Giulia Bongiorno dopo Andreotti prende a cuore il business dei bordelli

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E ora che i loghi sono stati depositati (c’è di tutto e di più ma non pensate che siano solo “mosse” di sprovveduti fantasiosi) pensiamo a come potrebbe andare realmente a finire. Se siamo quelli che più dello stesso vertice del M5S dell’epoca siamo andati vicino al risultato poi realmente conseguito nel febbraio 2013, anche se molto, molto, molto più vecchi (alla mia età, che anche quella di Grillo, cinque anni sembrano venti) proviamo a parlare di quello che potrebbe succedere.

Prima del pronostico, con cui potrete diventare ricchi scommettendo a Londra, in questi giorni vi dovrete beccare alcune altre considerazioni (oltre a quelle che già si possono rintracciare con estrema facilità se uno fosse un vero contemporaneo digitale) su quella che chiameremo “l’architettura politica concettuale dello Stato centrale nell’era del localismo strategico”.

Minchia, già non si capisce niente nell’enunciato, figurarsi dopo quando comincerò a declinare le mie farneticazioni.

Ma se ci sono furbacchioni che candidano Giulia Bongiorno, non nella nuova DC, come poteva anche essere, ma nella Lega di Salvini, vuol dire che il degrado e le contraddizioni dello scenario politico sono elevate all’ennesima potenza e che il caos consente ogni ipotesi. Compreso che io abbia un po’ di ragione interrando pensieri inutili in questo luogo telematico (l’unico forse rimasto) onesto e memore. Intendendo come luogo “onesto e memore”, la Rete e non Leo Rugens, che viceversa, è volutamente imbottito di fake news.

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Nel post odierno, più che mai.

Su Giulia Bongiorno dico solo che ha respirato l’aria del mio ufficio romano (via del Leone 13, angolo Piazza San Lorenzo in Lucina) dopo che fui costretto a lasciarlo quando avevo evidentemente fatto troppo contro l’illecito che si delineava nel business del braccialetto elettronico e dell’ipotesi del sistema nazionale delle Intercettazioni telefoniche. Avevo stra-ragione sul B.E. quale spreco mostruoso applicandolo come quindici anni addietro si voleva applicare contro la mia opinione e sul sistema nazionale di intercettazioni telefoniche che ancora non ha visto la luce.  Tenete conto che mi pagavano anche per non ascoltarmi !

Lasciai (dieci anni addietro) il più bell’ufficio di Roma, dopo averci fondato e diretto Kami – Fabbrica di Idee, primo think thank italiano degno di questo nome.

La Bongiorno ci si insediò, dopo di me, con l’associazione benemerita Doppia Difesa, da lei fatta nascere per aiutare, in particolare donne, che avessero subito discriminazioni e, all’epoca, considerate “vituperate e offese” dalla Bongiorno e dalla Michelle Hunzinker, altra donna attiva sul tema. Mi chiedo se oggi le signore ritengano che subiscano discriminazioni anche le donne che devono prostituirsi nelle case che vogliono riaprire! Se i fantasmi aleggiano nei posti, se l’immaterialità contamina le pareti degli appartamenti, immagino che strana danza notturna di energie superiori si devono essere materializzate in quegli spazi dal momento che prima dei miei dieci anni, in quel stesso ufficio (bellissimo) aveva operato quello Jaro Novak, oggi autocandidatosi nel M5S e di cui trovate traccia in questo blog, con riferimenti a lui e alla sua personalità postati in tempi non sospetti. Lo estromisi io da quella sede, constatando (ecco l’ennesima fake news) che il Novak, in quell’appartamento, agiva in accordo professionale con il -successivamente – più noto Pio Pompa (per alcuni anni braccio destro di Niccolò Pollari al SISMI), risultandomi entrambi oggettivamente al servizio consulenziale e retribuito di Lorenzo Necci (vedi) ed Enzo De Chiara, l’italo americano, dirigente CIA, personaggio di notevole statura internazionale che tanto influì sugli avvenimenti di quegli anni lontani e sofferti di questa nostra (non amata da tutti) Italia.

Tranquilli: catalogate tutto come fake news e andate avanti.

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L’ufficio di via del Leone 13 fu anche, prima del mio arrivo e di quello di Novak, di Arturo Diaconale (che ci tenne la sede del suo L’Opinione), giornalista, oggi nel CDA RAI, esordiente con me (1968), in OP Osservatorio Politico Internazionale, Via Tacito 50 Roma, agenzia d’informazioni riservate fondata da Mino Pecorelli, il massone che si è ritenuto esse stato ucciso (è stato ucciso Pecorelli?) “per fare un favore a Giulio Andreotti”. Personaggio politico che spero vi sia noto e che non fu sbattuto in galera grazie esclusivamente alle abilità difensive di Giulia Bongiorno.  Ma veramente voi pensate che non esista un genius loci? Se siete scettici, vi aggiungo che tra la mia scrivania e quella di Andreotti non correvano, in linea d’aria e divisi solo da qualche manufatto edile, più di 15 metri. Per anni, tutte le mattine, ho visto arrivare il “presidente” al 26 di San Lorenzo in Lucina. Scrivo “ho visto arrivare” (questa non è una delle tante notizie false) perché io arrivavo in ufficio prima di lui che, comunque, come tutti sanno, era super mattiniero. Ma io di più.

Negli uffici di Via del Leone, si è ragionato di molte cose complesse compreso di come dovesse essere trattata l’immagine pubblica del Santo Padre, Giovanni Paolo II o di attività attinenti alla Presidenza della Repubblica. Nel ricordo di quel luogo magico dove le energie di Arturo Diaconale (prima c’era un parrucchiere per signore), di Pio Pompa e Jaro Novak, di Grani e dei suoi, di Giulia Bongiorno e della bella Michelle Hunziker si sono nei decenni miscelate, oggi pubblico la risposta a quanti nella vita privata o insinuandolo in altre sedi, mi hanno chiesto chi mi pagasse.

O di come in quella sede decisi che i fratelli Dell’Utri dovessero essere “cortesemente” invitati a lasciare il business del Braccialetto Elettronico e delle intercettazioni telefoniche, perché già allora (parlo di quando i Dell’Utri erano i gemelli più potenti d’Italia) quello che era troppo era troppo. Come ho più volte detto, con Alberto e Marcello Dell’Utri (non ancora caduto in disgrazia e abbandonato dal Silvietto Nazionale) riuscì ad impedire lo scempio, con fermezza e non solo con quella. Immaginate come in un tale ambiente, gli ectoplasmi, non visti la notte, si divertono. Anche perché, negli spazi di cui scrivo, un lume stradale notturno, a luce gialla, diffonde una luce magica ed io ne so qualcosa. Anzi, moltissimo.  A questo elenco reso pubblico sin dai primi anni del millennio va aggiunto un “cliente su tutti”: Telecom di cui dettagliatamente in altri post racconterò gli avvenimenti che ci legarono.

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Chissà cosa quindi si dicono gli spiriti (ma parlano?) che abitano quegli uffici, oggi pieni di abiti in vendita, a caro prezzo, di quanto è accaduto da quelle parti e di perché, intorno alla politica (si fa per dire) ancora accadano cose “misteriose” come questa di Giulia Bongiorno che si offre all’abbraccio osceno con la Lega. Perché, avvocatessa, non è un bel vedere vederla con gli uomini eredi del c’è lo abbiamo duro, della Roma ladrona, del Sud di pezzenti, dei “negri”, delle lauree comprate ai figli inadeguati, delle fatture false fatte girare con il Gruppo Siram (Veolia), delle decine di amministratori che di localismo strategico se ne fregavano lautamente pensando solo a piazzare gente.

Fino a quando aveva accettato la sfida con l’impossibile (dimostrare l’innocenza di Giulio Andreotti), vincendola, era ciò che era. Anche un mito, per alcuni. Ma che bisogno c’era di andarsi ad ingaglioffare (è una citazione dal Guicciardini e non un insulto) con teppisti della lotta politica quali sono i leghisti salviniani, come si vedrà, ad urne scrutinate, quando caleranno la maschera, in accordo con Casa Pound?

Grazie a Borghezio, legame rizomico, anche i nazionalsocialisti di Casa Pound sono i suoi compagni d’avventura.

In ultimo ma non cosa ultima.

Lei è per le case dove le donne si possono prostituire e non perché, in Repubblica, le donne non debbano mai più prostituirsi agli uomini?

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Lei quindi, vediamo di capirci, è per la riapertura dei bordelli.

Così, sono certo di quello che dico, dopo il business delle slot alla criminalità state per offrire il business del corpo delle donne. Anzi, vi suggerisco una sinergia: nei nuovi casini metterei anche, in salotto d’attesa, delle slot e se uno fa una data combinazione fotte gratis la poveretta di turno. È vero che alcuni invecchiano male e lei è una di queste persone. Concretezza, dice a discolpa di quanto si prepara a fare, in accordo con il saggio e concreto Salvini.

Concreto come fu il suo Giulio Andreotti .

Peccato che il termine “concreto”, etimologicamente, ritengo abbia le radici e il significato in cum-crescere. Ma dove sta il cum e dove sta il crescere? Il Paese dalla stagione di Giulio Andreotti è uscito moralmente devastato e dove il cum-crescere è solo attribuibile alla Banca Rasini (fino a quando è servita a lui e a Berlusconi) e alla criminalità organizzata (lei è anche palermitana e di mafia da ragazzina dovrebbe aver sentito parlare).  Ora volete far cum-crescere anche i bordelli in cui alcune donne, per vivere, dovranno succhiare li in basso i duri leghisti. Io in questo percorso non ci vedo molto cum-crescere. Se non il business dei Carollo di turno che, con leggi opportune e bravi avvocati, si impadroniranno del “corpo delle donne” (signora Zanardo che fine ha fatto?) oltre che delle tasche dei pensionati. Vedo grazie anche alle sue indiscusse capacità di donna di legge, una grande abbuffata di sfruttamento e di riciclo dei capitali concretamente accumulati dai criminali. Sperando di sbagliarmi.   

Oreste Grani/Leo Rugens