fosse un vero antifascista e un democratico la sua storia lo testimonia. Io per averlo ammirato sin da quando ero giovinetto venivo guardato con sospetto dai compagni di liceo, loro democratici con il cachemere. Chi sia nel segreto questo ambizioso ragazzo prodigio nessuno lo sa. Nessuno tranne i fratelli che lo hanno fatto comparire dal nulla e la moglie che se lo scelse da adolescente. Ma, se ho ben capito, per altre doti.

Qualche tempo addietro ci spendemmo a dire che oltre metà della Francia si sarebbe espressa in piazza avendo scelto di sfilarsi “democraticamente” dalle urne. Non ci eravamo sbagliati. Tempi difficili anche da quelle parti. Che noia, ovunque si addensano nubi.

Oreste Grani/Leo Rugens

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