La Storia presenta il conto: si apre la rotta spagnola e da queste parti qualcuno si rallegra

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Centinaia di migliaia di africani (perché tali sono non risultandomi che ci siano cinesi in ingresso) entrano in Europa, come possono. Spinti dalle rotte turca e libica (per ora difficili) alcune migliaia hanno scelto la via del Marocco attraverso altre porte (la Spagna) e qualcuno, in casa nostra, si rallegra. Direi che la cosa è, viceversa, la conferma della gravità della situazione e della dimensione dell’invasione. L’Africa è popolata da centinaia di milioni di stanziali (o di rassegnati) ma anche e soprattutto da milioni di individui che non ci stanno a vivere in miseria o sotto dittatori sanguinari o senza possibilità di difendersi dalla fame, dalla sete, dalle malattie e dalle guerre. Guerre che si fanno con le armi. Non c’è alcuna fabbrica di armi in Africa. Se si esclude il South Africa. Punto. Direi che ora di porsi il problema di come si affronta una tale guaio, figlio della Storia che presenta il conto, a venire in avanti da Leopoldo del Belgio. La complessità che si delinea non è per gentarella come appaiono essere le classi dirigenti europee.  E non solo le classi dirigenti politiche tradizionali. Vorrei infatti sincerarmi se sono leggende metropolitane quelle che raccontano di Mario Monti (proprio quello a cui è stato fatto fare anche il Presidente del Consiglio dei Ministri che sarebbe il Capo del Governo e quindi vero responsabile dei servizi segreti) che dopo una visita in Libia il 21 gennaio 2012 si è fatto l’idea che le cose si mettano male da quelle parti e che a proposito di queste sue impressioni da dilettante, vuole vederci chiaro sull’efficienza dei nostri apparati di intelligence.

monti

Infatti prima della missione per la firma di un nuovo trattato con il Paese del sud del Mediterraneo (quello da cui oggi arrivano quasi tutti i disperasti da cui fobicamente ci sentiamo aggrediti) Monti aveva letto accuratamente i report forniti dall’AISE a Palazzo Chigi. In quei dossier si parlava di un Paese (la LIBIA!!!!!!) avviato alla pacificazione e si rimarcava, nero su bianco, in più copie fornite, la capacità italiana di controllare la situazione. Di ritorno dall’Africa, il 27 gennaio, Monti convoca De Gennaro per chiedergli conto e ragione dello stato di insicurezza permanente vissuto durante le ore passate in Libia.  Di questa insicurezza e di questo gap tra le note del servizio e la realtà sul campo, escono addirittura articoli di stampa con dettagli di chi evidentemente ha orecchie lunghe.  In qualunque paese del mondo dopo una tale figura di merda sarebbero saltate teste e si sarebbe anche saputo il nome della rapa che aveva scientemente, di fatto, tradito il Paese che invece lo pagava lautamente. Lo pagava o lo continua a pagare? Mi sarei aspettato, quando sono arrivati i pentastellati, ad esempio, al COPASIR, richieste perentorie rispetto a incapaci di quella dimensione. Incapaci o traditori? Altro che questioni di scontrini per rendicontare le spese al bar!  Se Monti, in quel 21 gennaio 2012, dovette rimanere in albergo o avrebbe rischiato la pelle, come si può pagare qualcuno che poche settimane prima sosteneva che la capacità italiana di controllare la situazione, era accertata?

Questi sono i misteri misteriosi italiani oltre a quelli a tutti noti. Che già la metà bastano.

Oreste Grani/Leo Rugens