Il “caso Ilaria Capua”, innocente o colpevole che sia, puzza di marcio lontano chilometri

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O il caso Capua è una delle migliori operazioni di intelligence volte a screditare una scienziata di eccellenza e così indebolire l’Italia sfruttando la dabbenaggine delle istituzioni preposte alla sicurezza del Paese oppure nasconde del marcio indicibile, fosse frutto della stupidità degli investigatori e della complicità dell’Espresso oppure fosse la Capua una criminale; in entrambi i casi ci vuole una commissione parlamentare che incominci a operare nel più breve tempo possibile. È roba da COPASIR.

Comprendere come e perché investigatori e giornalisti abbiano distrutto la reputazione di una giovane e brillantissima scienziata per cretinaggine o per dolo è indispensabile affinché venga portato alla luce uno degli intrichi più stravaganti della storia nazionale, viceversa se alla fine un barlume di verità si dovesse intravvedere, guai a chi ha giocato con i virus.

Devo dire che a costo di morirci sopra mi sarei difesa dalla calunnia con tutte le armi a disposizione, lecite o illecite, e se la scienziata volesse avvalersi di gente che sa come reagire in casi come questi, le consiglierei di contattare la redazione di Leo Rugens.

Per scrupolo, quando sento parlare di università italiane e di aziende farmaceutiche, indosso dodici giri di mutande di latta… oltre a fare un robusto richiamo delle vaccinazioni. Ma questa è un’altra faccenda.

Dionisia

 

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