Fermare la deriva dei criminali attivi anche nel settore dell’innovazione tecnologica

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Ideal Standard licenzia. Altri trecentoventi, non più giovani e forti, buttati per strada. Oltre 150 nell’indotto. Questi sono gli unici dati certi: continuano a chiudere le aziende e ad aumentare i disoccupati. Il resto sono dati falsi, come lo erano quelli della Grecia. Basterebbe dire che nessuno mette nel conto gli italiani che se ne vanno all’estero e che sarebbero rientrati nel computo dei disoccupati se non avessero avuto animo di emigrare. Dati falsati da centinaia di migliaia di lavoretti spacciati per lavori in cambio di quello perduto. Whirlpool (Embraco) licenzia quasi 500 lavoratori. Il Gruppo Almaviva fa ballare, da tempo, migliaia di vittime, pronto a lasciarle a casa. Le citate sono tutte realtà che in qualche modo delocalizzano. Il termine vuol dire che, dei signori che si sono fatti ricchi fino a quando hanno potuto in Italia, ad un certo punto continuano a farsi ricchi sulla schiena di altri, in giro per il mondo, dopo aver, per tempo e con mille artifici, dirottato capitali all’estero ed aver, con calcolo e piani preparati, con quei soldi, comprato la possibilità di continuare lo sfruttamento di nuove vittime future.

Questo è ciò che non si può negare avvenga da decine di anni. Da qualche tempo, inoltre, è ripresa l’emigrazione interna: si torna ad andare a Milano.

In questo clima, ed oggi di questo vi comincio a parlare, accadono cose che vanno evidenziate prima che, eventualmente, si consumino reati nel senso comune del termine.

Chiudere attività produttive a Grottaglie, ad esempio, se non c’è più lavoro/commesse non è un comportamento disdicevole. L’imprenditore non ce la fa più e si arrende. Se quello stesso imprenditore, però, nelle stesse ore, con denaro che evidentemente ancora aveva dopo aver messo per strada i lavoratori a Sud ingaggia per altri (o gli stessi ?) fini, altri dipendenti, lavoratori, consulenti ad altra latitudine nel Paese, gatta ci cova.

Mini satelliti verso la stazione spaziale internazionale

Io sono interessato a questi casi atipici ed in particolare a realtà che in un settore strategico come quello della difesa/innovazione tecnologica spaziale, dovessero agire secondo questa/altre logiche “furbe”. Cosa grave per tutti i settori, ma da ritenere gravissima in campi così delicati e necessitanti della massima trasparenza, anche relativa alle politiche occupazionali e del personale.

Dico questo perché il diavolo si rifugia, si copre/scopre nei dettagli e l’assumere per un tale imprenditore comportamenti che potrebbero anche divenire illeciti, esporrebbe quell’azienda (e i suoi prodotti) a mire che poi potrebbero sfociare in perdita ulteriore di sovranità per il nostro Paese.

Perdita di sovranità anche attraverso comportamenti come quelli che per ora accenno o esemplifico in via ipotetica.

È solo, viceversa, la massima trasparenza che il comparto dell’innovazione tecnologica che può invertire la deriva verso il luogo senza fondo, l’a-bisso da cui sono in troppi attratti fatalmente in questo nostro travagliato Paese, si merita. In troppi vanno avanti senza un coordinamento e senza che nessuno li indirizzi, in modo continuativo, facendoli sentire (ed essere) parte di una vera e propria strategia di sicurezza nazionale. Troppi imprenditori/ricercatori pensano che interessarsi di intelligenza artificiale, robotica, componentistica infinitesimale sia terreno esclusivamente privato e personale. Noi pensiamo che tale campo industriale sia “anche” privato e personale, ma non esclusivamente tale.

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Per tanto, pur detestando le donne e gli uomini con i piedi per terra, come si evince dalla sottotitolazione riscontrabile nella grafica della testata di questo luogo telematico, con oggi e con questo post, proviamo a metterceli noi questi famosi piedi “a terra” e, invece di rimanere nel caso teorico e nei periodi ipotetici, facciamo nomi: siamo incuriositi (in realtà abbiamo le nostre buone ragioni come capita sempre da queste parti dove non facciamo niente senza un motivo serio quale va considerato il movente culturale recondito legato agli interessi superiori del Paese) di sapere come stiano messe alcune aziende (vedi BATTITI DI ALI DI FARFALLE: QUALI POSSONO ESSERE I RIVERBERI TRA L’AIRBUS E TECNOMESSAPIA?) che a Grottaglie hanno licenziato/fatto ballare/riassunto quasi mille persone e tra queste, aziende, in particolare, ci interessa la HBTecnology srl con cui siamo stati a lungo in contatto e che dovrebbe fare capo alla dottoressa in legge (si dice che insegni diritto alla Università Telematica “Guglielmo Marconi”) Simonetta Salmoni, romana. Imprenditrice che ho incontrato personalmente più volte, introdottami da Andrea Cordero di Montezemolo, e sempre accompagnata dal suo collaboratore/dirigente ing. Mele sempre in presenza di numerosi testimoni e in particolare di tali Daniele Fabro e di Giuseppe Savio (vedi AMICI GOOGLE, BING, YAHOO AFFIDO AI VOSTRI SAPIENTI ALGORITMI DUE NOMI: GIUSEPPE SAVIO E DANIELE FABRO).

In particolare e “in sostanza” come siamo soliti dire in questi casi delicati sembravamo esserci intesi su tutto.

Ma in questo avvenimento complesso (di una cosa bituminosa e oscura stiamo cominciando a ragionare), più che in altri, bisogna saper andare oltre la forma. Intendendo dire che per perseguire l’interesse dell’Italia, bisogna fare strettissima attenzione agli interessi macroscopici che si muovono numerosi intorno alla ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica: fondi europei e brevetti, una volta messe a punto le innovazioni.

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Perfino ambienti criminali, un tempo ritenuti esclusivamente grezzi e violenti, che oggi giustamente vengono indagati e segnalati dalla Procura nazionale antimafia come luoghi raffinati e carsici, potrebbero essere interessati a queste ricchezze di difficilissima individuazione. Ricchezze potenziali che, se messe sotto “tutela/sviluppo”, potrebbero rendere ancor più della esponenziale “materia prima stupefacente”. Ricchezze potenziali come nessuno – che non se ne intendesse – potrebbe immaginare. La criminalità non sa solo, a mio semplice opinione, di riciclaggio intelligente ma conosce le vere frontiere del potere futuro.

Comunque, a questi confini, ne siamo certi, ci si avvicina e sonda da tempo.

Questo lo pensa un vecchio signore, marginale ed ininfluente quale sono, certamente però, opportunamente e patriotticamente pre-occupato della contaminazione culturale, particolarmente in essere in Calabria, terra che troppo spesso consideriamo un’isola e che viceversa, non solo non lo è, ma è popolata da personaggi ibridi, per radici familiari e frequentazioni, che hanno ben chiaro che il potere, il denaro, i rapporti di forza si giocano intorno a tavoli che nessuno possa immaginare li vedano protagonisti.

Cioè quelli che consentirebbero di cum-crescere al nostro Paese ma che la criminalità ha, con largo anticipo, individuato. La criminalità vuole che il nostro Paese sia povero in alcune realtà e ricco in altre, per potersi servire delle une e delle altre.

Uno dei terreni su cui la ‘ndrangheta (ne sono certo) si prefigge di aumentare la pervasività e il controllo è l’innovazione tecnologica aerospaziale (e in generale le reti neurali e l’intelligenza artificiale) terreno dove se “azzecchi” l’operazione il tuo denaro vale cento volte di più che se investito in un carico di cocaina fatto passare nel Porto di Gioia Tauro. E in più, se nessuno se ne accorge, è tutto legale.

Siamo sul terreno della fantacriminalità ma a me, che da ragazzo è piaciuta la fantascienza, l’esercizio mi viene bene.

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Sempre pronto a scusarmi se ho preso fischi per fiaschi e nessuno dei protagonisti della vicenda che comincio a raccontare è nato in Calabria e nessuno, per comportamenti leggeri tenuti è già a portata di pressioni di criminali scaltri, freddi e violenti. In tal caso tratteremo la vicenda come una banale appropriazione indebita di beni altrui, violazione di accordi presi, attività dei soliti furbi.

Se mi sbaglio, come sempre ho fatto, sono pronto a pagare.

Ribadisco: non solo in Italia ma nel mondo i criminali si stanno avvicinando (in realtà io già li intravedo in filigrana) alle frontiere del micro e del macro, dove l’informatica è tutto. Non a caso di questa intelligenza e pervasività dei criminali calabresi ne parlano spesso Nicola Gratteri, Ilda Boccassini e, in modo ancor più autorevole, Federico Cafiero De Raho invitando, i cittadini a svolgere attività di informazione sussidiaria alla Stato.

Non parlano di questo settore specifico (l’innovazione tecnologica) perché questa è una “mia fissa”, ma invitano continuamente a non avere paura.

E noi che abbiamo fatto nascere HUT8 Progettare l’Invisibile e H8 Robotics per svolgere, associativamente e sinergicamente, proprio questo tipo di attività  a sostegno  dello Stato nell’ambito di una strategia di sicurezza nazionale, certamente non abbiamo paura.

 

E per non fare solo chiacchiere, stiamo facendo quello che riteniamo il nostro dovere (anche in questa forma atipica) segnalando una storia anomala e lo facciamo secondo la nostra cultura di uomini votati alle fonti aperte, alla trasparenza, agli interessi repubblicani. Ecco perché siamo in rete dopo aver inutilmente cercato di far rinsavire gli interlocutori.

Lo abbiamo fatto, ripeto, solo dopo aver inutilmente avvertito quelli che sembravano i protagonisti di questa vicenda.

Lo abbiamo fatto per scritto e a voce. Lo abbiamo fatto davanti a pubblici ufficiali e in sedi istituzionali. Lo abbiamo fatto con rispetto degli interessi in gioco (famiglie comprese) cercando di capire, per mesi, se un tale comportamento violento, offensivo, immemore degli accordi presi potesse essere semplicemente ricondotto ad un storia di miserrima ingratitudine umana. Che è sempre in agguato ma che in questo caso non ci ha convinto essere il solo movente avendo la vicenda le caratteristiche di comportamenti eccessivi per essere spontanei.

E allora è scattato l’allarme e prima che l’oblio abbia il sopravvento sulla memoria, apriamo le danze.

Non c’è spontaneità in questa vicenda. Per tanto ho preferito immaginare che visto chi eravamo e come ci preparavamo a vigilare su quanto avevamo ipotizzato e successivamente favorito, il morso della mano del benefattore, sia stata figlio di pressioni insopportabili per un calabrese, sia pur intelligente, ma senza gli attributi tipici di quei bruzii votati alla legalità e al rispetto del dettame costituzionale.

Che, viceversa, ci sono, sono tanti e tanti ne ho conosciuti.

Comunque per capire i contorni di questa storia basta continuare a leggerci nei prossimi giorni.

Cosa ultima ma non ultima: oggi stesso abbiamo provveduto ad inviare questo post a chi di dovere (oltre quattrocento indirizzi selezionati  tra persone che si interessano di fatti complessi) e in particolare (sia pure a Parlamento sciolto) a senatori e deputati già membri della Commissione anti mafia e del COPASIR. Questo per chiarire, da subito, che la misura è colma e che la richiesta informale della cessione di quote che avete fatto pervenire al Presidente di HUT8, non è riconducibile a questioni di piccolo interesse ma all’assoluta necessità di alcuni (chi?) che occhi e orecchie non possano continuare a vigilare su quale uso si vuole fare dell’innovazione tecnologica a cui abbiamo fatto cenno e che abbiamo, in questi anni di lavoro, favorito perché prioritariamente la Repubblica e il suo popolo sovrano ne avessero beneficio.

Oreste Grani/Leo Rugens