Briccoin

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Non ho dubbi in merito al fatto che Mark Zuckerberg ne sappia più di noi in materia di algoritmi e se ha preso una decisione così drastica avrà le sue buone ragioni.

Altrettanto ne sa più noi Giuseppe Borrelli, procuratore aggiunto della Direzione distrettuale Antimafia, secondo il quale la Camorra investe in borsa e nei bitcoin, libera di agire indisturbata dopo che il promettente esordio di Saviano si è rivelato un bluff. Ricordo a tutti e a noi stessi che Giorgio Varese, super esperto di crimine organizzato, lo classificò il giovane filosofo e scritto come occasione mancata per il Paese, mancata dopo che l’autore di Gomorra si vendette a Repubblica.

Sostiene Borrelli:

Non vi è alcun motivo per ritenere che la Camorra non giochi in borsa. I numerosi sequestri hanno evidenziato il possesso da parte di esponenti di organizzazioni criminali di azioni anche di società quotate. Bisogna dire che oggi il cambiamento della composizione sociale delle organizzazioni mafiose, la loro apertura alla borghesia imprenditoriale e alle professioni ha comportato il venire meno di esclusioni nella determinazione della instaurazione di relazioni con determinati personaggi. A questo si aggiunge che esistono in questo momento degli strumenti di investimento che sono difficilmente accessibili alle indagini. Ad esempio è il caso dei Bitcoin e delle sue possibilità di speculazione che sono strettamente connesse agli investimenti in cripto valuta. È impossibile individuare gli autori degli investimenti. È un settore aperto al riciclaggio e al reinvestimento di capitali illeciti” Vedi articolo originale

Che il Bitcoin sia figlio di una cultura antagonista non ho dubbi, che l’antagonismo nel sottosuolo abbia facilità a incontrare e mischiarsi con la qualunque, altrettanto, che i creatori di algoritmi perdano il senso della realtà è un dato di fatto, che i gestori di piattaforme politiche facciano piazza pulita di qualsiasi concorrente ci piace ancor meno.

Dionisia