BITCOIN ovunque

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Qualche giorno addietro, mi chiedevo, in questo luogo telematico, se il BITCOIN avesse un’anima. Da ieri so che qualcuno, non metafisicamente, lo considera, formalmente, valere 18.000 volte un dollaro. E vedremo dove si ferma. La moneta immateriale, quindi, non si sa ancora se ha un’ “anima” ma, certamente, ha un prezzo. E, a vedere da come debutta a Wall Street e a Chicago, il prezzo, per vendersi l’anima, non è niente male. Fuori dalle battute, sia le cose che mi sono permesso di scrivere da super dilettante della materia nel post “E SE IL BIT COIN AVESSE UN’ANIMA?“, che gli effetti della crisi finanziaria (e non solo) che di fatto imperversa, non risolta, dal 2008, sembra che stiano mutando alle radici il mondo come lo conosciamo (soprattutto in termini complessi geopolitici). Questa vicenda del BITCOIN, ormai accolto a corte, è veramente una bizzarria che deve celare (me ne fotto dell’etichetta di complottista) qualcosa di veramente rivoluzionario o, meglio, deve portarsi dietro il segno dei tempi. Qualche settimana addietro (mi sembra che fosse sabato 21 ottobre u. s.), in un luogo ameno e ricco di centinaia di anni di storia, ho incontrato/ospitato uno che nella vita diceva di fare l’uomo di fiducia di miliardari, definibili tali in qualunque moneta vogliate. È un napoletano (in realtà non è di Napoli ma dell’entroterra), posizionato formalmente (come spesso accade per questi personaggi inafferrabili), in Svizzera, con un trascorso negli USA e prima ancora, a fare il soldato combattente, un po’ qua un po’ là. Gente come solo il vostro Leone Ruggente ha lo stomaco di farsi presentare, sempre alla ricerca delle fonti e dei protagonisti del clima opaco in cui il nostro Paese viene costretto a vivere. Gente che noi che abbiamo naso ed esperienza chiamiamo “cazzari” ma, è questo il paradosso, a volte, dietro quello stile e quell’approccio para-millantatore, para-culo, para-concreto si possono celare veramente personaggi para-vento di chi detiene realmente capitali accumulati, non si sa come ne da chi. Certamente non sommando i risparmi di cittadini frugali e onesti.

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Dicevo quindi che, durante uno di questi incontri random e di “carotaggio”, mi è venuto in mente di chiedere a uno che veniva fresco-fresco da Ginevra dichiarando di avere capitali senza limiti per rivoluzionare il mercato della povertà planetaria, zompava il giorno dopo a Dubai e prima ancora aveva fatto (o meno) un salto in Lituania per rilevare strutture portuali (sic!), cosa pensasse del fenomeno “politico” del BITCOIN. E li mi accorsi di chi avevo davanti: certamente un tifoso del Napoli, forse uno che faceva il piazzista di soldi non, non, non suoi, ma, al tempo, un vero ignorantone sul fenomeno finanziario-geopolitico-rizomico-diffuso emergente, “sparigliamento” teso – nel Grande Gioco – a far mettere radici ad una moneta “glocale” capace di raccogliere lo spirito dei primi “nomadi telematici”, degli antagonisti organizzatisi nel vasto mondo del “sabotaggio elettronico”, senza escludere quanto vagheggiato da un movimento (chiamatosi Yes Glocal) che, partendo dalla Sicilia (lei sì ombelico del Mondo), anni addietro, a Palermo, dalla scuola di etica ed economia Robin Mind, propose l’adozione della Moneta Unica Globale Etica e Solidale, riassunta nell’acronimo YES cioè Yen/Yuan Euro e dollaro Statunitense, con l’ambizione di divenire punto d’incontro tra le grandi potenze mondiali almeno a livello economico. Mi aspettavo che il “grande” finanziere svizzero-napoletano-statunitense mi ragguagliasse sul fenomeno in corso e mi risolvesse alcune curiosità da dilettante allo sbaraglio quale sono che gli sottoponevo. Niente, se non un “anche noi stiamo investendo in BITCOIN”, risposta che, potete immaginare, confermò la mia valutazione sul personaggio e i sospetti sul resto delle super cazzate che sparava. Nessuno che è povero come lo sono io, sente l’odore di chi millanta in chiave di finanza e che, al massimo, quando dice di avere soldi, in realtà tenta il vecchio trucco del fare il frocio con il culo degli altri. Il BITCOIN è una delle tante espressioni emergenti di un mondo di persone consapevoli che, ad esempio, non ne possono più di questi che vogliono fare soldi prostituendo gli orifizi degli altri. Dico questo perché chi pretende di trattare oggi il denaro e non è più che culturalmente esaustivo su questo fenomeno emergente delle monete fabbricate elettronicamente, non ha credito (così è, per lo meno, ai miei occhi) nel mondo geopolitico, della sicurezza cibernetica o della finanza stessa in cui vorrebbe continuare a mestare con i soliti vecchi trucchi. Per ora, come facciamo sempre da queste parti, abbiamo immesso in Internet (lo stesso luogo complesso e ambiguo grazie al quale è stato possibile ideare e dare vita al BITCOIN) circostanze generiche rispetto al cazzaro di turno. Se dovessimo avere sentore che lo sport del provarci lo attira ancora, vedremo il da farsi.

Grazie Internet per aver consentito la nascita di un fenomeno come il BITCOIN (buono o cattivo che sia, ma peggio di queste Banche Centrali vessatrici non credo possa essere) e per consentirmi, vecchio e stanco come sono, di togliermi ancora qualche soddisfazione.

Oreste Grani/Leo Rugens