Fraternità, Uguaglianza, Legalità sui generis

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Treni al nord (e la gente ci muore intrappolata mentre va a lavorare onestamente), treni al sud, grazie ai quali approfittatori si arricchiscono; strade al nord e strade al sud il tutto caratterizzato da scandali e inefficienza. Immaginate cosa vi aspetta ora che l’ANAS fa comunella con le FERROVIE (vedi gli articoli UNA MONTAGNA DI SESTERZI, EURO, BITCOIN (SE SERVISSERO) PER REGOLARE IL BUSINESS DI ANAS+FERROVIE – CRISTIANA ALICATA ANELLO DI CONGIUNZIONE TRA FS E ANAS?). L’inefficienza, come si sa, è anche originata dagli scandali che sono in realtà dispersione di quel denaro pubblico che dovrebbe essere banalmente indirizzato all’efficienza.

Oggi titoloni sugli arresti per reati di difficile descrizione se non marchiati da un sacrosanto: “ma come avete fatto a fottervi (se lo avete fatto) tutti quei soldi?”.

Dico questo perché sono attratto e imbarazzato, in questa ennesima storia di cattiva amministrazione e di appropriazione, da una questione apparentemente minore:  le cifre sono talmente grandi che sembrano forzatamente rafforzate con degli zeri, tanto per fare clamore. Oppure, no! Ed è da questi aspetti macroscopici che sono attratto.

Una bottiglia di vino che viene pagata (2.600,00) quanto (sono certo di quello che scrivo) basterebbe a salvare una famiglia dallo sfratto per una morosità di nove mesi pari per 285,00 euro mese per nove a 2.565,00 euro cioè poco meno di quanto  fu pagata quella bottiglia.

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Con 14.000,00 euro al mese (la cifra destinata all’autista di fiducia doppione di quello di servizio già previsto in organico) si manda avanti un’attività imprenditoriale che, a sua volta, oculatamente gestita, può dare da vivere a quattro famiglie composte da marito, moglie e un figlio piccolo. Nuclei virtuosi che mille volte di più meriterebbero la serenità rispetto all’avidità maniacale di questi pervertiti dell’accaparramento. Perché che ci si trovi di fronte a delle menti (a volte anche di valore) che, per i più diversi motivi, perdono lucidità, è certo. Non conosco gli imputati con l’eccezione di uno solo di loro (per tanto mi scuso se dico cose improprie), ma certamente ad alcuni, leggendo le storie in chiaro nelle fonti aperte, non mancava proprio niente già quando si sono messi “in affari”, sia in termini di denaro (alla famiglia che conosco, ad esempio, non  gli mancava denaro da almeno un secolo) che di relazioni culturali, che di riconoscimento sociale.

I moventi di comportamenti tanto sconsiderati vanno ricercati pertanto in retro scenari sofisticati, di natura personale o dettati da altre complessità.

Ci deve essere un demone che, finiti gli anni della ricostruzione, in questo Paese di santi, poeti e navigatori, ha cominciato ad agire, sotto mentite spoglie, mimetizzandosi con cento artifici, conquistandosi le anime di troppi con il proprio sterco. Parole dure ma, e lo dico per quelli che non mi conoscono, sono anche stanco (vecchio, povero e malato) che non si riesca più a stabilire criteri di valutazione che facciano chiarezza, preventivamente, tra chi ha ragione, facendosi sostenitore e portatore di una visone etica, di lungimiranza e chi, viceversa, si “ammischia” con le feci del diavolo. Scrivo così perché mentre alcuni si compromettevano e si lordavano, ho dovuto accettare che un tale comportamento venisse indicato come esempio virtuoso, in quanto, mi si spiegava, che le persone concrete e con i piedi per terra, così si comportano. Siamo alla resa dei conti, signori esponenti di quel pensiero oligarchico che tradendo i principi ispiratori dell’Uguaglianza, della Fraternità e, soprattutto, della Legalità, avete ritenuto di poter fare come cazzo volevate. Uguaglianza non vuol dire certamente comprarsi bottiglie da 2.600,00 euro mentre gli altri, se bevono, devono bere Tavernello. E lo scrive un astemio.

Oreste Grani/Leo Rugens

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