Erdogan in Vaticano a chiedere sostegno al Papa per entrare in Europa

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Il massone sanguinario Erdogan è a Roma a chiedere a Papa Francesco un intervento di mediazione che metta una buona parola a favore dell’ingresso della Turchia in quella sbrindellata realtà para politica che viene spacciata per l’Europa. Già mi lascia perplesso che uno scomunicato (questa è ancora formalmente la posizione di chi si affilia alla Massoneria) venga accolto con onore in Vaticano ma soprattutto che lo sia Erdogan, certamente massacratore di tanti laici o onestamente credenti in Allah.

Per non citare le famiglie curde o la caccia agli Yezidi che lui, da anni, organizza, direttamente o indirettamente. Negli ultimi anni la caccia al popolo del Pavone l’ha fatta fare ai mostri sanguinari dell’ISIS, certamente sui complici fino a quando gli è stato comodo.

Oreste Grani/Leo Rugens

GERMANIA E TURCHIA – POMPEO DE ANGELIS

GLI YEZIDI, POPOLO DEL PAVONE E DEI TRE GRANDI ARCHITETTI

LO SCENARIO È CAMBIATO, SCRIVEVA, SUL MENSILE FORMICHE, ANDREA MARGELLETTI

 


ERDOGAN IL TURCO, NON LASCIA MARGINI DI LIBERTÀ

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La cittadina turca Orlem Dalkiran è stata arrestata da quel galantuomo di Erdogan. Tra quante altre persone questo sia avvenuto, comincia ad essere difficile dirlo. Disinformazione come se piovesse! Certamente dopo il mancato (?) golpe, Erdogan si è trovato avvantaggiato e non passa giorno che non rinchiuda qualcuno che non la pensa come lui. Nonostante questi provvedimenti, non va rimosso che se non si fosse ingraziato la maggioranza dei turchi in diaspora, avrebbe perso il referendum. Certamente nelle città maggiori, Erdogan è in minoranza. In Turchia, una sorta di guerra civile, a mio superficiale e ininfluente giudizio, è sempre più vicina. Come, parimenti, una qualche sorte di conflitto generalizzato ritengo che colpirà l’Egitto. Entrambi i paesi non mi sembrano stabilizzati come i due dittatori vorrebbero che fossero. E se non c’è stabilità in Turchia e in Egitto, il nostro Mediterraneo non mi sembra che possa dormire sonni tranquilli. Ma neanche con in sella questi due sanguinari dittatori a farla da padroni.

Oreste Grani/Leo Rugens oggi in veste di avaaziano. Come la bella e coraggiosa Orlem.

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COMINCIATE A FARVI IL SEGNO DELLA CROCE PERCHÉ IL CALIFFO (QUELLO VERO E CATTIVO) HA VINTO

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Il Si in Turchia ha vinto (per poco ma ha vinto) e ora vedrete chi era il vero califfo nero e cosa vi aspetta.

Cosa aspetta voi europei raccogliticci, tenuti uniti dall’euro e dal massone ur-lodgista Mario Draghi che dovrebbe fare argine contro il fratello ur-lodgista Recep Tayyip Erdogan, affiliato alla Hathor Pentalpha, come il promotore dell’ISIS, Abu Bakr Al-Baghdadi. Trasversalità e rizomi massonici. Hathor Pentalpha vede affiliati (e non solo) i Bush, per intendersi. Ma anche nomi che non vi aspetterete, come Marcello Pera e Antonio Martino. In questa super loggia voleva entrare il vostro amico Silvio Nazionale ora vegetariano, ma non ce lo vollero. I forza italioti Pera e Martino, sì. Sono “fratelli in loggia” di questo assassino massacratore di donne e bambini curdi. Come lo erano di Tony Blair prima che vedesse la madonna e si convertisse.

Abu-Bakr-al-Baghdadi

La vedo nerissima e a “ottomani” la vostra storia futura di gente senza identità e sotto attacco di espansionisti sanguinari che se ne sbatteranno di quel quasi 50% che non li vuole in Patria. Le grandi città turche resistono alla dittatura e all’oscurantismo del Califfo, nemico giurato del popolo curdo e di chiunque non la pensi come lui.  Ma questa resistenza non basterà. Ci vorrà una mano divina provvidenziale. O qualche tonnellata di esplosivo ad alto potenziale.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.

Se si tiene conto delle maggiori città della costa, il No a questo massacratore sanguinario è stato netto.

Un Paese spaccato e quindi situazione pericolosissima per la NATO e per quell’avanzo di UE a cui appartenete.

Che il coraggio curdo ci metta una pezza!


NON TUTTE LE MORTI PESANO UGUALE: TROVATA “IMPICCATA” IN TURCHIA UN’EX CORRISPONDENTE DELLA BBC

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Se una persona che viene definita dai collaboratori, dagli amici o semplici conoscenti che siano, unanimemente, “una donna dai nervi d’acciaio, temprata da mille esperienze pericolose”, decide – viceversa – di impiccarsi in una toilette in un aeroporto solo perché il suo volo ha un ritardo di due ore, la situazione deve essere proprio quella che da tempo sosteniamo e cioè che è iniziata (o sta per iniziare) la Terza guerra mondiale.

Jacqueline Anne Sutton, mentre faceva pipì ad Istanbul, si deve essere distratta un istante e qualcuno la fatta fuori per un conto che si voleva farle pagare.

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Non si uccide così (con un notevole rischio di essere scoperti) una come la Sutton se non si vuole dare un segnale, violentissimo, agli ambienti di riferimento della signora spesso al centro di attività di informazione e sostegno alla contro-informazione proveniente dagli scenari di guerra tra i più pericolosi oggi al Mondo. Quando la realtà supera la fiction cinematografica siamo alla guerra, quella vera che, per sua natura pretende comportamenti e crudeltà che la fantasia non sa sempre immaginare. La telecamera “fuori uso” antistante i bagni, è un classico tipico anche dei film di genere spionistico ma in queste ore di allarme rosso in Turchia mi sembra la prova certa di complicità o di abilità che connotano l’eliminazione della cinquantenne ex corrispondente della BBC: non posso infatti credere che nel paese dove solo una settimana addietro qualcuno ha fatto dilaniare 128 persone e ferirne altre 400, in una infrastruttura vitale  come un aeroporto, ci siano le telecamere rotte. “Ma va là”, direbbe l’avvocato Ghedini avendo, una volta tanto, ragione.

Oreste Grani/Leo Rugens