Ignazio Visco, l’autorevolezza presunta della Banca d’Italia e il Duca di Camerino Rodolfo Varano

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Ma quale può essere l’autorevolezza dell’Istituzione Banca d’Italia se non è, come abbiamo provato, “d’” Italia? Potrebbe essere banalmente, la stessa che si prova per una banca qualunque, sia pure importante. Cioè nessuna, in quanto non credo che ci sia qualcuno al mondo, sotto nessuna latitudine, che ritiene le banche cose serie e autorevoli. Inoltre, non lo dimentichiamo, il buon massone ur-lodgista, Ignazio Visco, affiliato alla Pan Europa, e stato, in tempi non sospetti, coinvolto/denunciato da tale Rodolfo Varano, duca di Camerino, personaggio complesso da interpretare, forse anch’esso riconducibile a circuiti internazionali in odore di fratellanza, comunque simpatico se lo si è conosciuto (ed io l’ho conosciuto), abilmente e con competenza sempre al centro di complessità tipiche della finanza e, nel suo caso, sicuramente sostenuto da ambienti riconducibili al variegato mondo “cinese”, che siano cinesi di Pechino, di Taiwan, o di Wall Street. Ho scritto coinvolto/denunciato (riferendomi a Ignazio Visco) perché, il duca di Camerino, coraggiosamente (e forse anche spregiudicatamente), quando mi parlava dei signori della Banca d’Italia lo faceva con un assoluto atteggiamento di critica se non di disistima. Quando, con grande conoscenza dei fatti, mi parlava di Draghi, Visco, Padoan le sue mi sembravano storie raccontate da un personaggio, sia pur difficile da valutare, ma che dava dei banditi a gente che, si capiva, considerava niente di più che dei banditi.

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Il clima e i toni erano tipici del racconto di liti tra gente della stessa risma, o comunque a cui, l’altro, non la poteva raccontare giusta. Per decidere bene cosa ci sia sotto all’attacco a Visco, io che non mi intendo di affari e di denaro, ma mi intendo di dettagli e di indizi infinitesimali, non rimuoverei questo spunto che mi viene offerto da una memoria ancora valida come poche: io metterei insieme, nella stessa scena,  quanto sta accadendo e quanto è accaduto oltre due anni addietro ad opera di un signore nobile certamente in stretti rapporti con la finanza cinese. Chissà che ne direbbe di questo indizio sottile-sottile lo specialista di cose complesse Gioele Magaldi se mi leggesse e se potesse consultare nel merito Frater Tao, che lui conosce bene, oltre lo pseudonimo, nella veste di autorevole esponente dell’élite massonica mondiale, certamente esperto in cose dell’Estremo Oriente e quindi banalmente “cinesi”.     

Rinfrescatevi chi sia il duca Varano e, se volete, andatevi a guardare chi sia questo Perry Hammer della NIT.

Io, se proprio dovessi approfondire, mi inoltrerei fino a guardare da vicino se esistono o meno legami tra la NIT di Hong Kong e la Zhu Ci, colosso del volontariato cinese con sede a Taiwan ma capace di operare in tutto il mondo.

Oreste Grani/Leo Rugens che quel simpaticone del Duca lo ha conosciuto. Tanto che quando dovetti catalogare/codificare le carte chiamai il dossier dentro cui riporle “Dica Duca“, in omaggio al mio mito Antonio De Curtis.

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