La difesa nazionale, l’intelligence collettiva, i cugini francesi

Servizi segreti nel mondo

L’insieme delle predisposizioni, delle attività di ogni ordine (politico, militare, economico, finanziario, psicologico) che lo Stato attua per garantire la propria sicurezza, costituisce la Difesa Nazionale.

La preparazione, l’organizzazione e l’impiego di tutte le forze del Paese, per assicurare l’integrità nazionale (capite cosa stiamo scrivendo?) in ogni circostanza, costituiscono materia della Difesa civile, della Cooperazione Civile-Militare e della Difesa Militare.

Oggi lasciamo un segno rispetto alla difesa Civile e i settori in cui è divisa.

Guardate questa immagine grafica sia pur un po’ datata: spicca subito il settore 2°, in alto, denominato “Telecomunicazioni e sistemi d’allarme“.

difesa civile

Il settore è quello interessato da quanto sta succedendo nella nota vicenda Telecom e Vincent Bollorè. Come vedete, non è questione circoscritta alla tasca di Cattaneo. La Telecom non poteva e non doveva essere venduta. Ma su questo “alto tradimento” torneremo quando le cose si metteranno in modo da consentirci di fargliela pagare a quelli che, considerandolo cosa loro, l’hanno consentito la perdita secca del 2° settore.

Al settore 1°, leggete: Continuità azione del Governo. Mi viene da ridere perché a questa vulnerabilità ci pensa il turnover frenetico di chi pugnala chi per farsi i cazzi propri o della banda di appartenenza.

Al settore 3°, leggete: Salvaguardia apparato economico e logistico. Velo pietoso.

Al settore 4°, leggete: Protezione civile. Qui siamo alla sufficienza fino a quando reggerà. Ma non si vive di soli incendi, di alluvioni e di terremoti. Ho scritto sufficienza per una forma estrema di rispetto  per chi opera in queste emergenze.

Al settore 5°, leggete: Sanità pubblica. Che non accada mai niente di veramente tragico (una pandemia) o si capirà come siamo ridotti.

Al settore 6°, leggete: Informazione pubblica e addestramento. Basterebbe ricordare mille occasioni di scarica barile o evocare un’eruzione del Vesuvio.

Per oggi ci fermiamo. Leggete, cortesemente, con attenzione, pronti al prosieguo della rimembranza. Perché, se non lo avete capito, questi sono ricordi di questioni mai risolte che vanno quanto prima e con fermezza riproposte. Pena la perdita dell’identità.

Nel Rotor pseudo-democratico, nel girone dantesco della partitocrazia, vi siete persi per strada. Chi siamo, come Nazione, non è dato di saperlo. Stiamo per perdere conoscenza e quindi, clinicamente, ci prepariamo a svenire. Se non a decedere. E non sono catastrofismi. Provare a misurarsi quindi con temi come “cosa sia la democrazia”, in condizioni disperate quali quelle in cui ci troviamo, è veramente straziante. Chiedersi perché nessuno ha agito per difendere il tessuto connettivo (questo sono le telecomunicazioni oggi più che mai) della Nazione è la priorità uno.  Certamente molto difficile dire a che punto siamo rispetto all’unica idea rivoluzionaria che conosco che è, appunto, la democrazia. Condizione vagheggiata ma mai attuata in modo continuativo se non per sprazzi temporali, di volta in volta, in un Paese o in un altro. Ragionare di democrazia è questione estremamente difficile mentre si è sotto attacco di ideologie che sono tutto meno che democratiche.

Intendo dire la volontà di oligarchi/finanzieri/regine/re tutti di fatto sostanzialmente sanguinari che guidano l’Occidente (chiamiamolo così) e attaccati quotidianamente dai loro avversari (?), islamisti fanatici, altrettanto sanguinari. Siamo presi in una drammatica tenaglia. Nella democrazia, all’individuo viene data la facoltà di assumere una posizione di responsabilità, non solo perché egli la desidera, ma perché il suo senso di libertà lo porta a fare uso di questa facoltà.

Bollorè si succhia tutto il grasso che per anni ha unto le bollette del telefono, lascia decine di milioni di quel grasso che voi avete concorso ad accumulare ad un leghista (Cattaneo) cresciuto sotto l’egida del separatismo durocelista (diventavano forti elettoralmente grazie alle fidejussioni di Berlusconi e mentre truffavano 46 milioni di euro alla collettività) e non c’è uno di voi che fiata. Temo che in pochi capiate cosa vi stanno facendo questi francesini. Un tempo almeno sognavate di fottervi, davanti e di dietro, BB. Oggi siete voi l’orifizio dei Galli, guidati da Macron il banchiere, l’affarista, il giovane montone.

Oreste Grani/Leo Rugens

Massari

P.S.

Ma di cosa pensate stesse parlando Alberto Massari durante il “controverso” (a detta del solerte Formiche) intervento, fortemente polemico e di denuncia di quanto i servizi francesi, da decenni, mettono in atto in danno sostanziale del nostro Paese, svolto durante il Convegno “Intelligence collettiva. I Servizi Segreti nel Mondo“?

Questo, oltretutto, lo faceva, venerdì 21 Luglio 2017, alla vigilia della “mossa libica” di Macron. Figurarsi cosa avrebbe avuto il coraggio di dire l’outsider Massari, filosofo logico, Presidente dell’Associazione HUT8, memore durante il suo discorso del sacrificio di Giulio Regeni e Nicola Calipari, ammiratore di Umberto Eco, persona evidentemente competente sul “Caso Shalabayeva, in contatto con Gianroberto Casaleggio e la sua Casa editrice Adagio, se il convegno Angelo Tofalo lo avesse organizzato oggi a cose accadute a Parigi.

Devo segnalare di aver notato tra i relatori un certo imbarazzo quando il Massari, esordiente nel campo dell’intelligence, a sparato ad alzo zero, contro i cugini francesi e l’indifferenza di quanti non vogliono vedere le conseguenze di tali attività maligne. Quasi avesse “pisciato fuori dal vado”. Ed invece, platealmente, era l’unico che ci stava prendendo nel Poligono della Auletta, allestita per parlare di Intelligence e di geopolitica.

Se non troviamo una soluzione di rapporto con la Francia non esisteremo per secoli in questa parte del Pianeta. Cioè l’unica in cui ci è dato di esistere: Mediterraneo e Africa.

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