Lorenzo come il mio nipote simpatico!

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Da qualche giorno, tre, è passato il 10 agosto ma la “Canicola” mi ha impedito di ragionare su questa data. Canicola, etimologicamente, come Cane Maggiore, la costellazione. Ovviamente, come tutti sapete, viene dal nome altro di Sirio la stella più luminosa del nostro attuale firmamento. Sirio o Cane abbaiante che un tempo spuntava/si levava il 24 luglio, segnalando, quasi abbaiasse, l’inizio torrido dell’anno. A torrido ci siamo. Altro non so. O faccio finta di non sapere per non farmi criticare troppo da quelli che di stelle e di altro sanno. Un po’ di altro comunque arraffazzono. Ad esempio che Lorenzo (10 agosto appunto) oltre che essere il nome di un mio nipotino scugnizzo simpatico come pochi, è provato che sia stato martirizzato proprio il 10 agosto del 258.

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In realtà fu banalmente decapitato ma la leggenda narra che fosse messo sulla graticola su un letto incandescente e che si lasciò bruciare esclamando ad un certo punto del martirio verso il suo carnefice attizzatore della brace, questa frase: ” Ecco, hai arrostito per te una parte, rivolta l’altra e mangia”. Ironico e anticipatore profetico di tutti i barbecou nei secoli dei secoli. In realtà la testa gliela tagliarono perché Lorenzo si era rifiutato di consegnare i tesori della Chiesa che gli erano stati affidati come primo diacono. Pare che li avesse venduti distribuendone il ricavato ai poveri per evitare che cadessero nelle mani dell’Imperatore che non mi ricordo chi fosse. Poi impunito e provocatorio, aveva radunato ciechi, storpi, malati e poveri semplici da tutta Roma, li aveva presentati al prefetto dell’Urbe incazzato nero e gli aveva detto i sostanza: “Ecco i tesori eterni che non diminuiscono mai e fruttano sempre, sparsi equamente in tutti e dappertutto”. Gran gesto che apre la stagione che ancora non si è conclusa e che vede molti avidi , dentro e fuori la Chiesa di Roma, incazzati con Papa Francesco per questo suo voler pensare ai poveri. Altro che stelle cadenti come dal ciel carboni ardenti.

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Oggi è il 13 agosto – come sapete – è si festeggiava anticamente Diana, o meglio Di-ana. Ma questa è un’altra storia perché RIGUARDA ORESTE E IL CULTO DI DIANA NEL LAZIO, nella selva Aricina, sulle rive dell’attuale Lago di Nemi. Ma per sapere come va a finire mi dovete dare almeno un euro. A testa.

Buon ferragosto a tutti.

Oreste Grani /Leo Rugens

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