“La gestione pubblica delle risorse idriche è una questione di sicurezza”

lo Stato intelligente

Questa, affermazione solo apparentemente di facile lettura, veniva fatta, tra tante altre, il 23 marzo 2012, nella Sala delle Colonne,  in locali messi a disposizione della Camera dei Deputati, in via Poli 19, a Roma, da Emanuela Bambara, mia stretta collaboratrice da anni, filosofa dottorata in trasdisciplinarietà ed elaboratrice, con il sottoscritto, della teoria della necessità di un profonda riforma dei “servizi segreti” in direzione di un cambiamento culturale (quella intelligence partecipata, diffusa, ubiqua di cui si comincia timidamente a sentire parlare grazie alle attività che, con tanta buona volontà, il cittadino deputato Angelo Tofalo promuove nel M5S e nella rete), finalizzato ad una unificazione delle struttura di intelligence, senza divisioni di competenza su ciò che viene letto come “dentro” la Nazione o come “fuori” la stessa.

Ho deciso di mettere in rete (lo troverete nei prossimi giorni) l’intero video-audio del convegno di cui in questo marginale ed ininfluente blog sentite parlare dal primo degli oltre 3600 articoli postasti in cinque anni di contro-informazione perché ognuno si possa fare una sua idea su Grani, sui suoi collaboratori, sull’amore per l’Italia che ci ha sempre animato e sulla qualità delle nostre elaborazioni. Qualità che doveva, necessariamente, essere offuscata (calunniando me e scompaginando la squadra messa a punto in anni di reclutamento, selezione e formazione del personale) perché nulla cambiasse e, soprattutto, “ristretta” (è tanto che non mi hanno fatto arrestare) nelle condizioni di non poter influenzare/contrastare gli ambienti che ancora oggi detengono il controllo assoluto della sicurezza nazionale. Con gli evidenti risultati che tutti potete constatare. A cominciare dall’acqua, finendo alla Libia (Macron si è messo a fare il pacere tra Haftar e Sarraj dopo che è stato Sarkozy ha scatenare l’inferno), testa di ponte francese della nostra messa in scacco definitiva.

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Così, mentre la gentarella che vi governa deve ascoltare i salvinetti e le melloncine che sproloquiano su come si chiude il mare dopo averlo pazientemente vuotato con il cucchiaino, e Macron fa prove generali di politica africana neocolonialista, Vincente Bollorè, il re dell’acqua (Veolia/Havas), oltre che di mille altre cose, vi fotte quello scampolo di sovranità nazionale (Telecom) che vi era rimasto. Perché, se non lo sapete ve lo dico io, anche di questo avevamo parlato nel convegno di cui sopra, evidenziando che le telecomunicazioni e le infrastrutture telematiche sono problemi di sicurezza nazionale e che ci si doveva preparare a trattarli come tali. In questi interminabili cinque anni, diffamato e senza un centesimo in tasca, ho fatto quello che ho potuto fare per tenere acceso il fuoco. Ho fatto quello che, nella condizione estrema di disagio in cui mi sono ritrovato, è stato possibile. Ho fatto quel che ho fatto ed ora vedremo se ho fatto bene o male a far tornare a volare la Fenice. Dicono che, grazie a chi non mi ha abbandonato, la mitica Nuova Araba, rinata dalle ceneri, appare più forte, audace e preveggente che mai.   

Buona domenica a tutti. Io, come avete capito, non solo non sono andato in ferie in questi ultimi cinque anni (come mi sono anche in parte divertito a farvi credere) ma, anche nell’estate 2017, rimango sul pezzo a contrastare il generale Agosto. Soldataccio non meno pericoloso del suo commilitone “Inverno”.

Oreste Grani/Leo Rugens