La Partitocrazia ringrazia e passa all’incasso

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Come era previsto (anche da me) e prevedibile, i sondaggi cominciano a dare, in netto calo, il M5S e il ritorno in vetta del PD. Non solo, evidentemente, per la scelta autolesionista di Luigi Di Maio, immaginato da Giuseppe Grillo e da Davide Casaleggio, capace di saper ridare identità al Paese, ma anche e soprattutto per come questa scelta è stata imposta. I sondaggi mutilati che, in queste ore, cominciano a circolare, per tanto, non forniscono con sincerità il dato sull’aumento vertiginoso degli astenuti altrimenti si capirebbe che nessun (o pochi) elettori a cinque stelle è pronto a votare PD o Forza Italia ma, semplicemente, i grillini di un tempo vanno a rafforzare gli astenuti, contribuendo a dare maggior valore allo “zoccolo duro” dei clientes della partitocrazia. Non a caso il Masia di Mentana, ieri sera, ha fatto sparire, nei sondaggi per La 7, le schede bianche e gli astenuti. Lì ci sono i flussi e lì c’è la risposta alla cappellata di Beppe Grillo e i segni della protesta a cinque stelle. Il dato di perdita secca lo si vedrà, a meno di un miracolo di Santa Rosalia, nelle urne in Sicilia e da quella sconfitta si involverà tutto il disegno pentastellato. Peccato, potevano essere loro. Ora la fatica per riorganizzare un vero contrasto alla criminalità politica sarà erculea. Se Ercole e la sua proverbiale forza, basteranno.

Oreste Grani/Leo Rugens