Dio li fa e poi li accoppia sotto l’aquila laziale: Cragnotti, Paglia, Diaconale, Lotito, Rutelli

lotito

Ma veramente qualcuno aveva creduto che quel burino razzista di Lotito volesse fare altro se non una sceneggiata andando a omaggiare la comunità Ebraica? Ma veramente qualcuno può credere alla sincerità di gentaccia tipo i vertici della dirigenza della Lazio Calcio che è da sempre costituita da personaggi estremisti nei loro sentimenti antisemiti? Dallo storico Guido Paglia a salire o scendere (così era Sergio Cragnotti), passando per Arturo Diaconale, visto ieri a fianco di quell’ipocrita di Lotito, non c’è un laziale organizzato nelle tifoserie, dentro e fuori gli stadi, che non sia un antidemocratico. Ripeto: non parlo di chi da ragazzino ha scelto quella squadra. Questo della natura antidemocratica e antisemita delle tifoserie laziali è uno dei motivi per cui ho sempre diffidato dei sentimenti politici di Francesco Rutelli che quando si disinibiva allo Stadio non sentiva alcun fastidio profondo a farsela con Guido Paglia o Sergio Cragnotti. Rutelli non era certamente un vero radicale libertario quando frequentava Marco Pannella o Bruno Zevi (che si rivoltano entrambi nella tomba al ricordo di tanta slealtà), altrimenti, in quelle stesse ore, non avrebbe mai potuto, per tifare nello svolgimento di un gioco che dovrebbe anche affratellare, farsela con dei notori nazisti. Un verme da sempre Lotito. Un verme da sempre Arturo Diaconale, un verme da sempre Sergio Cragnotti. Bene a fatto chi ha buttato a Tevere l’ipocrita corona di fiori biancoazzurri. Guai poi a far dissacrare un altra volta Anna Frank o Primo Levi con la lettura di brani, vere testimonianze di tragedie, in luoghi, gli stadi dove, da sempre, questa gentaccia invoca i forni per dare soluzione alle contese sportive.

Oreste Grani/Leo Rugens


RAZZISMO SPORTIVO E GRANDE MENZOGNA ANTISEMITA

Striscione razzista dei tifosi della Lazio

Ho scritto, in un altro post (https://leorugens.wordpress.com/2012/11/22/guerriglia-urbana-a-campo-de-fiori-ultras-laziali-assaltano-un-pub/), a proposito della degenerazione del foot-ball in “calciocrazia” e sulle responsabilità che quel mondo, ormai non più sportivo, ha nei confronti della cultura dell’intolleranza e della violenza che connotano la società civile (italiana ? europea ? mondiale?) e politica. Ora, un articolo (La svastica sul pallone” a firma dell’amico Alberto Massari) che compare, da qualche giorno, sul periodico “La Fucina“, testata elettronica che, sia pur giovane, comincia ad essere letta da decine di migliaia di “frequentatori”, mi spinge a dedicare qualche riga di riflessione all’osceno intreccio “tifo calcistico e antisemitismo”. Perché di questo si tratta.

Su tutti i muri d’Italia e spesso negli stadi (a Roma, in particolare), c’è la prova che, se si vuole offendere senza equivoci l’avversario, lo si chiama “ebreo”. Una decina di anni addietro sui giornali, dopo l’ennesimo episodio di profanazione di tombe ebraiche a Roma, comparve l’opinione di Pier Ferdinando Casini secondo il quale, in Italia, l’antisemitismo è meno radicato che in altri paesi. Come è noto, Casini non ne ha “azzeccata” una in politica e nella vita se non, per un periodo che sembra finito, aver appeso il cappello al chiodo in casa Caltagirone, seducendo la bella e ricchissima Azzurra. Ma, temendo che come questo bel vanesio protagonista della prima, seconda e terza Repubblica la pensino, con leggerezza, troppi italiani, provo a dire la mia. Non è così come dice Casini e gli stadi, con le loro sguaiate tifoserie, sono lì a dimostrarlo. Da dove nasce questa “sublimazione”, da gioioso e acceso tifo, in odio razziale? Ad esempio, da un trucco culturale “scaltro” che, via internet, non cessa di alimentare, da anni, la Grande Menzogna Antisemita. Sull’argomento irrisolto (anzi, a me sembra virulento e pronto ad “esplodere”, in un’Europa sgangherata e con decine di milioni di poveri), recupero ragionamenti di qualità investigativa intellettuale superiore, messi a punto, anni addietro, da Umberto Eco, sperando così di non provare a “svuotare” il mare, con un cucchiaino. I due testi che seguono sono da leggere predisponendosi ad una continua “contaminazione” di rimandi, di indizi e prove, in entrambi presenti, che dovrebbero liberare la mente, una volta per tutte, da pregiudizi e stereotipi. Se invece, anche voi, come il pernicioso Casini, ritenete che, in Italia, non ci sia una questione di odio razziale, lasciate perdere perché i brani scelti richiedono un po’ di cervello per essere letti e apprezzati.

Leo Rugens

antisemiti1antisemiti2antisemiti3

complotto1complotto2complotto3

Annunci

Di tanto in tanto, alcuni dei tuoi visitatori potrebbero vedere qui un annuncio pubblicitario
Puoi nascondere completamente questi annunci pubblicitari eseguendo l’aggiornamento a uno dei nostri piani a pagamento.

AGGIORNA ORA IGNORA MESSAGGIO

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...