Notizia solo apparentemente minore. Che c’è andata a fare Dorina Bianchi a Teheran?

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La campionessa mondiale di cambio di casacche ideologiche politiche parlamentari, Dorina Bianchi, fino ad ieri difensora del dialogo culturale tra la Sicilia e la Calabria da attuarsi rigorosamente tramite la realizzazione del costosissimo Ponte sullo Stretto, si è imbarcata in un’impresa direi più grande di lei: fare dell’equilibrismo geopolitico tra gli USA e la Repubblica Iraniana. A seguire trovate il comunicato del Ministero che celebra l’evento. Noi che abbiamo conosciuto e frequentato l’americana Dorina Bianchi, segnaliamo la notizia nella speranza che sia solo vanità o frivola voglia (sia pur legittima per competenza ministeriale) di fare una gita a spese dell’Erario. Perché, viceversa, se fossimo in presenza di una rischiosa missione diplomatica, direi di stare all’erta perché potremmo essere sulla soglia della terza guerra mondiale, vista l’inadeguatezza del personaggio.

Oreste Grani/Leo Rugens

IRAN. SOTTOSEGRETARIO BIANCHI A TEHERAN.
“RAFFORZARE SINERGIE CULTURALI CON L’ITALIA.
CONCERTO MUTI IMPORTANTE OCCASIONE DI SOLIDARIETÀ E AMICIZIA”

Teheran, 6 luglio 2017 – “La cooperazione culturale tra Italia e Iran è consolidata nel tempo e ha antiche radici. Le nostre relazioni non hanno mai subito cesure. Ora puntiamo a rafforzare anche i rapporti di scambio culturale e turistico. La conoscenza reciproca, attraverso la condivisione e lo scambio, è fondamentale per costruire un rapporto solido e duraturo nel tempo”. È quanto ha dichiarato il Sottosegretario al Turismo Dorina Bianchi, in visita in Iran, a margine di un incontro bilaterale nella capitale Teheran con il Vice Ministro della Cultura Ali Moradkhani.

“Oggi – ha aggiunto – sono state gettate le basi per una collaborazione sempre più stretta tra le nostre industrie culturali in ambito turistico, dei beni culturali, dell’arte contemporanea e della cultura musicale. Grazie anche all’impegno dell’Ambasciata italiana a Teheran, che promuove la nostra cultura in Iran, l’Italia è percepita come un partner importante”.

E ha concluso: “Il concerto di stasera del maestro Muti alla Vahdat Hall di Teheran con un programma interamente dedicato a Verdi e con strumentisti sia italiani che iraniani, è un palpabile segnale di dialogo attraverso il linguaggio universale della musica che fa di Muti e del nostro grande Verdi, ambasciatori culturali d’Italia. Un passo importante che vuole facilitare occasioni di collaborazione attraverso scambi legati alla musica e all’arte”.

 

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