Milioni di italiani devono rimanere poveri per essere pronti a porgere le terga al migliore offerente

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Non vogliono che milioni di italiani, aventi diritto al voto, arrivino ad un reddito di vita dignitosa (750 euro mese) banalmente perché, così facendo, quegli stessi cittadini non si sentirebbero in condizione di dover stare appesi al politico (o criminale) di turno per tirare la vita.

Questa libertà dal bisogno e il voto di scambio (che non è un fenomeno solo di grade criminalità e di politica alta) sono una sola cosa, dai tempi in cui Achille Lauro distribuiva scarpe e pacchi di pasta. Punto.

Chi è contro questa leale proposta del M5S punta ad avere consensi partendo dal bisogno e dalla angoscia del futuro che è normale provare quando non si ha di che vivere e la luce ti potrebbe essere staccata, il gas spento e con la Caritas ormai intasata.

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Questo c’è dietro al balletto ipocrita del “non ci sono i soldi perché nessuno rimanga indietro e quindi, per fare ciò che volete fare, dovete aumentare le tasse”. Qualcuno (molti) devono rimanere subalterni, secondo la visione elitaria, tirannica di questi pendagli da forca che guidano la partitocrazia. Il cambio di linguaggio (pendagli da forca) è perché alcuni che si sono arricchiti depredando le casse pubbliche o in combutta con la criminalità decidano della vita da morti di fame di altri che hanno il solo torto di non essere stati delinquenti come loro, è una provocazione insopportabile che ad oggi non è esplosa in una guerra civile solo perché esiste il M5S.

Io, se fossi un oligarca, nel segreto dell’urna, voterei M5S se tenessi alla mia pelle.

Meglio concedere il reddito di inclusione/vita dignitosa subito, come primo atto a Parlamento insediato che accendere la prateria dove, se si dovesse alzare il vento Meltemi (che è un vento che soffia dal Sud del Mediterraneo), non si sa dove potranno arrivare le fiamme.

ISTAT: AGRICOLTURA, AZIENDE NORD REGINE PRODUZIONE E VALORE

Starei in campana a far tirare troppo la cinghia a milioni di italiani.

Oreste Grani/Leo Rugens