Leggiamo che le slot di Palermo  erano in mano ad un solo imprenditore (Ninì Bacchi) grazie ad un patto con la Mafia

Sentiamo un po’ e vediamo di capire bene, essendo la notizia cosa non da poco. Che dicono questi investigatori, cosa farneticano questi magistrati quando sostengono che la criminalità (e il riciclo del denaro che ricava da altri drammatici traffici) controlla le slot perché, così facendo, prende più piccioni con una fava?

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Continuo la mia battaglia, sia pur in modo marginale, contro questi mostri elettronici e per eventualmente essere di aiuto (riuscirò, prima di morire, a far nascere un centro di sostegno e recupero per le vittime di tanta violenza) i ludopati (alcuni milioni) che queste macchine oscene “fabbricano” quotidianamente,  sperando che prima o poi si riesca a ricordare chi ha sdoganato questi cavalli di Troia e come questi criminali politici debbano essere inchiodati (come loro hanno condannato alla croce milioni di persone e i loro familiari), almeno nell’amica rete, fino alla fine dei loro giorni. Vincenzo Scotti (altro che farsi nume tutelare dell’intelligence e della legalità che si dovrebbero studiare nei master a Link Campus) tra i primi (vediamo di non dimenticarcene) e tutto il vertice dei DS che, in alleanza trasversale con i Carollo, La Boccetta, Fini ed altri, consentirono i cambi di normativa che aprirono le porte al tumore devastante.   

Vi prego, vi prego, vi prego provate a capire la differenza tra chi ha “preso le stecche” per far dilagare la dipendenza da gioco elettronico e chi si batte contro questo plateale rapporto con la criminalità. Non siate superficiali e quindi disonesti: tra Paola Taverna del M5S (è un esempio positivo possibile tra i tanti) e un suo omologo/a di Fratelli d’Italia (esempio negativo possibile) che ha condiviso la storia politica con gli stessi che hanno scientemente favorito la peste bubbonica, dovete riuscire a fare differenza nel momento del voto. Tra Nicola Zingaretti che non si è mai dimesso dalle sue strutture politiche partitocratiche per incompatibilità morale con i suoi compagni di esperienza politica che, tramite le Feste dell’Unità (da dove pensate che venga Zingaretti se non dal PCI/DS?) e la normativa per l’apertura delle sale bingo, trucco paralegale per scardinare la normativa che vietava i casinò, e chi è pronto a far mettere fuori legge le macchinette, quando andrete a votare, volete provare a distinguere?

In coda metto considerazioni e proposte su un centro per la lotta alle ludopatie, pronto come sono, araba fenice, a provarci a realizzare uno dei sogni che ho saputo sognare.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.

Papa Francesco, con il rispetto dovuto, ti costa tanto farmi sapere se sbaglio (o meno) quando dico, da anni, che via Veneto 13, Roma, è un bene della Chiesa e che qualcuno con superficialità/avidità ha consentito di fare di quei locali un casinò imbottito di macchinette mangiasoldi e rovina famiglie?

DA MESI CHIEDO INUTILMENTE DI SAPERE SE LA “SALA GIOCHI” DI VIA VENETO 13 – ROMA PAGA L’AFFITTO AD UNA REALTÀ ECCLESIALE


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