Perché le donne e gli uomini, arruolati e formati nell’Agenzia unica d’Intelligence, un giorno, possano essere l’anima “segreta” e “invincibile” della Repubblica

Il 4 marzo del 2014 scrivevo il post che oggi ribloggo. Il 4 marzo del 2018, forse, si vota per la nuova Repubblica. Tutti attenti a tutto. Noi, soprattutto, a ciò che ci sta a cuore.

Oreste Grani

Leo Rugens

 studiolo1

Da mesi vi informo che migliaia di cittadini (donne e uomini) fanno domanda, a norma di legge, per essere arruolati, in Italia, nei “servizi segreti”. Da mesi “posto” riflessioni sulla complessità del tema e, con affetto infinito per l’Italia, incito i giovani che “pervengono elettronicamente” al blog, a cercare in se reali motivazioni per una scelta tanto impegnativa. Da anni scrivo sul tempo (che non poteva non arrivare), della frugalità e del cambio dei paradigmi culturali necessari. Da ieri, per la frugalità, finalmente, ci siamo: è ufficiale che ci si dovrà accontentare, quando si è “presi in servizio”, di 2.000 euro. Per i cambiamenti di natura culturale e meritocratica, vediamo cosa succede. È fondamentale, comunque, che la formazione si indirizzi verso un approccio che, per primo in Italia, ho chiamato culturale. Scrivemmo, infatti, con E.B., la prima riflessione, nel maggio del 2005 e la intitolammo “Ubiquità, ovvero la…

View original post 812 altre parole