Doha bussa, Torino risponde

cioccolato_modica

Schermata 2017-06-25 alle 11.42.47 AM

“L’Italia non ha mai interrotto il dialogo con il Qatar e le importanti attività intraprese non hanno subito blocchi o sospensioni. Proprio in questi giorni si stanno definendo joint venture importanti per i due Paesi e per la prosecuzione di un’intesa avviata negli anni scorsi. Nessuno più dell’Italia, Paese dove il nostro impegno economico e sociale riveste aspetti di assoluta rilevanza, può testimoniare l’impegno del Qatar a favore della giustizia sociale, al supporto dei poveri e degli ammalati e allo sviluppo di un sostenibile sistema industriale sorretto anche da scambi bilaterali che hanno creato e creeranno benessere e ricchezza per i due paesi”. Lo scrive in merito alla crisi diplomatica che ha isolato il Qatar l’ambasciatore dell’emirato in Italia, Abdulaziz Bin Ahmed Al Malki, volendo “ribadire l’apprezzamento verso tutti gli sforzi mirati a chiudere questa insana crisi e dichiarare la nostra piena e completa volontà di collaborare con tutte le parti, con uno speciale riconoscimento all’intenso lavoro di mediazione di S.A. Sheikh Sabah Al Ahmad Al Sabah, Emiro del fratello Stato del Kuwait”.
“In queste settimane si è parlato di embargo: è molto di più – denuncia l’ambasciatore -. Si tratta di un vero e proprio assedio nei confronti di uno Stato, come il Qatar, che crede pienamente nel dialogo come unica strada per porre fine alla crisi e, nello stesso tempo, non accetta né interferenze ingiuste ed estranee nei propri affari sovrani, né accetta di essere patrocinato da alcuno. Si tratta di un atto ingiusto che viola le leggi internazionali e, in particolare, le leggi internazionali umanitarie”.
“La sola soluzione possibile – insiste ancora al Malki – è sedersi allo stesso tavolo dei negoziati senza coinvolgere le popolazioni in una questione che dovrebbe e potrebbe essere risolta fra fratelli, fra i paesi fondatori Consiglio del Golfo”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Dal lettrice di Leo Rugens, avevo appreso il 28 agosto 2014, che Ignazio Moncada, l’uomo venuto da Modica, oltre a essere personaggio complesso, si fa per dire, ha interessi cospicui nell’arso Qatar, terra di serpenti a detta di Pompeo De Angelis.

Poiché l’uomo di Modica vive a Torino, penso non sia un caso che La Stampa, incurante delle maledizioni che Trump e la casa regnante Saudita hanno lanciato sullo staterello accusato di essere il principale sostenitore dei peggiori tagliagole del momento, con schiena dritta “se ne freghi” che il nostro alleato la pensi in modo del tutto opposto, dando fiato all’ambasciatore qatariota.

Franza o Qatar purché se magna, verrebbe da dire, e forse lo diremo, tra qualche giorno.

A questo punto, perché stupirsi se il nostro paese, sempre in quel Piemonte savoiardo, ha visto i natali di Lara Bombonati, presunta jahdista, convertita all’Islam insieme allo scomparso marito, anch’esso italiano, Francesco Cascio?

A costo di apparire un po’ sopra le righe e non condividendo la scelta della Bombonati, mi viene da dire che la nostra Italia è sempre in grado di produrre giovani idealisti – del resto diverse generazioni sono cresciute con le parole de “La Locomotiva”, un vero e proprio inno al sacrificio estremo se non allo spirito, si fa per dire, del kamikaze – peccato che l’energia di questa gioventù sia stata frenata il giorno in cui si sarebbe dovuto eleggere Presidente della Repubblica Stefano Rodotà. Peccato che nel vuoto di senso che sembra occupare gran parte del Paese, dei giovani non trovino di meglio per darsi una identità che rivolgersi alla Mecca.

Sarà il caldo a farmi accostare temi e parole così lontane, abbiate pazienza, son giorni tosti.

Dionisia

P.S. Che i due misteriosi italiani convertiti siano altro che due scriteriati nichilisti, del resto appaiono ostili ad Assad così come al califfato nero, potrebbe venire anche in mente in giornate così bollenti.

cioc-

Annunci