La strategia dell’inganno, ieri, oggi, domani

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“La strategia dell’inganno”, non è solo un bellissimo libro di Stefania Limiti uscito nel maggio u.s. per la solita casa editrice “chiare lettere” con cui la studiosa di cose complesse edita tradizionalmente ma quanto a mio marginale ed ininfluente opinione continua a perpetuarsi anche in momenti dove ci sembra il mondo politico nazionale concentrato sui vaffanculo, le scatolette di tonno, le ONG e se la Sicilia sarà o meno governata a cinque stelle dopo essere stata per millenni trinacria. È un libro che introduce al mondo delle “operazioni coperte” cioè la manipolazione clandestina degli affari in un paese straniero da parte dei più diversi ed articolati servizi segreti impegnati nel Grande Gioco geopolitico per il dominio del Mondo. Le azioni coperte, è ben non dimenticarlo, sono il cuore dell’influenza politica di uno Stato ostile ad un’altro e si attuano con strutture appositamente messe a punto per la bisogna.

La Limiti esordisce con queste tre pagine e ci porta dentro subito al groviglio bituminoso che non bisogna immaginare sia questione di altri tempi.

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Di queste cose e di altro avrei voluto che in quasi cinque anni ormai trascorsi, i parlamentari del M5S avessero chiesto conto alle autorità competenti in una logica di apertura della scatoletta che ci aveva fatto sognare. Ma non si può avere tutto. Bisognava agire senza violenza, senza neanche bisogno di alzare la voce ma con quella fermezza e determinazione che sono mancate. Ma, come dicevo, non si può avere tutto. Certo stiamo parlando di cittadini che la roulette elettorale ha fatto irrompere quasi digiuni di tutto se non quello che la manipolazione clandestina degli affari del nostro martoriato Paese aveva fatto loro credere. Cittadini onesti ma come nel caso di Roma che avremmo voluto più abili nel trovare uscite dal labirinto in cui si erano volutamente andati a mettere.   Nella mia semplicità e marginalità ritengo che ci fossero strumenti e spiriti guida che potevano accompagnarli a leggere quanto accaduto, a partire dalla lunga notte del ’43 (sbarco in Sicilia anglo-americano e poi successivamente, in un eterno ping-pong, Mosca ovunque e comunque) a venire ai nostri giorni. Quanto accaduto, con la Sicilia e i siciliani spesso protagonisti. Quella stessa Sicilia dove ora si spera/ritiene di saper affrontare, con approccio pentastellato, le complessità implicite in un futuro buon governo.

Nella ricerca degli spiriti guida i cittadini parlamentari a cinque stelle si sono dimostrati delle vere “pippe”. Questi limiti devono farci riflettere e suggerirci, agostanamente parlando, visioni interpretative di quanto accaduto o non accaduto. Accaduto poco o niente e quindi mi sento più attratto da quanto non è accaduto. Sto parlando sempre di scatolette non aperte e di maestri che si sono rivelati maestri in niente. A meno che non si vogliano considerare rivelazioni e armadi aperti le problematiche relative al dove (Calais o Normandia) sarebbero sbarcati gli anglo-americani in Francia.

Oreste Grani/Leo Rugens

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