Verso un nuovo libro con Ariela, Pompeo e, speriamo, Emiliano

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Quando nei mesi che precedettero l’uscita del volume “Dizionario dei Papi e del Papato“, stampato e distribuito (anche in tutte le edicole del Paese), in decine di migliaia di copie, dalla Elle U Multimedia, decidemmo di dare una mano all’autore, Alceste Campanile, giornalista, saggista e vaticanista dell’Unità (il giornale dei comunisti italiani) che era in difficoltà per la ricerca iconografica e la stesura dei capitoli dedicati ai Figli, nipoti e parenti dei papi, I viaggi degli altri papi, e “prestando” all’autore Le tavole della preziosa e rarissima Historia del Platina, Pompeo De Angelis, Ariela Parracciani ed io, ci frequentavamo, tutti i giorni, nella bellissima sede di “Kami Fabbrica di Idee”, di piazza San Lorenzo in Lucina, a Roma. In realtà fu Pompeo il vero sostegno a che Alceste Campanile riuscisse a terminare il suo lavoro in tempo per l’imminente Giubileo del 2000, in quanto l’erudito tra noi è De Angelis e io mi beccai gratitudine per luce riflessa, per averli fatti conoscere, aver garantito la serietà reciproca nell’intento comune di far nascere un opera letteraria meritoria.

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Dico questo perché mi è capitata per le mani, giorni addietro, una copia del libro e mi hanno colpito i ringraziamenti e le dediche che legavano, intorno a quel lavoro, alcuni che non ci sono più quali Alceste Campanile e Joaquin Navarro-Valls e altri, ancora vivi, che si prefiggono, dopo decenni, di dare alle stampe ancora un libro come testimonianza di cose da lasciare ai posteri. Questa volta il volume è tutto opera di Pompeo De Angelis ed è dedicato alla storia del canale di Suez. In parte il contenuto è uscito anticipato, a puntate, in questo blog. La cover e la grafica del volume Dizionario dei Papi e del Papato del 2000, fu opera di Ariela Parracciani, che, dopo 18 anni, si prepara a curare l’impaginazione e la veste grafica del volume “Suez – La costruzione del canale marittimo da Occidente a Oriente“. Pompeo è Pompeo, storico di valore come pochi ed io, nella mia marginalità parassitaria, farò in modo di non cedere prima di vedere andare in stampa questo splendido libro “mediterraneo”. Nei ringraziamenti dell’epoca, Alceste Campanile non dimenticò il giovane (aveva poco più di venti anni) Emiliano Micalizzi che, sempre per Kami Fabbrica di Idee, aveva curato, con la professionalità che già si intravedeva, revisione dei testi e la caccia al refuso. Oggi Micalizzi è un affermato traduttore e mi farebbe piacere che entrasse – in qualche modo – nel confezionamento del volume dedicato alla “macchina ad acqua” che unisce l’Oriente all’Occidente.

Questo per, tanti anni dopo, ricostituire quella squadra vincente e lasciare ancora una volta, insieme, sotto la chiave dell’ISBN, testimonianza del fatto che solo per la cultura e i libri vale la pena di spendersi, cultura intesa come risorsa strategica per lo sviluppo e tessuto connettivo dell’Umanità. Fabbricare idee, quindi e, con esse, produrre valore materiale oltre che quello tradizionalmente definito “immateriale”.  Con il vantaggio che a quei reduci, un po’ malconci (Pompeo e il sottoscritto), si sono unite intelligenze ed energie intellettuali che, ereditando l’antica amicizia tra me e Pompeo, ci sosterranno fino all’uscita del volume.

Oreste Grani/Leo Rugens grato alla vita per avergli fatto conoscere persone come Ariela, Alberto, Pompeo, Emiliano, Alceste.

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