Matteo Renzi: “Capo, missione compiuta!!!!!!!”

fin che la barca va

Matteo Renzi: “Capo, missione compiuta!!!!!“. Il lato B di Berlusconi, come lo ha chiamato pubblicamente in televisione Rosario Crocetta che di lati B, si dice ad opera di omofobi volgari e maligni, se ne dovrebbe intendere, questa telefonata l’avrebbe anche potuta fare, visto come sta riducendo il PD.

Siamo a cose tipo quella che ho appena scritto (di cui mi scuso con tutti gli appassionati del lato B delle femmine e dei maschi) dove personaggi che fino a pochi giorni prima erano insieme, oggi si danno del serial killer, come nel caso di Ugo Sposetti nei confronti di Renzi, o come il Presidente della Commissione Difesa (avete letto bene) Nicola La Torre che, messo alla porta dopo cinque anni dove si è rapportato con i vertici delle Forze Armate (italiane e internazionali), ha dato sfogo a tutti i suoi pensieri più reconditi sul segretario del PD, che, lo ricordiamo, era anche il suo partito. Queste sono le figure di merda (tutte le intelligence del mondo si sono segnate il fatto di La Torre cacciato), in sede internazionale, che non dovrebbero mai accadere. E lo dice uno che ha sempre avuto dubbi sulla visione politica di Nicola La Torre. Torniamo a Renzi e a ciò di cui si meravigliano in troppi. Sarebbe bastato prestare ascolto a chi lo conosceva bene (lui e il padre), nel Comune di Rignano sull’Arno, da anni, per sapere che, quando fosse arrivato il giorno del duplice obiettivo da raggiungere costituito dal dover sbaragliare la sinistra consegnandola ad un Silvio Berlusconi redivivo e piazzare una pattuglia (sempre più ridotta ma costituita esclusivamente di fedelissimi) nelle istituzioni, Matteo Renzi avrebbe fatto il suo dovere, uomo di parola e di principi quale è: uomo di destra profonda, antidemocratica e lui – personalmente – insofferente ad ogni dibattito e critica, fosse anche la più costruttiva. Come Silvietto Nazionale.

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Ora che tutti i capi dei partiti si sono adeguati alla deriva oligarchica con cui ogni forma di dibattito intelligente e sofferto all’interno delle declinazioni della partitocrazia è stato spento, le scelte imposte dall’alto sono la parte più violenta di questa fine della legalità nelle istituzioni repubblicane che, per tanto, è opportuno non più considerare tali.

Siamo formalmente in dittatura plebiscitaria dove è consentito ai cittadini dire solo sì o no a quanto gli oligarchi (ognuno all’interno del proprio segmento funzionale solo alla manipolazione dell’opinione pubblica) decidono. Il patto sociale/politico/culturale con i cittadini è violato, senza se e senza ma.

In Italia, anche formalmente, la democrazia è sospesa, ancora prima di andare a votare, caro Presidente Mattarella; e questo avviene ancor prima di scrutinare i pochi voti che saranno espressi. Perché, in molti (troppi!!!!), a trentaquattro giorni dal quel 4 marzo che ricorderemo, si prevede non andranno a votare.

Mi sembra grave che oltre il 50% degli aventi diritto al voto non dichiarano che non si recheranno al voto e per tanto, faccio la scommessa, che nessuno dei principali simboli presenti alla “grande riffa” riceverà un voto in più di quelli raccolti a febbraio 2013.

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Avete letto bene: raccolgo scommesse (massimo un euro) che nessuno dei tre partiti che vanno per la maggiore (intendo il M5S, il Pd  e Forza Italia) riceveranno un solo voto in più dell’ultima vota. Non parlo di percentuali che lascio ai superficiali e a chi non ha a cuore l’integrità della Nazione. E in questa previsione tragica, come leggete, ho messo anche il mio amato M5S.

Non a caso il non essere avvezzi alle complessità che momenti come questo suscitano (compilazione di liste e capire il funzionamento della legge elettorale trappolona) ha fatto distrarre non si sa chi dei vagliatori del MoVimento tanto da non badare al dettaglio macroscopico (per le regole del M5S) che l’ammiraglio Rinaldo Veri era proveniente, a tutti gli effetti, dal PD in quanto consigliere comunale eletto e militante di quel partito. Aiutoooooooo! Per cui, ovviamente, dopo poco essere stato candidato e stato ritirato. Non un inizio ottimale.

E poi, diciamolo, per rispetto ai candidati alla fine messi in lista: sono tutte persone di grande valore ma mi sembrava che questa qualità fosse l’ovvio e non da presentare come l’eccezione, eccezziunale veramente. Sono persone di specchiata moralità, come dovrebbero essere tutti i politici. Punto.

Le sottolineature il nostro Di Maio le poteva lasciare a chi presenta Galliani come il nuovo che avanza.

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Le donne e gli uomini del M5S, sia quelli messi in lista con le Parlamentarie che quelli per scelta diretta, sono esempi di italiani onesti, competenti, pronti a provare a governare la barca della Repubblica. Per quello un ammiraglio valente ci stava bene, visto le tempeste che si dovranno affrontare.

Peccato che si sia dovuto, prevedibilmente, ritirarlo subito.

Oreste Grani/Leo Rugens