Perché è morto Giulio Regeni?

Egypt's Army Chief General Abdel Fattah al-Sisi attends a meeting in Cairo

Egypt’s Army Chief General Abdel Fattah al-Sisi

Nelle ore immediatamente successive al ritrovamento del corpo di Giulio Regeni, compatriota friulano, ci siamo permessi di postare un pezzo sofferto (si capiva da subito che ci si trovava di fronte ad un fatto atroce e solo apparentemente inspiegabile) con dentro, ho questo ricordo, un riferimento alle uniche tre strutture “segrete” dello Stato egiziano che avrebbero potuto tenere un comportamento così determinato a massacrare (bisogna saperlo fare, volerlo fare ed essere addestrati a farlo) un italiano. Così scrivevo il 6.2.16: quale dei servizi segreti si sarà impegnato a fare il massacro, strappando, con la tortura, informazioni sui contatti intessuti dall’appassionato “indagatore del futuro possibile” delle lotte per il lavoro, la libertà, la democrazia in Egitto? Uno dei tre servizi segreti egiziani, per motivi sofisticati da spiegare (e da giustificare), è stato formato (e viene ancora sistematicamente addestrato) dal mitico Mossad, nato in Israele perché mai più torturatori “nazisti” (e come li volete definire/immaginare questi mostri che tagliano orecchie e nasi mentre chiedono i nomi dei sindacalisti che clandestinamente stanno riorganizzando la resistenza al dittatore, nel nord dell’Egitto, in quel poco di sistema industriale che ancora funziona?) fossero liberi di agire, scarnificando vive le persone per fini abietti di potere e di nevrotiche paranoie.

PER ME, CHE NON SONO NESSUNO, GIULIO REGENI È “CADUTO IN SERVIZIO”

Perché? È questo che bisogna continuare a chiedere nel chiedere la verità sulla morte di Giulio Regeni. La verità per i suoi genitori, per tutti gli amici, per tutti gli italiani. La cosa atroce è aggravata da questa, scusate il linguaggio, aggravante. Dobbiamo pretendere di sapere perché, informati che ci si trovava di fronte ad un ragazzo italiano, lo si è violato volendo anche offendere l’Italia. Cosa era accaduto o era in corso, tra l’Egitto e l’Italia, di tanto grave da volerci dare, consapevolmente, una tale lezione. L’omicidio è sicuramente uno “statevi accorti” italiani che ve lo facciamo vedere noi se continuate a interferire.

Questo lo devono aver fatto con il bene placet di chi comanda i servizi e i servizi, in Egitto, li comandava e li comanda  Al-Sisi. Chiunque tratti con Al-Sisi, tratta e si fa complice del capo degli assassini. Che Al-Sisi, almeno, ci consegni i criminali che hanno operato con la sua copertura e per motivi che lui certamente conosce. Così verremo a sapere anche noi il movente di tanta atroce violenza e offesa. A Regeni e all’Italia tutta.

Oreste Grani

An Egyptian activist holds a poster during a demonstration in front of the Press Syndicate in Cairo