Il 2025 prossimo venturo. Ovvero come cercare di pensare al futuro e così mantenersi “vivi”

NIC

Il sistema internazionale – così com’era stato costruito dopo la Seconda Guerra Mondiale – per il 2025 sarà in sostanza irriconoscibile.” Leggiamo questa affermazione “lapidaria” nel documento Global Trends 2025 – A Transformed World (a cura del National Intelligence Council; tale struttura consiglia direttamente il Presidente degli Stati Uniti). Leggiamo anche che “sistema internazionale” è un termine improprio, in quanto il Mondo che verrà si delinea poco “sistematico”, e che la sua composizione sarà ibrida ed eterogenea, come si addice ad una transizione, transizione che sarà ancora in atto nel 2025.

La trasformazione di cui ci interessiamo è stata alimentata da un’economia globalizzante, segnata da uno spostamento storico di ricchezza relativa e potere economico da Ovest verso Est, e dal crescente peso dei nuovi giocatori – in particolare Cina e India. Gli Stati Uniti resteranno il più importante attore singolo, ma saranno meno dominanti. Come si poteva dire degli Stati Uniti del XIX e XX secolo, Cina e India saranno a volte reticenti ed altre volte impazienti di assumere ruoli maggiori sulla scena globale. Nel 2025, entrambe le nazioni saranno ancora più preoccupate del loro sviluppo interno piuttosto che di cambiare il sistema internazionale.

Simultaneo allo spostamento del potere tra gli Stati-nazione, quello relativo di vari attori non statali – comprese aziende, lobby, enti religiosi e persino organizzazioni criminali – continuerà ad aumentare. Numerosi paesi potrebbero persino essere “rilevati” e controllati da network criminali. In zone dell’Africa o dell’Asia del Sud, alcuni Stati come ora li conosciamo potrebbero decadere, a causa dell’incapacità dei governi di far fronte ai bisogni basilari, sicurezza compresa.

Per il 2025, la comunità internazionale sarà composta di numerosi attori oltre agli Stati-nazione. Il “sistema” sarà multipolare con molti gruppi di attori sia statali che non. I sistemi internazionali multipolari sono già esistiti in passato, ma quello che sta emergendo ora è senza precedenti a causa della sua globalità e in quanto comprende un mix di attori, statali e non, non raggruppati in blocchi rivali d’uguale peso. Le caratteristiche salienti del “nuovo ordine” saranno il cambiamento da un mondo unipolare dominato dagli Stati Uniti ad una gerarchia relativamente destrutturata di antiche potenze e nazioni emergenti, e la diffusione del potere dagli attori statali a quelli non statali.

noi non crediamo di essere diretti verso un completo tracollo [del sistema internazionale]… Tuttavia, i prossimi 20 anni di transizione verso un nuovo sistema internazionale, sono disseminati di rischi

La storia ci insegna che un rapido cambiamento porta con sé molti pericoli. Nonostante la recente volatilità finanziaria, che potrebbe finire con l’accelerare molti dei trend già in atto, non crediamo di essere diretti verso un completo tracollo – com’è accaduto nel 1914-1918 – quando una prima fase di globalizzazione subì un arresto. Tuttavia, i prossimi 20 anni di transizione verso un nuovo sistema internazionale sono disseminati di rischi. Questi rischi includono la crescente prospettiva di una corsa al riarmo nucleare in Medio Oriente e i possibili conflitti tra Stati per le risorse. L’ampiezza delle questioni transnazionali che richiedono attenzione includerà sempre più questioni e problemi connessi  alla scarsità delle ricchezze come energia, cibo e acqua e le preoccupazioni di un cambiamento climatico.

Di quali rischi si parla? Se ci sono rischi ci si deve armare opportunamente. Cominciate, ad esempio, a scegliere fonti attendibili per provare a farvi, a vostra volta, un’idea di cosa potrebbe accadere.

atazzulellaecafe

Noi di questo marginale ed ininfluente blog, abbiamo scelto alcuni punti di riferimento per cercare di farcene una nostra di opinione sul possibile divenire delle cose, ingaggiati dal problema della overdose di informazioni e del loro grado di affidabilità. Per il Medio Oriente e tutto il Mediterraneo, ad esempio, abbiamo ascoltato e letto, per anni, ciò che Antonio De Martini aveva da dire, apertamente o tra le righe, usando il suo Il Corriere della Collera. Ci siamo trovati benissimo facendo spesso delle figure della Madonna su temi di difficilissima lettura. Quando potevamo, ascoltavamo di persona lo storico Pompeo De Angelis che, altrettanto, delle vicende del Mediterraneo accadute nei secoli scorsi (e quindi dell’oggi), ne sa come pochi. Da qualche tempo ci appassioniamo inoltre alle intuizioni implicite negli articoli che compaiono sulle testate elettroniche Nanni Magazine e Caffè Geopolitico. Due signori anziani (De Angelis e De Martini) e dei giovani brillanti come quelli che si muovono in particolare modo intorno a Caffè Geopolitico. Un misto generazionale che vi consigliamo. Soprattutto, se il medico non ve lo ha vietato, bevetevi, ogni tanto o spesso, na’ tazzulella e cafè.

Oreste Grani/Leo Rugens

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