Chi vuole mandare truppe a fare il bagno ad Ostia?

ostai1930

Perché si possono arrivare a dire e fare cose senza alcun senso in settori delicati come quello della Difesa, divenendo addirittura ministro di tale dicastero, dopo essersi interessato di mercati agricoli-alimentari, di informazioni sui prezzi per i consumatori, di sviluppo di economia della montagna e delle sue piccole medie imprese artigianali, passando per delle esperienze governative come sottosegretario all’agricoltura e foreste, dopo essere stato il primo firmatario dell’ennesima legge tendente a creare sbarramento per i partiti piccoli (in quel caso era il 5%) per poi ritrovarsi, negli anni di grazia 1993-94 (biennio altrettanto delicato di quello ’92-’93) ad dirigere politicamente le Forze armate, è un vero mistero.

Fabio Fabbri, senatore socialista (uno dei pochi, ad onor del vero, non pizzicati, in quegli anni, a malversare il denaro pubblico) si fece vanto, con moderazione, di alcune attività che nel 1993 si erano svolte ad opera dell’Esercito, Marina ed Aeronautica oltre agli ordinari contributi alla sicurezza nazionale funzionali ad un contrasto alla criminalità organizzata da attuarsi sul territorio. Perché io vada in queste ore a ragionare di lontanissimi episodi è facile comprenderlo, incuriosito come sono di quanto la signora ministra Roberta Pinotti e il suo compagno di partito, Ministro dell’Interno, Marco Minniti dicono, evocando, suggerendo, ipotizzando le Forze Armate in attività di contrasto a quella criminalità ormai radicata, da decenni, sul litorale laziale. Il senatore Fabbri, a primavera ’94, nel brano riprodotto che potete leggere a seguire, enfatizza successi nell’uso delle Forze Armate del contrasto alla criminalità (in quel caso presente in Sicilia, Calabria, Campania) che lascio a voi giudicare. Quanto sperpero, quante inutili risorse (non solo finanziarie), quanta frustrazione hanno innescato quel dilettantismo e quelle scelte strumentali esclusivamente d’immagine, è chiaro, ad anni di distanza, ad ogni cittadino onesto. Non accollo il vaniloquio, le velleità e millanterie al povero Fabbri (di cui nessuno oggi ricorda nulla) ma certamente qualcuno (che forse ancora usufruisce, lui o la vedova, del vitalizio di legge) tutto questo “Circo Barnum” lo aveva messo in piedi. Nel brano, oltre a questioni nostrane di varia natura, trovate cazzate sulla Somalia (avete idea di come stia oggi quel Paese?), ipercazzate sulla Sicilia, Calabria e Campania dove, a discapito del denaro pubblico investito, le mafie, a distanza di decenni, sono sempre più forti e se ne sono sbattute gli zebedei dei nostri reparti schierati a protezione di non si sa cosa. Se ci fosse bisogno di dati per riflettere sulla estemporanea idea di mandare l’esercito a fare il bagno ad Ostia, rileggere delle migliaia di uomini, in quegli anni, disposti nel Sud (5.200 in Sicilia, 1.350 in Calabria, 500 nella sola Napoli) può fare solo bene a chi oggi dovesse decidere come sconfiggere i teppisti che scorrazzano sul Lungomare Romano. Ma a qualcuno interessa realmente di sconfiggere i criminali? Comincio a pensare che siamo veramente in pochi.

Oreste Grani/Leo Rugens

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