Chi era e cosa faceva Giulio Regeni, insieme con migliaia di altri giovani non britannici

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“Voglio andare a OMISSIS in missione per conto di OMISSIS”

“Mi sembra un po’ rischioso, lì vicino ci sono pericolosi tagliagole”

Voglio cambiare il mondo, per questo voglio andare lì a lavorare”

Mentre si svolgeva il colloquio, mi chiedevo se fosse preponderante la giovinezza o la sventatezza, di sicuro la passione era più che tangibile mentre il guadagno non era mai menzionato. Fortunatamente l’ipotesi naufragò perché i tagliagole guadagnarono rapidamente terreno e il luogo divenne off-limits per chi non sapeva impugnare un’arma. Mi venne da fare una considerazione in merito all’organismo internazionale che stava preparando questi giovani a tanta avventura e ne conclusi che una volta di più dava la sensazione di essere guidato da una banda di pazzi o ignoranti o…

Oggi, dopo tanta delusione, la giovane – di una donna si tratta – ha pensato bene di incominciare a lavorare per una agenzia privata di intelligence, britannica, non la Oxford Analytica se a essa avete pensato, fondata da ex agenti, ex militari ed ex politici. La suddetta azienda, nemmeno a farlo apposta, ha come committente lo Stato, e qui dobbiamo fare un ragionamento.

Circa dieci anni fa si cominciò a parlare di arruolamento presso le agenzie di intelligence via web e poco dopo, sempre in ambiente britannico, di un mega arruolamento nelle università; non trovo l’articolo ma credetemi se si parlava di oltre sessantamila giovani. Mi chiesi come fosse possibile far quadrare i conti davanti a tali numeri e alla difficoltà di gestire un “fattore umano” così gigantesco.

La prima risposta mi venne davanti al corpo martoriato di Giulio Regeni, la seconda dal ricordo del colloquio con la giovane, avvenuto prima del misfatto egiziano, aggiornato da recenti aggiornamenti.

Che la giovane sia in pericolo, come lo era il friulano, non possono esserci dubbi, visto l’incarico e il luogo nel quale dovrebbe svolgerlo e, a meno che mi sbagli, la giovane non è organica al servizio italiano, quindi non ha alcuna forma di addestramento o copertura o altro da parte del paese di cui detiene il passaporto: l’Italia.

Di giovani come lei e provenienti da ogni parte del mondo che lavorano per questa società britannica di intelligence, o simili, ve ne sono decine o centinaia o migliaia… proprio come era annunciato, disinformando, anni fa. Appare infatti evidente che, eccezioni a parte, i britannici abbiano pensato che sul mercato avrebbero potuto trovare “a gratis” migliaia di intellettualità disponibili a lavorare in un settore che avrebbe dato loro l’opportunità di fare qualcosa per cambiare il mondo, proprio come pensava di fare il nostro Giulio.

Quindi non di agenti di sua Maestà, parlavano i media, bensì di una inedita forma di operatore di intelligence, colto e idealista, non organico al servizio britannico ma preziosissimo e molto poco costoso.

Ora mi chiedo come sia stato risolto il problema banale di concedere agli altri servizi preziosissime fonti di informazioni quali sono i suddetti giovani intellettuali e intelligenti. Puta caso che a qualche intelligente nostrano fosse venuto in mente di avvicinare il nostro Giulio e che il nostro friulano avesse cominciato a fare rapporto sulle attività che svolgeva per la Oxford Analytica o per Cambridge, come l’avrebbero presa i suoi pagatori? Ecco una bella domanda che si sarebbe potuta porre al Christopher Andrew se si fosse affacciato a Roma il 21 luglio scorso. Siamo sempre a tempo a inoltrarla.

Sia come sia, in Britannia vivono e operano ragazzi provenienti da ogni parte del mondo, dotati del proprio passaporto e privi di ogni protezione, Regeni insegna, sicché sarebbe ora di farsi delle domande e quantomeno prendere la palla al balzo e cominciare a ragionare seriamente, come Oreste Grani, con Emanuela Bambara e altri, va facendo da decenni, in merito alla formazione di un nuovo operatore di intelligence culturale, il quale, se possibile, non divenga carne da cannone.

Mi chiedo se della riflessione e dei pericoli che tanti nostri connazionali stanno correndo per tutelare gli interessi di sua Maestà non debbano interessarsi anche Angelo Tofalo, Vito Crimi e Bruno Marton in quanto membri del COPASIR nonché tutti coloro i quali si sono auto eletti sacerdoti custodi del corpo di Giulio, i Bonini e i Foschini, per esempio.

Dionisia