La vicenda CONSIP ed in particolare il LOTTO 10 quale doppio livello nascondono?

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Un carabiniere è un uomo armato e autorizzato dallo Stato a fare accertamenti sulla gente, a perquisirla, a entrare nelle loro case, ad arrestarla, a privarla della libertà con un rapporto. È il cuore nevralgico di uno Stato democratico. Questo pensa Gioacchino Genchi, servitore intelligente, competente della Repubblica e fedele al dettame costituzionale come pochi. Questo penso, nella mia marginalità ed ininfluenza, anch’io. Per questo in uno stato di diritto un carabiniere non deve nemmeno averle, le ombre. Figurarsi un carabiniere con tante stelle.

Quanto si muove intorno alla vicenda CONSIP (vedi la preveggenza di questo blog)

LEO RUGENS HA BISOGNO DELL’AIUTO DI TUTTI I SUOI LETTORI: VI PREGO DI FAR CIRCOLARE NELLA RETE QUESTO POST • 2C8.O2.1N3_6.S8.1I7_2.P7 • IL CUORE È CONSIP, LO RIPETIAMO • CONSIP CONSIP FORTISSIMAMENTE CONSIP. I PATRIOTI DEL M5S SI MERITANO DI POTER VIGILARE SU CONSIP. PER COMINCIARE • 15°/LA CALUNNIA – CONSIP • CONSIP ALLA RESA DEI CONTI! • CONSIP: GENERALI E DIRIGENTI INFEDELI, POLITICI AMBIZIOSI, IMPRENDITORI/TERMITI DIVORATRICI DELLA COSA PUBBLICA • IL GROVIGLIO BITUMINOSO CONSIP LI TERRÀ IMPANTANATI SENZA SE E SENZA MA E VOI NON GUARDATE IL DITO • CASO CONSIP/SCAFARTO: QUALI MENTI RAFFINATISSIME SOPRAVVIVONO IN ITALIA? • CONSIP ANCORA CONSIP FORTISSIMAMENTE CONSIP

deve scuotere il popolo repubblicano e quanto avanza nelle coscienze dei cittadini innamorati della libertà e della convivenza civile. Quasi a prescindere dalla eventuale propria fede politica.

Bodyguard. Seamless pattern of men in glasses. Secret agents. Se

Si apre una stranissima e forse unica stagione/opportunità con il tempo (da oggi circa cento giorni quali quelli che furono lasciati al gen. Carlo Alberto dalla Chiesa prima di ucciderlo) che precede le elezioni siciliane, terra laboratorio di tante trasformazioni o meno che il Paese, ha visto o non visto. A volte paese indotto a non vedere o a non potere interpretare ciò che vedeva. In Sicilia si possono fare i conti ma bisogna che mentre in Trinacria Di Maio e Di Battista fanno il loro tour elettorale, altri, sempre del M5S o di chiunque abbia a cuore il nostro futuro, aprano, con ogni mezzo, quegli armadi che non si sono mai cominciati ad aprire (in realtà neanche a socchiudere). L’amara verità è che stanno scadendo i cinque anni le le scatolette di tonno che riguardavano la sicurezza della Repubblica sono rimaste tutte rigorosamente chiuse. Non si è stati solo capaci o non si è voluto aprire un bel niente perché se si fosse fatto questo, sia pur qualche semplice tentativo, se si fosse solo saputo che il tale deputato, il tale senatore si è mosso per sapere cosa ci fosse stato dietro al nome tale, al groviglio bituminoso talaltro, le reazioni scomposte avrebbero rivelato, a chi avesse messo in moto un po’ dei propri neuroni per monitorare le reazioni, cose difficili da essere credute anche per le più autentiche mentalità pistarole e dietrologiche. Cose che collegano, tornado ad esempio alla CONSIP, la questione che continuiamo – in solitudine – a porre del LOTTO 10 agli interessi illeciti di ambienti in contatto con avversari/nemici della Repubblica. LOTTO 10 quindi e non solo Lotti. Anche se, alla fine, potrebbe essere che anche uno meno scemo di altri come forse è Luca Lotti, potrebbe aver capito che al fatturato delle pulizie dei cessi si univa il potere di pulire quelle scrivanie, vuotare quei cestini, verificare o meno la presenza di microspie o altra tecnologia investigativa forense. In fin dei conti a forza di frequentare persone come Marco Carrai, vuoi vedere che uno comincia a capire qualcosa di “farsi i cazzi propri con assidue frequentazioni di ambienti di intelligence e della sicurezza dello Stato? E questa possibilità di “doppio lavoro/livello”, per gente sempre necessitante di fare favori a quelli che contano nel mondo delle ombre, vi sembra cosa da poco? Per non parlare di ingraziarsi agenti (si chiamano ancora così) al soldo di Paesi terzi che potevano tornare utili per prepararsi fughe, riciclaggi, business estero su estero. Pulire quei cessi, continuo a dire era il vero obiettivo. Non per tutti i protagonisti della vicenda ma per alcuni certamente.

cessi

Direi che se siamo quelli che avevano saputo avvertire a tempo debito (anni) che intorno alla CONSIP si sarebbe giocata la partita finale della democrazia italiana, dico che bisognerebbe ascoltarci anche quando, da altrettanto tempo non sospetto, sosteniamo che chi si è battuto per accaparrarsi il LOTTO 10, non voleva solo fare lucro tradizionale. Anche perché i precedenti (e nel mondo dell’illecito i precedenti contano) dei vincitori del LOTTO 10, dicono che sto dicendo il vero: se mi sono interessato sempre di intercettazioni telefoniche, di intrighi internazionali, di spionaggio e di servizi segreti non capisco come possa essere credibile che mi sia venuta la fissa di pulire proprio quei cessi dove defecano gli uomini più importanti dello Stato e quelle scrivanie a cui si siedono quelli che contano, se non per un motivo terzo che potrebbe essere un motivo inconfessabile. Compresa la sicurezza dello Stato. Queste prove logiche deduttive si applicano sin dai tempi di Aristotele. Per quello, se uno è laureato in filosofia logica, io non lo sottovaluterei, se comincia a dire cose sensate e prima degli altri, nel campo dell’Intelligence. Tornado alla CONSIP, siamo contenti che le cose vadano avanti (ma è andare avanti raccontare, come se fosse una novità, un storia vecchia-vecchia, riduttiva e fuorviante come quella del cartello?), anche se manca uno sforzino piccolo-piccolo per capire tutto. E il tutto che va capito non è la storia del cartello tra CNS e Manutencoop che è evidente dal gennaio 2016 (anzi, da quando via Guattani è stata via Guattani, cioè da sempre) quando le due coop furono multate per intesa anti-concorrenziale sulla gara 1,6 miliardozzi (!!!!) per la pulizia delle scuole e che il cartello fosse probabile anche nella gara da 2,7 miliardozzi denominata FM4 (quella in corso) ma come siano coinvolti COLEFY (Ezio Bigotti/Aurelio Voarino/Denis Verdini) in tutta la vicenda ed in particolare nella storia del LOTTO 10 così interpretata (la delicatezza di edifici sensibili nella disponibilità di gente che non potrebbe avere il NOS neanche per andarci a defecare dentro quei Ministeri o Istituzioni è veramente il paradosso di tutta questa storia) come questo marginale ed ininfluente blog propone. Continuo a ripetere (ma il tempo e la mia determinazione mi daranno ragione) che il cuore della vicenda CONSIP è quello di capire come fosse riuscito ad aggiungere al business la frequentazione (resa lecita dall’appalto) di luoghi “classificati” e, soprattutto, vinto il LOTTO 10, poterne disporre come proprio territorio/merce di scambio nelle frequentazioni complesse (si può dire complesse senza essere chiamato in Procura della Repubblica?) di cui i referenti della SAFETY/STI già disponevano e a cui ulteriormente miravano. Rizomi, signori, rizomi. In chiusura (si fa per dire) diciamolo: ma se non si sanno investigare i percorsi rizomici/carsici, perché uno deve essere strapagato? Come si è strapagati all’ANAC. Noi della favoletta fuorviante del cartello non ci accontentiamo e come tutti i complottisti diciamo: cosa c’è sotto, dietro, sopra, a fianco del LOTTO 10. Di Lotti lo sappiamo già.

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Oreste Grani/Leo Rugens che pensava, con questo caldo, di morire prima di aver visto in galera chi dice lui. Perché è la ricerca del “doppio livello” (che anche in questa vicenda, come negli omicidi di Stato e nelle bombe eversive nessuno vuole portare in superficie e mettere in chiaro), il vero target di questa battaglia campale contro i nemici della sovranità nazionale (non ci sono solo Fincantieri e le Telecomunicazioni) oltre che della corretta amministrazione del denaro pubblico. Che è l’ovvio. Ma a noi, come è notorio, l’ovvio e gli stereotipi, non ci soddisfano. Noi vogliamo sapere con chi se la fanno i pulitori di cessi quando vanno a “cena”, oltre che a “pranzo” perché, ormai, quello, a fatica, lo si è venuto a sapere.

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