Sanzioni degli USA contro Russia, Iran, Corea del Nord. Ma questi una cosa la sanno risolvere?

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La confusione mentale che connota la girandola messa in atto nello staff del Capo dell’Esercito più potente del Mondo (questo è, tra l’altro, il Presidente degli Stati Uniti d’America) deve preoccupare il Mondo intero. E se nel Mondo non vi state preoccupando, vuol dire che state ancora peggio di quelli che vivono a Washington, e che non disdegnano di partecipare allo show in essere che ormai assomiglia ad uno strana emulazione di un’edizione straordinaria dell’Isola dei famosi. Gente che entra, gente che esce in una comica, in una piece teatrale sempre più farsesca. Volano giudizi sprezzanti tra quelli che girano in tondo, del tipo: “Quello è uno psicopatico pervertito e lo si dice non appena si capisce che il Capo Supremo delle Forze Armate sta per defenestrare l’imbecille, l’incauto, il corrotto, l’antipatico di turno. Dalla Guerra di Successione ai giorni nostri, mai si era vista una sarabanda di questo tipo. Di tutto, ma non una cosa come questa. Di tutto, compreso il clima politico-sociale che storicamente si è potuto respirare prima e dopo gli assassinii dei presidenti (perché, da quelle parti, non lo dimenticate, ad un certo punto, i presidenti li accoppano). Dal Grande Crogiolo dell’America (uso il termine alchemico volutamente), dietro a questo continuo entrare ed uscire, prende corpo una realtà complessa e variegata, che nessuna narrazione, sia pur vivace e fantasiosa, riesce oggi a descrivere. Nessuno poteva immaginare durante la campagna elettorale tra la signora Clinton e il miliardario biondo, una situazione di rischio mondiale di questa natura. Si temeva più l’approccio ideologico fascistoide di Trump (vedi nostri post del 25 gennaio 2016 STEFANIA LIMITI SEGNALA UN GRAVE PERICOLO IMPLICITO NELLA “RESISTIBILE ASCESA” DI DONALD TRUMP) e di quelli che lo sostenevano, ma non una vera e propria confusione mentale.

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Comunque colgo l’occasione di questa grande attenzione alla “girandola trumpiana” per richiamare, sempre con la mia esclusiva Macchina del Tempo, alcune vicende che ruotarono intorno al mitico Ronald Reagan, che a tanti smemorati cultori di cose geopolitiche piace ancora. Reagan non portò a Washington soltanto l’esibizionismo consumistico, ma anche le teorie economiche più conservatrici che si fossero mai viste dai tempi di Calvin Coolidge. L’insediamento in carica del sessantanovenne Reagan, il primo attore professionista a divenire capo dell’esecutivo e dell’esercito più potente del Pianeta, fu un trionfo di opulenza e di spettacolarità, a una distanza inimmaginabile dalla semplicità jeffersoniana di Jimmy Carter. Con la coppia Reagan ci uno scoppio di esibizionismo consumistico. Nancy Reagan ordinò, per l’occasione un guardaroba da 25.000 dollari, compresa una borsetta di cui si parlò a lungo pagata 1.650 dollari. Attenti che stiamo parlando di prezzi e dollaro del 1980! Molti ammiratori di Reagan sostenevano che la gente desiderava sfarzo pomposo anche alla Casa Bianca, dopo presidenti “sfigati” (in tutti i sensi) come Ford e Carter. I ricchi si fecero forti di poter – con Reagan e Nancy – non doversi più vergognare di essere ricchi.

 

Reagan portava alla Casa Bianca la sua consumata abilità di oratore pubblico e di esperto attore televisivo, cosa che gli fu di valido aiuto nel presentare le sue opinioni al popolo americano. Il fisco aitante, nonostante i settanta, il temperamento si direbbe oggi solare, la sua sincerità e la prontezza con cui elargiva battute e aneddoti popolareschi, spuntavano le armi in mano a chi criticava il suo orario di lavoro (come Trump a una certa età batti la fiacca naturalmente) alquanto rilassato, i frequenti errori nel riferire i fatti (come Trump) e la sua sorprendente ignoranza dei dettagli di governo (come Trump). Ma da uno che pensava (come Trump) che “il governo non è la soluzione al nostro problema ma è il nostro problema”, qualunquisticamente pensandola come pochi/tanti, che cosa ti potevi aspettare?

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Ma a Reagan spesso le cose andarono bene perché, scusate la semplificazione, era fortunato. A questo potrebbero andare tutte male perché non sappiamo se è anche uno sfortunato. E in questa roulette russa ci sta per trascinare tutti. Reagan pose fine all’embargo sulle spedizioni di cereali all’Unione Sovietica (che tempi, direte!) e le sue migliori energie governative  furono investite per aumentare a dismisura le spese per la difesa. vorrebbe farlo anche Trump ma non sappiamo se ci riuscirà perché non lo votano neanche i “suoi”. Che tali ormai, lo avete capito, non sono e, forse, non lo saranno mai. Il bordello è in essere.  Difesa per Reagan come fissa e, abbinata, riduzione drastica delle spese sociali. Quello che vorrebbe fare Trump il Copione se gli passassero i provvedimenti. Trump il cattivo imitatore pensa che i soldi nelle mani dei ricchi significano un beneficio per la società in generale, perché i ricchi effettuano investimenti. Inoltre e a supporto di questo visone semplicistica (tale allora figurarsi ora) Reagan taglia tasse ai ricchi come non era mai successo e riteneva di far decollare la Mongolfiera. Così sembrò ma in realtà l’aumento vertiginoso dei redditi individuali non corrispose al gettito che avrebbe dovuto coprire il deficit di stato che infatti salì vertiginosamente accumulando debiti per una somma pari a quella di tutti i predecessori messi insieme. Intendo dire dalla nascita degli USA.

 

La verità è che i ricchi non pagano le tasse neanche nei fiscalissimi USA e soprattutto, se devi rispondere all’Industria della Guerra, fai tagli fiscali ma li devi accompagnare con massicci incrementi delle spese militari. E questo obbligò, David Stockman, il giovane responsabile del bilancio di Reagan, a tagliare decine di miliardi di dollari (sempre degli anni ’80!) a danno dei programmi educativi e culturali (per questo anni dopo la maggioranza degli americani, passatemi la battuta, si infatua di uno come Trump), dell’edilizia popolare, dei buoni-pasto e delle refezioni scolastiche. I tagli dei programmi in favore delle classi disagiate, sommandosi ad una economia che andava comunque per fattori mondiali a rilento, fecero salire la percentuale delle persone che vivevano sotto il livello di povertà dall’11,7% nel 1979 (prima di Reagan) al 15,3% nel 1983. Intorno al “per bene” Reagan, si adoperava inoltre una flotta di corrotti. Il fatto che oltre duecento persone nominate da Reagan, negli anni successivi, furono accusate di attività illegali o disoneste fece denominare questo elemento connotante il “fattore sordido” di cui nessuno tende più a ricordarsi. Se furono oltre duecento le inchieste post Reagan, mi immagino dopo questa sarabanda che centinai di casi scoppieranno. Ma direte sul presidente attore mai nulla. E questo è il problema. Potrebbe essere che anche in questo caso non si trovi mai nulla direttamente su Trump ma il bordello che lo circonda non è certamente rassicurante. L’effetto Teflon si disse all’epoca: “where the buck never stopped because the blame never stuck”, ovvero “dove la grana non si fermava mai, perché la critica non attaccava mai”!   

Se non ci fosse la Terza Guerra Mondiale in palio, la vicenda paradossale in corso negli USA, sarebbe anche divertente (quello che da del paranoico psicopatico criminale a quell’altro). Ma c’è poco da ridere, dovendo ricordare quello che quando alla Casa Bianca regna la superficialità culturale succede in giro per il mondo. La guerra tra l’Iraq e l’Iran (milioni di morti) scoppia nel 1980; l’obiettivo di Israele di garantirsi delle frontiere sicure, non sembra essere stato raggiunto; la Siria, che in quel momento non si voleva far cadere sotto l’influenza URSS, banalmente non esiste più; a Beirut, sotto Reagan (era il 1982), avvennero massacri di donne e bambini come mai prima di allora; della patria ai palestinesi promessa da George Shultz, non se ne vede neanche l’ombra; il Mediterraneo è in fiamme; il Venezuela (una delle fisse dei reaganiani era il comunismo in centro e sud America) è sull’orlo della guerra civile; il Nord Coreano di Turno è più pazzo di tutti i suoi predecessori. Mi fermo. Forse solo Grenada (ricordate l’invasione?) ha trovato una soluzione. Un po’ poco per affidarsi/fidarsi. Fossero semplicemente degli ignorantoni incapaci gli uomini più ricchi e potenti del Mondo? Effetto domino di quei tagli ai programmi educativi e culturali dei mitici anni ’80, negli USA di Reagan.

Oreste Grani/Leo Rugens

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