38° parallelo o cosa altro?

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Se nel febbraio 2011, Limes – Rivista Italiana di Geopolitica, intitolava un suo fascicolo “Corea – La guerra sospesa”, dobbiamo chiederci, questa mattina, dopo i rumori che arrivano dalla Casa Bianca, se la guerra tra gli USA, la Corea del Nord e non si sa chi, stia per essere dichiarata. Ad ore, non più sospesa quindi? Soprattutto, non si sa, se “il ricatto della bomba” stia per finire in tragedia. Perché che di tragedia si tratterebbe, è certo. Ma allora, continuiamoci a chiedere, chi vuole veramente scatenare l’Apocalisse? Perché che di Apocalisse si tratterebbe, è altrettanto certo. Polveriera quindi e possibile guerra asiatica che tenderebbe a degenerare in non si sa cosa. Anche perché non c’è solo la Corea del Nord con un arsenale atomico. Anzi, se solo si riflettesse che in realtà la Corea del Nord non potrebbe oggi avere gli armamenti che ha se non fosse stato il Pakistan ad aiutarla, si avrebbe la percezione di quanto si stia ballando sull’orlo del precipizio.  Quel Pakistan dove, alla fine, è stato ucciso Osama bin Laden. Tornando agli ordigni nucleari: in giro ce ne sono un “fottio”. In USA – ovviamente – di tutti i tipi, trasportabili con ogni mezzo e capaci, anche dalla Luna (intendendo da fuori dell’atmosfera terrestre), di colpire ovunque. Gli USA, mentre cazziano chiunque su questo terreno, hanno stanziato e stamperanno trilioni (si dice così?) di dollari per potenziare le bombe termonucleari tattiche B61, tra le altre diavolerie, comprese quelle piazzate in Italia.

Elencare quanto di ufficiale si sa sull’arsenale USA in chiave nucleare, richiederebbe competenza (che non ho) e centinaia di righe. Faccio notare comunque che si spendono “un mare di soldi” per andare per mare: le flotte si accrescono ovunque nel Mondo. E questo non è buono per la pace. Le armi termonucleari di qualunque tipo ci sono in Russia, ovviamente. Quelli che si dilettano professionalmente a contare le bombette (e non alla crema), sostengono che ci siano più ordigni in Russia che negli Stati Uniti. Capite l’inutilità di queste classifiche quando si parla di 7.000/8.000 ordigni? In Cina, ovviamente, dove si è molto avanti nella rinascita della flotta e, in particolare, di quella “sottomarina” armata con JL-2, ci sono centinaia/migliaia di ordigni. In Francia, ovviamente, dove è certo che si spendano un mare di soldi per riarmarsi in quanto alcune informazioni non possono non filtrare dal momento che per accordi pregressi i vettori nucleari supersonici ASN4G, vengono cooprodotti in Leonardo, gruppo italiano che a sua volta partecipa la MBDA a cui è demandato l’incarico delicatissimo da parte dell’Eliseo. In Gran Bretagna, ovviamente, ma non ne so abbastanza se non che anche a Londra si è deciso di potenziare (tonnellate di sterline) la flotta di sottomarini e questo potete immaginare come continua a rendere i mari affollati e pieni di nevrotici fobici (stare chiusi in giro per gli oceani non è certamente gradevole e rassicurante per le menti degli equipaggi).

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In Pakistan, ovviamente, dove gli sforzi (notevoli e variegati) sono indirizzati tatticamente contro l’India. In India, ovviamente, per tenere a bada sia Pakistan che Cina. In Israele, ovviamente. Israele, ad esempio, non ha solo genericamente dei vettori e delle bombe (ne dichiara 80 ma potrebbe averne qualunque numero, anche doppio) ma ha già un numero – sia pur semplice – di sottomarini capaci di portare/lanciare in tutte le direzioni le “bombe atomiche”, raggiungendo ogni pizzo del Pianeta: da terra potrebbero partire i Jericho IV e dal profondo del mare i Popeye. Vanno aggiunti i Paesi che detengono armi nucleari per conto degli USA e per conto della Russia. Tra quelli vassalli degli Stati Uniti c’è ovviamente l’Italia. Ma per tenere la testa sullo scacchiere mediterraneo, anche in Turchia ci sono bombe americane. In Germania, Olanda e Belgio non si fanno mancare nulla. Come vedete la foresta (giungla?) è fitta. Ora, come si ipotizza, ci sono anche in Corea del Nord vettori Hwasong, che sono in grado di raggiungere, non solo la costa ovest USA ma, sparati dall’altra parte, alcuni Paesi europei. Bomba più, bomba meno, il problema è che non solo ci sono troppe bombe ma troppo pochi diplomatici all’altezza di una tale complessità. Diplomatici che rispondono a classi dirigenti di nevrotici, certamente inadeguati alla sopraggiunta complessità del Mondo. Direi che ci si deve preoccupare più di questo che di altro.

Tenete conto che non poche (migliaia!) di queste testate di cui ho solo fatto cenno, come si dice in termini tecnici, sono schierate. Cioè sono pronte all’uso. La Cina, l’India e il Pakistan, ad esempio, non hanno arsenali riposti: tutte le loro armi termonucleari sono pronte istantaneamente all’uso. Direi che ci si deve preoccupare più di questo che di altro. Il Coreano dalla bella chioma viene ritenuto un matto con il botto, ma non è che gli altri siano da meno. Direi di fare uno sforzo e di convocare i due uomini di fiducia di Kim di cui disponiamo (Antonio Razzi e Giancarlo Elia Valori) in questo – solo apparentemente – marginale Paese e di chiedere loro lumi su cosa ci aspetta. Gli altri, penso, siano in difficoltà. Rimane il fatto che il programma USA che copre il Pianeta si chiama “Attacco Globale Fulmineo” (Promt Global Strike), semanticamente di facile interpretazione. Concettualmente, quella sigla mi sembra una grande stronzata perché spinge verso l’Apocalisse. Tanto per far vedere che i vecchi testi, c’avevano ragione?

Oreste Grani/Leo Rugens