Un po’ di sana cultura dietrologica e complottistica non farebbe niente male al M5S

2 cervello

Anche le donne e gli uomini di “Liberi ed uguali”, formazione politica nata solo ieri, già rimuovono il dettaglio, non da poco, che si sono messi a fare i conti elettorali (prenderemo l’X%, voi l’Y%, gli altri il K%) senza ipotizzare che a votare potrebbero andare meno, molto meno, del 50% degli aventi diritto al voto. Ho scritto nei giorni 19/5/2014 e 24/9/2017 (L’ASTENSIONISMO NON COLPIRÀ IL M5S E PER VINCERE, BASTERANNO, I NOVE MILIONI DI VOTI AVUTI NEL FEBBRAIO DEL 2013, PIÙ POCHI ALTRI “VOLENTEROSI” – L’ASTENSIONISMO COLPIRÀ IL M5S ANCOR PIÙ DEL RESTO DELLA PARTITOCRAZIA) che l’astensionismo avrebbe colpito, in percentuale, più il M5s di altri. Oggi sono preoccupato e dispiaciuto perché l’analisi dei flussi conferma che, sia in Sicilia che ad Ostia, è andata proprio così come questo marginale ed ininfluente blogger aveva previsto. Non solo, ma nelle attività politiche pentastellate non vedo, per ora, vere iniziative utili a rimuovere l’apatia, l’indifferenza, il disgusto, la delusione che sta colpendo, anche e paradossalmente il M5s, pur essendo i suoi esponenti istituzionali decisamente i meno colpevoli di tutti (se non del tutto incolpevoli) per questo stato d’animo ormai tendente a radicarsi nella maggioranza dei cittadini-elettori.

1 cervello

Le attività utili di cui parlo e che non vedo prendere sostanza con il vigore necessario, dovrebbero certamente partire da una approfondita analisi su come in realtà questa apatia, questa indifferenza, questo disgusto siano stati preordinati, dopo che ben precisi ambienti massonici (la massoneria esiste ed eviterei, andando avanti e indietro dagli USA, di rimuovere questo elemento culturale), fatta elaborare una teoria di tutto questo, hanno attuato, successivamente, con cinica, lucida, antidemocratica crudeltà il piano a suo tempo predisposto. Il 17/12/2014, usando l’escamotage di mettere in bocca alla spregiudicata Valentina Nappi quanto potete leggere nel post VALENTINA NAPPI: A PROPOSITO DI BELLE DONNE, FILOSOFI PARACULI, DISINFORMAZIONE E L’ELOGIO DELL’APATIA DI W.H.MORRIS  ho provato a far circolare telematicamente un allarme (diciamo atipico nella forma ma non nella sostanza) su ciò che si stava delineando a proposito dell’apatia e quindi dell’astensione elettorale montante che inevitabilmente si porta dietro. Immaginate che la super pornostar, disponibile con chiunque, con me si è formalmente incazzata per questo uso strumentale che, ingenuamente, mi ero permesso di fare della sua bocca che, evidentemente, nonostante le apparenze, la perversa Valentina non vuole che venga usata se non per quello che le aggrada. Diffidato dalla Nappi, ho cercato e trovato (fino ad oggi) la tacita complicità della statunitense Tera Patrick per diffondere, nella Rete Memore, quanto ancora potete leggere nei post TERA PATRICK: “ATTENTI ITALIANI, CI SONO UOMINI MALVAGI CHE VOGLIONO FERMARE LA STORIA” • TERA PATRICK: “QUALCUNO, NEGLI USA, DECISE CHE GLI ITALIANI NON DOVESSERO, PER QUALCHE ANNO, ANDARE A VOTARE.” • CALERÀ L’ASSENTEISMO GRAZIE A VALENTINA NAPPI, TERA PATRICK E A QUESTO ININFLUENTE BLOG? COSÌ, ALMENO, AUSPICO! • TERA PATRICK, CON UN CORAGGIO UNICO E TANTO AMORE PER L’ITALIA, CI MANDA A DIRE.

brain-art-1920

Usciamo dagli scherzi e dalle provocazioni che potrebbero sembrare loro stesse “fake news” (quelle contenute nei post in oggetto, comunque, non sono assolutamente informazioni false e mi assumo i rischi di legge e di credibilità nel fare tale affermazione) e torniamo a parlare, seriamente, del problema della delegittimazione della prassi elettorale democratica. Cosa serissima e come tale va affrontata. Se non si sa che una “cosa” ha una sua origine pensata, organizzata poi attuata, difficilmente, intorno ad essa, in modo efficace, sarà possibile separare il grano dal loglio, le informazioni “sobrie” (…) dalle inesattezze e dalle notizie infondate (e in quanto tali spesso semplicemente da definire/catalogare “false”) o, cosa non minore, fuorvianti. L’ambiguità delle informazioni deve mettere sempre in allarme, sia se perdurassero opacità nel tempo sulle origini (chi ha presentato chi, nel caso di persone, deve essere di netta e facile interpretazione, ad esempio) che successivamente sul reale funzionamento (nel caso di una struttura o di aggregazione di individui) su chi e come prende, per gli altri, le decisioni. Se uno non sa che esistono, nel mondo libero, numerosi centri di intellettualità che nascono (sempre approfondire “chi” ha dato vita originariamente alla struttura) per applicare idee e metodi tipici delle scienze sociali a problemi di politica e di vita pratica, sviluppando progetti per l’organizzazione delle istituzioni politiche e militari, dell’industria (luoghi dove si producono beni per i consumi), del commercio, della salute pubblica e, soprattutto, dell’istruzione (intendendo tutti i gradi, Università comprese), è meglio che lascia perdere prima ancora di cominciare. Commettere l’errore di classificare queste informazioni complesse (al tempo basilari) quali “atteggiamenti complottistici e paranoici”, potrebbe essere esiziale, intendendo che uno, per sempre e se resiste, al massimo, potrebbe essere una marionetta filo diretta da chi, viceversa, non solo è consapevole dell’esistenza di queste realtà pensanti ma ne potrebbe fare, riservatamente o meno, parte.

_cervello

Spesso questi centri di elaborazione culturale e di consulenze strategiche hanno un campo d’azione multidisciplinare che spazia dall’antropologia all’economia, ai comportamenti organizzativi, alle più trasparenti scienze politiche e militari, a volte (e in questo caso comincerei a stare molto più attento) alla psicoanalisi, alla psicologia, alla sociologia, o, in casi ancor più rari e “sofisticati”, alla psichiatria. In questa ultima evenienza direi di stare, usando un linguaggio senza equivoci, ancor più in campana. Ho introdotto i termini che sono attinenti al cervello (fino a psichiatria) perché se uno vuole “fare politica” (polis) e vuole stare “in politica” ma ritiene di poterlo fare ignorando tutto del cervello e del suo funzionamento e delle biografie (che devono essere certe e riscontrabili) di chi decide di dover/poter passare tempo, investendo cifre astronomiche, nello studiare come si controllano/condizionano i comportamenti di milioni di persone, è lui stesso un “povero pazzo”, portatore d’acqua, sollevatore di selvaggina. Tutto meno che un politico capace di contrastare il disegno (che è certo, documentato, riscontrabile) di chi ritiene giunto il tempo, sul Pianeta, di sostituirsi, al dissolvimento degli Stati (direi di valutare con occhi laici e geopolitici questa affermazione attinente alle guerre in corso), dei partiti (spero che non abbiate alcun dubbio in proposito), dei sindacati (vedi sopra) o di tutte quelle realtà/certezze valoriali che hanno consentito lo sviluppo della democrazia (con lacrime e sangue versate in abbondanza) fino ad oggi. Più volte vi ho promesso/anticipato una riflessione sul Tavistock, centro d’eccellenza mondiale (non è un mio giudizio), su perché sia nato e cosa sia ancora oggi. Se vi basta la parola/nome, come Falqui, fate voi e cominciate a navigare nell’oceano delle news, fake o …che siano. Se avete pazienza, dal momento che ora devo uscire per andare a ragionare proprio di cose attinenti questo mondo che c’è (eccome) ma spesso non lo si vede in piena luce, quando torno, vi parlo un po’ io di questa “sigla” e di cosa potrebbe rappresentare. Certamente vi racconto da chi (come ho consigliato di fare qualche riga prima) è stato fondato, sviluppato, spendendo tonnellate di soldi, in varie valute (principalmente in sterline), che, messe a ponte, basterebbero per andare dalla Terra alla Luna e ritornare. Avendo ancora qualche penny nelle tasche.

tavistock-institute-drug-counterculture

Scelgo Tavistock perché è più cazzuto di tanti altri ed è stato certamente, senza eccezione alcuna, fondato da massoni e, negli anni, è stato sviluppato, esclusivamente, da intelligenze che si erano liberamente affiliate alla massoneria. Di questa realtà vi posso scrivere, come di tante altre, considerandole vincole o sparpagliate come avrebbe detto l’indimenticato Pappagone. Appena torno nella mia tana comunque lo faccio. Forse più per ricordare qualcosa a me stesso che per voi che non mi mandate mai, sotto nessuna forma, neanche un euro. In realtà, nostalgico, avrei preferito scrivere Lira ma neanche dalle parti di quei bellinbusti di Via Nazionale se le prendono più. Incredibile ma è vero: Leo Rugens ha trovato, casualmente dietro un pensile che stavo rimuovendo, un milione di lire, vere, in biglietti da 50.000 lire, in una busta originale della Banca di Roma e nessuno alla vostra/loro Banca d’Italia, pur riconoscendomele come vere/autentiche, me le ha volute cambiare. E voi volete fidarvi di gente come Draghi, Visco, Padoan? A prescindere da Matteo Renzi, Laura Boschi, che, ovviamente, sono loro, per primi, una coppia di  “sola”, direbbero a Roma.

 

Oreste grani/Leo Rugens