Il senatore Giarrusso (M5S) non va lasciato solo, particolarmente nel caso Daphne Caruana Galizia!

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Audace l’amica collaboratrice Dionisia! Da donna a donna (Dafne e Dionisia) evidentemente deve essere scattata una simpatia, una stima e ora un vero lutto partecipato. Anche Leo Rugens è incazzato nero e sta per mettere la testa su questa cosa gravissima dell’esclusione del senatore della Repubblica Italiana dichiarato persona non gradita per cui pur membro autorevole della Commissione antimafia, quei pendagli da forca dei pirati maltesi non lo vogliono accogliere. Se quei mafiosi non lo vogliono accogliere ci raccontano come stanno le cose.

Direi che il Parlamento italiano, pur ridotto come sta, deve intervenire. Direi di annullare all’ultimo momento la visita della delegazione e anche in questo caso ritirare da Malta, Mario Sammartino, ambasciatore di fresca nomina in sostituzione di Giovanni Umberto De Vito.

Ora mi dedico a ragionare di questo atto di vera e propria provocazione ma al tempo di confessione e di ammissione di colpevolezza come da quei vecchi pirati non mi aspettavo.
Oreste Grani che, come in altri casi, questa cosa di oggi se la lega a tutte le venti dita (mani e piedi) di cui dispone.

Così a caldo dopo aver letto cosa Dionisia ha scritto nel post CHE COSA CI VA A FARE A MALTA LA COMMISSIONE ANTIMAFIA? a proposito della viltà italiana.

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Come posso definire, se non vile, questo gesto di calcolo opportunistico? Invece di dire banalmente, “Allora non viene nessuno” e di cominciare a premere sulla Farnesina per protestare, ci accucciamo davanti ai pirati maltesi. Una cosa è la simpatia per Corto Maltese che tutti abbiamo e una cosa mostrasi deboli davanti a quei mafiosi farabutti. Perché che a Malta sguazzino molti mafiosi farabutti è un dato certo come mille inchieste internazionali possono confermare. Anche quella di queste ore che ruota intorno a Marco Posta, criminale insediato a Genova beccato, con decine di complici, a fare di tutto, triangolando tra la Sicilia e Malta. Anche su questa vicenda torneremo. Ma quello che mi preme mettere in evidenza nel pezzo per il resto coraggioso e rivelatore del sito “tribupress.it”, è un grave errore semantico. C’è scritto che Malta è un paese “amico” dell’Italia. L’Italia, non avendo più una sua identità, non può avere né amici né tantomeno nemici, in tutto il Mediterraneo. Al massimo, alcuni malfattori nostrani, annidati nelle Istituzioni, possono farsi complici o avversari dei pirati maltesi. A seconda della convenienza del momento e dell’appalto in gioco.

Per aver chiaro questo modo di essere trattati e di trattare gli interessi della Repubblica, basterebbe chiedere agli specialisti della Link Campus che di questioni maltesi dovrebbero intendersene. Se uno volesse capire qualcosa di questa gravissima situazione che si sta creando in Malta, quindi nel Mare Nostrum, basterebbe, ad esempio, andare, sia pur giornalisticamente, a porre domande cazzute a Vincenzo Scotti, dominus ancora di quel luogo di studio e di formazione che è la sua Università. Realtà amministrativamente sbrindellata e pur sempre favorita, ma luogo da sempre in rapporto stretto con l’Intelligence maltese e con l’intellettualità del mondo della sicurezza internazionale che ruota intorno ad essa. Anche per questo, ricordo ad amici che si sono solo recentemente (in questo campo alcuni anni equivale a dire recentemente) affidati a luoghi come il rizoma maltese (Link Campus) per formarsi all’arte dell’estrarre dalla realtà ciò che c’è ma non si vede, di come sia delicato scegliere una  scuola e i docenti prima di inoltrasi verso l’ignoto. Ma questo è un discorso che ho già fatto e che oggi ha solo una conferma di quanto mi ero permesso di evidenziare. Veniamo al contrasto necessario ad una tale offensiva criminale.  Vorrei vedere una forte compattezza del M5S intorno a questa vicenda che riguarda il senatore Giarrusso, persona che certamente, vedendosi rifiutare l’ingresso dovrebbe riflettere (e far riflettere i suoi compagni di moVimento) sull’affermazione di cui andiamo fieri da queste parti: la politica estera è tutto. E l’Italia (anche su questo la prova è certa) non ha una sua politica estera. Se lo Stato non ha una politica estera, vediamo di capirci, non può avere dei Servizi segreti che, quindi e senza dubbio alcuno, risulteranno strutture onerosissime ma in realtà di nessuna utilità se non in quanto, da voi pagati, al “servizio di quei servizi” che, viceversa, avessero una loro identità e visione strategica. La situazione si fase sempre più pericolosa per la nostra Italia, ormai non più turrita, in quanto senza più “torri di avvistamento” e di “ragionamento”. Ma come si fa, signora Bindi, ad accettare dictat anche da quei delinquenti dei maltesi? Così, dopo la vicenda Shalabayeva, in cui i kazaki di Khassen ci hanno fatto di tutto, dopo i violentatori del nostro povero Giulio Regeni, adesso anche i cavalieri (si fa per dire) di Malta ci possono comandare “a bacchetta”. E voi volete far credere agli italiani che siete voi a decidere chi deve governare la privatissima Banca d’Italia? Comunque, comincio io a darvi un suggerimento: voi non decidete un cazzo di niente a via Nazionale, dove, viceversa, decidono tutto i massoni che stanno alle spalle della nostra ex finanza. Così come sono le consorterie criminal-massoniche che decidono chi deve rappresentare l’Italia o meno anche in una programmata (ora inutilmente) da mesi, “gita scolastica”. Perché è da scolaretti, signora Bindi, che vi siete fatti trattare anche questa volta. E uso appositamente il termine scolaretti per evocare quello usato a suo tempo da altri servizi segreti europei per definirci nella nostra inaffidabilità: gli italiani non li coinvolgiamo/informiamo perché sono degli “scolaretti litigiosi”.

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Almeno questa volta vediamo cosa sanno chiedere (ed ottenere)  nel merito  gli esponenti del M5S, delegati dal popolo italiano in COPASIR e nella Commissione Antimafia, così gravemente offesi nella persona del loro collega cittadino/avvocato Michele Giarrusso.

Che non va lasciato solo in questo frangente come in altri. Se posso, infine, non in atteggiamento iettatorio dire un’ultima cosa che penso, questo del rifiuto a fare entrare in nostro senatore mi sembra un grave atto intimidatorio. Accettare l’avvertimento mafioso mi sembra cosa ancora più grave. Non reagire in modo compatto di tutto il M5S sarebbe errore gravissimo. Il silenzio complice delle altre bande partitocratiche, me lo aspetto.

Oreste Grani/Leo Rugens che si può permettere di dire queste cose (ed altre che proverà a dire) perché non ha alcuna intenzione di fare il turista a Malta, Tortuga mediterranea.



Giarrusso: “Sono persona non gradita a Malta per le mie denunce sull’omicidio di Daphne Caruana”

Il senatore del MoVimento 5 Stelle denuncia la propria esclusione dalla visita della commissione d’indagine su esplicita richiesta del Governo de La Valetta 

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CATANIA – “Per le mie considerazioni sull’assassinio di Daphne Caruana Galizia sono stato dichiarato persona non gradita dal Governo di Malta. La Bindi mi ha escluso dalla visita della Commissione Antimafia. E’ una cosa gravissima, siamo diventato gli zerbini di una ‘superpotenza’ come Malta, a cui basta protestare perché l’Italia esegua”. A denunciare la propria esclusione dalla visita della commissione d’indagine su esplicita richiesta del Governo de La Valetta è il senatore del Movimento Cinque Stelle Mario Michele Giarrusso. Che in esclusiva ai microfoni di Tribù ricostruisce i passaggi di una richiesta istituzionale clamorosa.

Quella di un governo europeo che rifiuta di ospitare un parlamentare di un Paese amico per le sue pozioni su una vicenda grave come quella dell’omicidio di Daphne Caruana, fatta saltare in aria per le sue inchieste scomode sulla corruzione a Malta. “Mi ero permesso di dire che sia un fatto di una gravità enorme che uno Stato non protegga una giornalista che denuncia minacce di morte – spiega Giarrusso, tra i primi ad accendere i riflettori sui retroscena dell’esecuzione di Daphne –E che sia ovvio che quello Stato debba trarre le conseguenze quando quella giornalista venga uccisa, prendendosi le sue responsabilità per non averla protetta. A prescindere da questioni di corruzione o altro, il Governo si dovrebbe dimettere soltanto perché ha fallito nel non proteggere chi aveva chiesto aiuto”.

Una richiesta condivisa da molti, quella di Giarrusso. A cominciare dai figli della giornalista assassinata, Matthew, Andrew e Paul Caruana Galizia, che avevano chiesto al premier Joseph Muscat di fare un passo indietro. Dal Governo de La Valletta, al centro di alcune indagini della giornalista uccisa, era giunta invece l’assicurazione di un rapida giustizia e una taglia sugli assassini della donna. Misure insufficienti, secondo il parlamentare del Movimento Cinque Stelle: “Le nostre denunce hanno fatto innervosire il governo di Malta che ha protestato, e subito la Bindi ha pensato bene di adeguarsi. Siamo veramente gli zerbini del mondo. La commissione andrà lunedì a ranghi ridotti per non disturbare i traffici di Malta con la nostra presenza”.

La visita della Commissione sull’isola era prevista da tempo, per acquisire notizie, documentazioni e audizioni in relazione alriciclaggio del denaro sporco. “Fra capo e collo ci siamo ritrovati questa vicenda terribile della giornalista, di cui non si potrà non tener conto in questa missione – spiega Giarrusso – La questione sconcertante è il silenzio della politica italiana, a metà tra il complice e il vergognoso. E’ il silenzio di soggetti che hanno qualcosa da nascondere, a questo punto proprio a Malta. Temono che qualsiasi presa di posizione, per quanto doverosa, possa diventare un boomerang. Solo noi abbiamo avuto il coraggio di parlare, cosa non gradita al governo maltese che ha dato disposizioni. Prontamente eseguite dallo Stato italiano, tramite la presidenza PD della Commissione Bilaterale”.

Il Malta-gate si arricchisce di un nuovo episodio, insomma. L’isola al centro del mediterraneo continua ad essere teatro di avvenimenti poco chiari, l’ultimo dei quali è costato la vita ad una donna-simbolo del giornalismo d’inchiesta europeo. “La situazione maltese è veramente molto complessa – conclude Giarrusso – A frane le spese è stata la povera Galizia, che non doveva essere lasciata sola e senza protezione. Ribadiamo che c’è una responsabilità oggettiva del governo per non aver risposto alle richieste d’aiuto della giornalista. Una responsabilità che dovrebbe portare alle dimissioni immediate del governo di Malta. Io continuerò a denunciarlo”.

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