Sono venuti anche a nuoto!

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Chi mi frequenta sa che – ormai – sono, più o meno, un vecchio signore malandato, mugugnatore intorno a quasi ogni questione pubblica, come se avessi sempre in tasca la soluzione a tutti i problemi che il governo non sa risolvere. In particolare, in molti, mi hanno sentito  affermare di aver indirizzato al Governo italiano, guidato all’epoca da Silvio Berlusconi (pluri incriminato e pluri condannato), con, al Ministero degli Esteri, Gianfranco Fini (inquisito e prossimo alla condanna), alla Difesa Cesare Previti (condannatissimo!) al Ministero dell’Interno Giuseppe Pisanu un documento pre-veggente intitolato “Verranno anche a nuoto”, incentrato sulla facile previsione che le ondate immigratorie fuori controllo sarebbero state il principe dei problemi del futuro di questo già troppo tormentato Paese mediterraneo. Quasi tutto quello che è scritto in questo blog è opera della mia “inclinazione a mentire” (quasi come un Berlusconi o un Renzi qualunque) ma non questa affermazione: ho consegnato, tramite le manine di tale Jaro Novak (che invece, pur sollecitato e grande frequentatore della Rete, tace), dopo averne elaborato il testo con l’analista di geopolitica mediterranea Antonio De Martini, un progetto di come avremmo dovuto prepararci, come Italia, a questi macro-flussi. 

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Ad esempio, monitorandoli in loco (intendendo in Africa), anche attraverso siti internet (così oltre venti anni addietro già li chiamavamo), per “incanalare elettronicamente” (i biglietti di questi viaggi della speranza dovevano essere comprati presso biglietterie appositamente da noi fatte nascere in abbinamento ad una compagnia di bandiera di navigazione sostanzialmente a questo movimento dedicata) gli emigranti e, nel “imbutarli”, identificarli, selezionarli, rifiutarli. In loco! Come altre volte ho raccontato, in forma autentica, quel genio (è ancora vivo e si becca una super pensione da prefetto) di A. Andreassi, pur scusandosi per la scelta/rifiuto dell’UGICOS che era il destinatario della nostra proposta, non finanziò il progetto (dopo avercelo commissionato) sostanziato da una richiesta di 620 milioni di lire (attuali 300mila euro!!!!!!!) per lo sviluppo di quella rete di luoghi di imbarco e di “prevenzione”. Troppo intelligente e “visionaria”, dico io, per essere sostenuta, dal denaro pubblico, una tale pre-veggenza.

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Vicende burrascose che mi obbligarono a cacciare dagli uffici di San Lorenzo in Lucina il suddetto Jaro Novak (associato di impresa, tramite l’arch. Giuseppe Santulli Sanso, al più noto Pio Pompa) mi impedirono di salvare il progetto, sia nella veste cartacea che in quella elettronica. In veste cartacea (Verranno anche a nuoto!) il progetto dovrebbe giacere in qualche meandro degli archivi ministeriali. Ma vallo a trovare. De Martini, da me sollecitato, ricorda ovviamente il lavoro fatto insieme, ma non ne ha traccia documentale. Novak, deduco dal silenzio, essere troppo vigliacco per farmelo pervenire. Eppure i motivi per cui un giorno, a via del Corso, lo ebbi a percuotere, ormai sono acqua che non macina più. In più, quando lo “segnai” in modo permanente, ero cinquantenne. Oggi, che ho oltre settanta anni e sono malfermo sulle gambe, figurarsi se posso essere temuto. Peccato quindi che Andreassi taccia (presumo per la vergogna e l’imbarazzo di dover confessare di essere stato una gran testa di cazzo) e che Novak sia quel vigliacco che è sempre stato. A De Martini, per non avere nel suo archivio una copia del lungimirante progetto, non posso certo ascrivere nessuna responsabilità. Sono un vecchio mugugnatore ma, per ora, non ancora un folle. Questa volta sia pur con delle attenuanti la colpa è tutta mia di non potermi togliere la soddisfazione di cacciare le carte.

Che palle, che palle, che palle non poter più ascoltare i telegiornali senza dovermi ricordare di quella intuizione e di quanto sarebbe risultata salvifica se fosse stata finanziata.  Ma non si può avere tutto. Mi tengo il fatto che io lo avevo detto che finiva come è finita: sono venuti anche a nuoto.

Oreste Grani/Leo Rugens

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