La situazione politica in Iran e il destino di Dorina Bianchi

teheran

Basta guerre, sprechi, corruzione ed aumento dei prezzi per i generi di prima necessità, che siano uova o carne di pollo. Mi sembra che le folle persiane abbiano le idee chiare. Almeno lì le persone, anche a costo della vita, sembrano capire e sfidare il gioco delle parti del regime che – da decenni – si presenta apparentemente variegato tra duri e moderati ma, in sostanza, tiene un popolo di donne e uomini colti, con radici storiche antichissime, già segnato da decenni di guerre e sofferenze inaudite, sempre a un passo dalla democrazia e dalla libertà, minacciandolo di repressioni sanguinose, di incarceramenti senza garanzie e con la pena di morte sempre pronta a “fare giustizia”. Un grande Paese, un grande popolo che deve rientrare nella scena politica mondiale dando il suo contributo, a tutti gli effetti, quanto prima per abbassare i livelli di aggressività tra gli umani. Come dicevamo in apertura fermando le guerre, gli sprechi, la corruzione, gli aumenti ingiustificati, l’assenza di democrazia e di meritocrazia, aprendo le frontiere, consentendo così, senza coercizioni la circolazione delle genti, favorendo gli avvenimenti culturali, unica garanzia di ritrovata libertà. A tal proposito ho il ricordo di aver dedicato (era il 7 luglio 2017) un post ai viaggi turistico/culturali in Iran della nostra sottosegretaria del Dicastero della Cultura, Dorina Bianchi che oggi spero sia entrata, liquefattosi il siciliano Angelino Alfano, suo ultimo referente politico, in quella fase di stallo che precede il tonfo drammatico di un velivolo ormai senza carburante. Sarebbe interessante (ma in realtà una cosa del genere può interessare solo ad un vecchio memore come sono ancora io) sapere cosa ha da dire su quanto sta accadendo in tutto l’Iran, la sempre in piedi senatrice, abile a scalare le classifiche mondiali di turnover partitico fino ad essere la più anziana (o quasi) del Parlamento repubblicano e ad aver maturato, lei già ricca di famiglia (vigneti e farmacie), un vitalizio degno di una regina, in una Calabria tanto povera da essere saldamente ultima in classifica nazionale per reddito, livelli occupazionali, avvenimenti culturali e, viceversa prima, per il potere mafioso diffuso e condizionante ogni attività che si dovesse svolgere in quella terra. Anche a Crotone dove, da decenni, viene eletta Dorina Bianchi. Che questo è un fatto paradossale che ci tengo a sottolineare, senza ironia o malignità alcuna, non è mai stata sospettata di collusione con criminalità e tanto meno di scambio di voti. E questo, per i cultori della materia, è uno dei veri misteri della prima e della seconda Repubblica: perché mai, dal momento che i calabresi nulla le devono di riconducibile ad un reale miglioramento delle condizioni di vita, in decenni di attività politica, Dorina Bianchi, ogni volta veniva eletta. Ricordando che la senatrice è anche medico e che la sanità calabrese lascia tutti inorriditi per costi e risultati qualitativi.  Sentiamo cosa ha da dire sulla situazione geopolitica che si triangola tra guerre in Siria, Yemen e ora con le piazze sciite. In ultimo ma non cosa ultima.

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Colgo l’occasione per mettere in guardia chi di dovere: Dorina Bianchi, uscito di scena Alfano, suo ultimo mentore e referente politico (o viceversa?), ricordandoli entrambi fautori sperticati per l’eventuale costruzione del mitico Ponte sullo Stretto, potrebbe divenire, nell’ennesimo gioco imminente di poltrone, ora che l’ANAS e le Ferrovie si sono tatti un solo colosso, una che, come è stato per la Marcegaglia o la Todini, vorrebbe finire la sua vita pubblica ben remunerata in  un consiglio d’amministrazione. Macroscopica liquidazione per fine attività politica, macroscopico vitalizio, macroscopico nuovo ingaggio a rappresentare la Calabria nella SHAF che sarebbe la Super Holding Anas-Ferrovie, ad esempio. E senza che nessuno possa ascoltare/pubblicare le intercettazioni annesse e connesse a tale attività infrastrutturale. Sentiamo cosa ha da dire sulla vicenda drammatica persiana e poi, buttiamo lì un po’ di attenzione sul futuro della nostra campionessa del mondo di valzer ideologico e culturale. Potreste ritrovarvela capessa, ben remunerata, in Anas-Ferrovie.  Alla faccia delle donne persiane e calabresi.

Oreste Grani/Leo Rugens che, con pazienza infinita e ancora vivo, continua a chiedere alla senatrice (tale per poche settimane ancora) chi le abbia consigliato, in organico ai nostri servizi segreti, di non frequentarmi in quanto “persona pericolosa per le istituzioni repubblicane”. Mi basta quel nome, senatrice.


NOTIZIA SOLO APPARENTEMENTE MINORE. CHE C’È ANDATA A FARE DORINA BIANCHI A TEHERAN?

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La campionessa mondiale di cambio di casacche ideologiche politiche parlamentari, Dorina Bianchi, fino ad ieri difensora del dialogo culturale tra la Sicilia e la Calabria da attuarsi rigorosamente tramite la realizzazione del costosissimo Ponte sullo Stretto, si è imbarcata in un’impresa direi più grande di lei: fare dell’equilibrismo geopolitico tra gli USA e la Repubblica Iraniana. A seguire trovate il comunicato del Ministero che celebra l’evento. Noi che abbiamo conosciuto e frequentato l’americana Dorina Bianchi, segnaliamo la notizia nella speranza che sia solo vanità o frivola voglia (sia pur legittima per competenza ministeriale) di fare una gita a spese dell’Erario. Perché, viceversa, se fossimo in presenza di una rischiosa missione diplomatica, direi di stare all’erta perché potremmo essere sulla soglia della terza guerra mondiale, vista l’inadeguatezza del personaggio.

Oreste Grani/Leo Rugens

IRAN. SOTTOSEGRETARIO BIANCHI A TEHERAN.
“RAFFORZARE SINERGIE CULTURALI CON L’ITALIA.
CONCERTO MUTI IMPORTANTE OCCASIONE DI SOLIDARIETÀ E AMICIZIA”

Teheran, 6 luglio 2017 – “La cooperazione culturale tra Italia e Iran è consolidata nel tempo e ha antiche radici. Le nostre relazioni non hanno mai subito cesure. Ora puntiamo a rafforzare anche i rapporti di scambio culturale e turistico. La conoscenza reciproca, attraverso la condivisione e lo scambio, è fondamentale per costruire un rapporto solido e duraturo nel tempo”. È quanto ha dichiarato il Sottosegretario al Turismo Dorina Bianchi, in visita in Iran, a margine di un incontro bilaterale nella capitale Teheran con il Vice Ministro della Cultura Ali Moradkhani.

“Oggi – ha aggiunto – sono state gettate le basi per una collaborazione sempre più stretta tra le nostre industrie culturali in ambito turistico, dei beni culturali, dell’arte contemporanea e della cultura musicale. Grazie anche all’impegno dell’Ambasciata italiana a Teheran, che promuove la nostra cultura in Iran, l’Italia è percepita come un partner importante”.

E ha concluso: “Il concerto di stasera del maestro Muti alla Vahdat Hall di Teheran con un programma interamente dedicato a Verdi e con strumentisti sia italiani che iraniani, è un palpabile segnale di dialogo attraverso il linguaggio universale della musica che fa di Muti e del nostro grande Verdi, ambasciatori culturali d’Italia. Un passo importante che vuole facilitare occasioni di collaborazione attraverso scambi legati alla musica e all’arte”.