La questione sanitaria non solo in Campania

La questione sanitaria non è cosa da poco nel Paese e ovunque nel Mondo. Certamente in Italia, sul tema, ci sono figli e figliastri. Non solo la “pelle di leopardo” riguarda le regioni, la specifica città, ma certamente il censo. Di fronte alla malattia non siamo tutti uguali: i ricchi sono ricchi e, spesso, possono difendersi meglio. A volte la natura cerca lei stessa di porre rimedio equo e dà ad alcuni una capacità di resistere agli attacchi del male, a prescindere dal conto in banca. In linea di massima, l’assistenza sanitaria è indice, o meno, di livelli di civiltà e di rispetto delle dignità umana. In Campania vi riporto un post breve ma di facilissima interpretazione comparso da poche ore in rete ad opera di Valeria Ciarambino sulla situazione della sanità in quella regione. Per descriverla si fa riferimento non solo ad arresti recenti ma soprattutto al fatto che molti che guidavano le strutture pubbliche non avevano i titoli per farlo. L’esponente del MoVimento, giustamente, ricorda le responsabilità di quel personaggio inquietante (non è un reato sentirsi inquieti dinanzi a uno come Vincenzo De Luca) ed io tenderei a dare ulteriore risalto a perché uno come De Luca venga aiutato a piazzarsi al vertice di una piramide di soldi così ingente. La Campania è grande come uno Stato e determinante per l’economia del nostro già martoriato Sud. Quando sarà chiaro chi spinga da dietro Vincenzo De Luca, sarà, come al solito, troppo tardi.

Oreste Grani/Leo Rugens

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