La scienza, le scienze, la politica e il cervello umano sono cose serie e come tali vanno trattate

wired montalcini

Cominciamo da Wired, come fonte attendibile. Direi (ma non rivelo il grado di affidabilità – mio personale – che gli attribuisco)  che siamo di fronte ad un alto grado di affidabilità.

Beccatevi per tanto l’articolo di Wired del 2 luglio 2015:

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Lungo ma necessario leggerlo se volete armarvi rispetto a quanto è accaduto e potrebbe ancora accadere in questo Paese di semplificatori e di troppi mistificatori.

Poi, se siete ancora attenti e concentrati, leggete uno degli articoli che ci ha lasciato in eredità Enrico Bellone, scienziato e divulgatore scomparso nel 2011, sulla cui affidabilità – spero – nessuno abbia dubbi.

Così come sulla serietà delle riviste (Le Scienze e Mente & Cervello) da lui dirette.

il mestiere di capire

 

 

Questo post è propedeutico ad un ragionamento che concluderò solo il 5 di marzo p.v. non volendo in alcun modo interferire con il rito elettorale o prestarmi ad alcuna strumentalizzazione nei confronti di chicchessia. Buona lettura.

Parole di grande peso se si mettono in relazione con la morte sovvenuta il 16 aprile del 2011, poche settimane dopo di quel “2010 e dei fondi” oggetto della riflessione di Bellone.

Parole che aiutano a capire in che quadro generale si può riparlare di Ricerca e di Università.

Parole che non devono rimuovere il tema della credibilità della classe politica da parte degli “scienziati” ma anche e soprattutto, viceversa. Perché ci possono essere scienziati attendibili che con un  solo sguardo liquidano le cazzafrullate di genere che girano e, nel girare, sputtanano un intero mondo di  gente seria che rappresenta milioni di italiani che sanno poco di alcune cose “da specialisti” ma che sono stanchi di essere presi per il culo dagli ultimi arrivati.

Prima puntata.

Oreste Grani/Leo Rugens