Roberta Lombardi + Davide Barillari con determinazione per un Lazio a cinque stelle

Roberta Lombardi + Davide Barillari

Quando fu rubato il portafoglio alla parlamentare a 5 stelle Roberta Lombardi (il nostro post fu del 15 aprile del 2013), eravamo lontanissimi dalla fase politica e di scontro imminente in cui il Paese è entrato. Così come quando (il post è datato 8 dicembre 2015) fu effettuato un sabotaggio alla vettura di un altro esponente del MoVimento, Davide Barillari.

Entrambi oggi elementi portanti della proposta politico-culturale del M5S laziale. Due episodi che dimostrano (uno forse nella più assoluta casualità quello dei documenti della Lombardi, l’altro certamente intenzionale, operando Barillari in un settore tanto delicato e remunerativo come quello della sanità) che la criminalità, indirizzata o meno, ci vede lungo.

Entrambi i politici presi di mira da ignoti, hanno saputo operare con determinazione e coraggio negli interessi della collettività, non facendosi di fatto intimidire dai fatti. Ripubblico, per mia soddisfazione personale, i post dedicati agli episodi lontani, appartenendo a quella scuola che dice che è meglio ricordare che dimenticare.

Anche se fossero stati due episodi isolati, disgiunti, senza altri fini.

Comunque, episodi avvenuti e quindi da qualcuno attuati.

Così, da questo marginale e ininfluente post, gli mandiamo a dire, se, all’epoca, ci fossero stati pensieri complessi dietro ai tentativi di intimidire, che noi ce ne ricordiamo e che, ad osservare la determinazione con cui Lombardi e Barillari hanno agito, entrambi si sono comportati come persone dalla schiena dritta, prima condizione per decidere di votarli (oltre alla competenza dimostrata) in un Paese popolato da cacasotto, ricattati e ricattabili.

Post atipico, ma doveroso.

Auguri ragazzi, senza se e senza ma, anche tra voi. Per il MoVimento e per l’Italia.

Oreste Grani/Leo Rugens

P. S.

Ripubblico i post non per una forma di narcisismo (che ci può stare in un vecchio signore malandato) ma perché l’elenco degli episodi pregressi accaduti a danno di figure pubbliche e di parlamentari attesta come nulla è casuale.


QUALCUNO RUBA IL PORTAFOGLIO A ROBERTA LOMBARDI. FURTO O SPIONAGGIO PARLAMENTARE?

“Qualcuno” invece di fare ciò che deve fare per finalità istituzionali, si è rimesso a fare il ladro? E proprio con i bravi ragazzi (quasi tutti patriotti) del M5S vi dovete mettere a fare i malandrini e i prepotenti?

Come spesso ho fatto, per dire ciò che penso, uso un flashback.

Il 30 ottobre 1992 Clemente Mastella, deputato al Parlamento della Democrazia Cristiana, inoltra “un’interrogazione urgente” per sapere se rispondono al vero le indiscrezioni che circolano circa l’esercizio di spionaggio a danno di parlamentari della Repubblica. Qualcuno spia i deputati nel torbido momento in cui vengono sequestrati gli archivi elettorali ed in cui imperversano le incrirninazione per tangentopoli? Lo spettro dello spionaggio, da sempre, aleggia a Montecitorio. Antonio Patuelli, deputato del PLI (oggi presidente ABI dopo Giuseppe Mussari), nel 1986 fece istituire una commissione d’inchiesta. Franco Piro, deputato del PSI, disse che la SIP, in combutta con i comunisti, mise a tacere una storia di intercettazioni telefoniche a Bologna. L’ex presidente del Consiglio, Bettino Craxi, fece bonificare tutti i telefoni di Palazzo Chigi. Nel 1981, Flaminio Piccoli dichiarò alla televisione che sospettava un grande ascolto telefonico clandestino.

Al di là delle intercettazioni telefoniche vanno ricordati altre fattispecie di spionaggio.

In quegli anni, ladri del tutto particolari, sono entrati – unicamente per rovistare – nell’ufficio del’ex ministro Vincenzo Scotti, ed inoltre in quelli di Riccardo Misasi, Elveno Pastorelli, Gianni De Michelis, Claudio Martelli, Giorgio Postal, Carmelo Conte, Calogero Mannino, Alma Cappiello, Carlo Vizzini, Alfredo Biondi, Francesco Macis, Elio Mensurati e Paolo Emilio Taviani. Quando Clemente Mastella era Sottosegretario alla Difesa, i ladri hanno visitato la sua abitazione tre volte. Denunciano intrusioni anche personaggi non politici come Biagio Agnes, il generale Roberto Jucci, Bruno Trentin. Ed ancora gli investigatori e le parti civili del processo Ustica, la redazione dell’Europeo, la sede del Movimento Popolare, la sede della Lega Nord a Milano e la segreteria della Commissione d’inchiesta BNL-Atlanta. Strani ladri sono persino riusciti a forzare la serratura dell’auto blindata di Vincenzo Parisi, capo della Polizia.

Meditate e vigilate amici del MoVimento 5 Stelle. I vostri avversari, che sono i nemici della Repubblica, faranno ben altro per fermarvi che indire nuove elezioni.

Oreste Grani


L’ATTENTATO A BARILLARI È IL SEGNALE DELLA VITTORIA DEL M5S

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Il litorale romano è in mano alla malavita organizzata; lo si sapeva prima delle denunce e dell’intimidazione al consigliere regionale del M5S Davide Barillari.

Da tempo aspettavamo che i delinquenti organizzati arrivassero all’intimidazione; quella subita da Barillari non è né la prima né sarà l’ultima.

Il potere mafioso risponde così quando la politica che lo sostiene è in difficoltà o non è più in grado di garantirne l’impunità e gli affari.

L’intimidazione è il segnale preciso – non sempre – dell’onestà di intenti di chi la subisce ma noi non abbiamo dubbi che l’uomo che ha pensato la piattaforma digitale sulla quale si potrebbe / dovrebbe fondare la democrazia del futuro sia una persona onesta e per bene.

Chi desidera alzare il livello dello scontro per proteggere la conservazione contro il cambiamento, sappia che il M5S possiede una struttura reticolare non disarticolabile giacché non avendo vertici o colonne – da un certo punto di vista una debolezza per alcuni – non può crollare qualora ne venisse colpito un appartenente, anche qualora fosse un Grillo o un Casaleggio.

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Ormai è troppo tardi, luridi vigliacchi che con il favore delle ombre avete messo a repentaglio la vita di onesti cittadini.

Ormai la slavina è in movimento e chi vi ha consigliato di agire in tale modo può essere che quanto prima sia chiamato a rispondere – l’augurio è al cospetto di Dio – di tale criminoso comportamento.

La redazione

P.S. Barillari ha denunciato innumerevoli volte le storture della sanità laziale, vero e proprio buco nero inghiottitore di denaro pubblico e creatore di consenso. Non è difficile immaginare che possa venire anche da lì la minaccia.

Davide Barillari

Ci ho pensato per giorni interi. E diverse notti.

Se dirlo o non dirlo. Ho pensato a me, a mia moglie e ai miei figli. Ho pensato a questi 2 anni e mezzo di duro lavoro nel cuore della Regione Lazio.
Il confronto con un vecchio magistrato e con due esponenti dei Carabinieri mi hanno aiutato a riflettere, a mente fredda.
Cosi’ come sono state importanti le parole ed i consigli degli attivisti 5 stelle, di colleghi regionali e parlamentari.

Ho analizzato tutte le circostanze, in modo da escludere tentativi di furto e ogni possibile coincidenza.
Ho cercato di capire tutte le possibilita’, ricostruendo le dinamiche, in modo da escludere cio’ che temevo. Ma ogni ipotesi alla fine veniva esclusa, per lasciare solo quella piu’ drammatica.

Si possono dare molti tipi di segnali per fermare una persona. Per avvertirla e per intimidirla: messaggi anonimi, telefonate vuote, gomme tagliate…e invece…un gesto vile del quale ti accorgi dopo un certo tempo, solo quando potrebbe essere troppo tardi. Cio’ che ha subito in prima persona la mia famiglia e’ uno di quegli atti che poteva avere gravi conseguenze. E forse davvero per caso non ce ne sono stati: bastava rispondere ad una domanda veloce, che ho dato al telefono a mia moglie quel giorno, per cambiare davvero tutto il corso della mia esistenza e quella di tante persone intorno a me.
E invece e’ andata bene.
Questo mi ha tenuto il cervello inchiodato per diverse notti, questo mi ha dato la forza di non mollare e di continuare ancora piu’ determinato nella mia strada.

Non sono solo. Non sono solo.
Intorno a me, insieme a me, al mio fianco, c’e’ un gruppo di persone, di cuori, di speranze, di sogni. Persone che non hanno paura, persone che non si vendono e non fanno passi indietro di fronte a nulla. Persone che non si lasciano intimidire e non si lasciano spaventare. Colpire uno di noi significa colpire tutti noi, ora comprendo davvero a pieno queste parole.
Non ci fermeranno, statene certi.
Non ci riusciranno.

E poi arriva quella domanda, semplice e chiara: PERCHE’ ?

Il MoVimento 5 Stelle ha toccato i nervi scoperti del sistema, siamo arrivati a chiedere i documenti giusti alle persone giuste, siamo arrivati a chiedere le informazioni che li incastrano.
Prima eravamo soli, ma ora tanti hanno iniziato a parlare, raccontandoci cosa succede “dall’interno”. Escono i nomi ed escono i rapporti politici. Stiamo ricostruendo schemi, relazioni, contatti: per capire come e’ potuto svilupparsi e radicarsi in tutti questi anni il sistema di corruzione e collusione. E tutto e’ sempre piu’ chiaro.

Le tante interrogazioni sulle spiagge di Ostia, sull’affare del Porto, sul business delle slot machines e dei compro oro. La relazione antimafia di Ostia, con tutti i nomi dei clan e dei loro interessi commerciali ed economici. Gli anticorpi che insieme a Beppe abbiamo iniziato a sviluppare ad Ostia, proprio da quella marcia per la legalita’.
E poi i mille scheletri che stiamo tirando fuori dall’armadio della sanita’ privata: i 35 fascicoli di inchiesta aperti. Gli appalti del giubileo.
Gli interessi delle cooperative rosse e i 12 dossier pubblicati.
E le visite a sorpresa nelle camere mortuarie, al S.Filippo Neri e al Casilino…dove ci sono stati numerosi segnali, quando sono arrivati i Carabinieri.
Tutto il settore e’ in fermento..troppe domande, troppa luce, troppi pericoli di perdere impunita’ e complicita’.
E quel servizio di Report, che fra poco entrera’ in tutte le vostre case: forse quel giorno capiremo tutti qualcosa in piu’. Forse capiremo anche il perche’ di quei bulloni svitati che non potevano svitarsi da soli….

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Al via il parlamento elettronico, la democrazia diretta a portata di click

11 luglio, 2013

Alle 18:15 del 10 luglio 2013 è iniziata l’avventura del Parlamento Elettronico M5S, la piattaforma per l’applicazione della democrazia diretta promossa dai gruppi consiliari a cinque stelle di Lazio e Lombardia in collaborazione con il Parlamento Europeo e con l’Università di Bologna.

Davide Barillari ha illustrato ai partecipanti le caratteristiche di questa innovativa piattaforma “una delle piu’ grosse sperimentazioni di democrazia diretta a livello globale, con l’obiettivo dichiarato di coinvolgere in poco tempo un numero molto elevato di cittadini italiani.”

Il Parlamento Elettronico M5S è un’ evoluzione di Liquid Feedback realizzata gratuitamente da volontari che si caratterizza rispetto agli altri progetti di e-democracy per lo sforzo nella massimizzazione delle garanzie di sicurezza, nel miglioramento dell’usabilità che permetterà l’utilizzo da parte di tutti gli utenti e per l’implementazione di nuovi accorgimenti tecnici. Caratteristica saliente  è quella relativa agli strumenti ideati per valutare, emendare e votare proposte di legge fatte dai cittadini ed evitare le intromissioni dei “troll”.

Il progetto, applicabile a tutti i livelli istituzionali, inizierà nella Regione Lazio, per poi approdare anche nella Lombardia ed in Sicilia, fino a coprire tutte le regioni e rappresenta la sperimentazione di democrazia digitale di maggior portata mai realizzata al mondo.

Dopo l’introduzione di Barillari e la spiegazione tecnica di Emanuele Sabetta è stata realizzata una dimostrazione pratica del funzionamento della piattaforma e del ciclo di formulazione delle proposte affrontando un caso concreto, come la promulgazione di una legge per gli spettacoli all’aperto promossa dall’AGIS, dando modo ai presenti di formulare domande ed esporre i propri dubbi su alcuni aspetti concreti del progetto.

E’ stato rivolto un appello a tutti gli interessati per collaborare nel progetto, inviando il proprio C.V. attraverso la pagina www.parlamento5stelle.com nella quale è possibile consultare le diapositive proiettate durante la conferenza stampa.

La democrazia diretta è ormai a portata di click.