Uno si è messo a sparare contro i “negri”. Forse ci sarebbe stato altro da fare. Prima, molto prima. 

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Uno si è messo a sparare contro i neri/negri. Il bianco italiano mi sembra fuori di testa almeno quanto il nigeriano sospettato gravemente di aver fatto a pezzi la povera Pamela.

Forse non dovevamo arrivare ad una campagna elettorale aperta a questo livello di deterioramento e di sopraffazione tra alcuni ed altri.

Sono pochi trenta giorni ma potrebbero diventare un’eternità. Ve lo dice uno che si fa piccolo ogni giorno di più ma che in realtà ha postato decine di articoli sulla questione specifica della comunità nigeriana e di come nessuno si sia posto, con il doveroso anticipo, le questioni implicite in una diaspora di quelle dimensioni e con un Paese (grandissimo e popolosissimo) travagliato come ormai è la Repubblica Federale di Nigeria. Dico nessuno perché (come mi è solito)  so cosa dico. Tra i nessuno c’è anche il premier Paolo Gentiloni quando era Ministro degli Esteri come, nella mia semplicità comincerò a lasciare in rete il primo dei documenti attestanti questa sostanziale indifferenza.

Non parlo di accordi/accordoni/accordini bilaterali che ritengo ce ne siano in abbondanza. Parlo di quanto mi risulta personalmente e di cosa in realtà ci fosse dietro ai tanti articoli che ho lasciato in rete. Sollecitato già anni addietro, Gentiloni rispose così come oggi documento scusandomi per le mascherature ma non sono avvezzo e interessato a fare casino. Voglio solo e unicamente cominciare a dimostrare che nulla di serio e di scientifico è stato fatto perché, in Nigeria e in Italia (e dove se no?) si arrivasse a mettere un po’ d’ordine. e come potrebbe farsi ordine se uno come Gentiloni ignorava che in Nigeria non solo non c’è la motorizzazione come la intendiamo, non solo non c’è il catasto, non solo non c’è la sanità (questo direte è l’ovvio) ma non c’è un’anagrafe degna di questo nome per cui qualunque ragionamento legato al contrasto o alla immigrazione clandestina e alla criminalità in Europa/Italia è una chimera/presa per il culo.  Vorrei evirare di assistere a passerelle elettorali intorno al mini pogrom di ieri a Macerata  quando da dieci anni inutilmente imprenditori e istituzioni scientifiche italiane avrebbero potuto, se aiutati dalle nostre autorità preposte e lautamente retribuite, cominciare a mettere un po’ d’ordine su questo tema. Ora rimangono solo le mannaie e le pistole automatiche, in dotazione autorizzata ad un psicopatico nazista. Detenzione autorizzata dalle autorità preposte. Comincerei da li, per Dio.

Oreste Grani/Leo Rugens


DELLA NIGERIA, DELLA SPINTA DEMOGRAFICA E MIGRATORIA, HO LE PROVE LOGICHE CHE NON GLIENE FREGA NIENTE A NESSUNO

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Se io dicessi che, ad esempio, esistono dei rappresentanti, in Italia, del popolo Tuareg e che nessuno li tiene nella opportuna considerazione, mi direste che sono il solito cacciapalle, provocatore, blogger inaffidabile, “senza timbri”, oppure che ho ragione a segnalare questo paradosso? Vediamo se mi sono inventata questa affermazione, gravissima se fosse vera. Ancor più grave sarebbe quella relativa alla macro comunità nigeriana che ha da anni (sia pur con una storia sofferta di legittimità a rappresentare i nigeriani in Diaspora) nessuno contatta per organizzare monitoraggi del fenomeno complesso che riguarda le ondate migratorie in partenza da quel gigante africano. Sono certo di quello che affermo perché, ora lo posso raccontare, tutto l’interesse di questo blog intorno alla questione nigeriana (vedi gli innumerevoli post dedicati alla materia sin dal 25 settembre 2016) dipende dal fatto che sono personalmente in contatto con ambienti della Diaspora nigeriana che mi giurano non essere stati, da anni, contattati da nessuno. Da nessuno degli Esteri, da nessuno dell’Interno, tantomeno da nessuno dei “servizi”.  Se fosse vera questa mia affermazione o i nostri parlano con tutti meno che con quelli con cui parlo io, o sarebbe, questo dell’indifferenza, un paradosso che in qualche modo andrebbe sanato con la massima tempestività e scelte qualitative, dal momento che da tempo, forse anche questo non si sa bene, non ci sono gli ambasciatori della Nigeria, né presso la Santa sede, né, tantomeno, presso lo Stato Italiano.

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Mi chiedo: ma se nessuno parla, sia pur riservatamente, ad un bar, a cena, a pranzo, in un centro commerciale con i rappresentanti in Italia del popolo Tuareg o, tanto meno, con qualcuno della Diaspora nigeriana, per quale motivo vogliamo continuare a far credere che stiamo operando con un qualche tasso di serietà sul tema devastante delle ondate immigratorie? Dico fesserie o questi sono gli indizi che alimentano il complottismo? Perché, se non è un complotto, stiamo parlando di inetti strapagati che non si capisce come passino le giornate. Ho segnalato/denunciato (sin dal 25 settembre 2016) l’esistenza di un Progetto BRISIN, di cui mi risultano essere intestatari/incaricati imprenditori e istituzioni universitarie italiane, che non decolla mai, che nessuno verifica, che nessuno finanzia, di cui il nostro governo sa poco o niente (e di questa condizione di disinformazione ho le prove) che si basa, da anni, sul presupposto della necessità di dare vita ad una anagrafe, come la si dovrebbe intendere e in grado di essere base scientifica dei primissimi riscontri di investigazione e di intelligence, in Nigeria e che nessuno (maggioranza e opposizione politica parlamentare italiana) muove un dito perché questa cosa si realizzi. Lo dico perché sono stanco di averlo saputo dire (e fatto dire), anche in sede istituzionale, senza che ci si muovesse con la dovuta determinazione. La sensazione è che ci sia un teatrino osceno di incompetenti (e qualche mascalzone) che se ne fregano del popolo nigeriano ma che, fregandosene del popolo nigeriano, se ne fottono di tutta l’Africa e, fregandosene di tutta l’Africa, se ne fregano del Mediterraneo e quindi, banalmente, dell’Italia.

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Forse è ora di cacciare le carte, corredate o meno da timbri, e di raccontare questa storia (l’ennesima oscena di questo Paese di ipocriti), di muovere le coscienze e i culi di piombo che, di fatto, nulla fanno nonostante siano stati avvertiti con il dovuto tempismo. Se mi dovete leggere, mandandomi a chiamare in Procura, a difesa dell’onorabilità di quello o di quell’altra, imparate almeno ad attenzionarmi quando vi mando, gratis, delle dritte. Ora dovrò scrivere, come al solito, che io lo avevo detto. Che noia, soprattutto con questo caldo e alla mia età.

Oreste Grani/Leo Rugens che, trattandosi dell’Africa e della Nigeria, spera, per una forma di rispetto ai “leoni e alle leonesse”, che qualcuno si dia una mossa.

DELLA NIGERIA – CUORE STRATEGICO DELL’AFRICA – E DEI NIGERIANI A CHI VERAMENTE INTERESSA?

ABBIAMO BISOGNO DI UNA SICUREZZA CERTA NON DELL’ILLUSIONE DELLA SICUREZZA

MA È MAI POSSIBILE CHE UN TALE PARADOSSO (ACCOGLIAMO DEI NIGERIANI QUANDO IN NIGERIA NON RISULTA ESSERCI L’ANAGRAFE) NON ABBIA RISPOSTA?

NIGERIA, QUESTIONE DEMOGRAFICA, ASSENZA DI UN’ANAGRAFE E L’AUTOREVOLE RIVISTA LE SCIENZE

BOKO HARAM (NIGERIA) MINACCIA DONALD TRUMP (USA): ANCHE LE PULCI HANNO LA TOSSE

NIGERIA: CONTARCI PER CONTARE, IN AFRICA E NEL MONDO

IN NIGERIA BOKO HARAM – ALL’ATTACCO – BRUCIA INTERI VILLAGGI. IO PIÙ CHE DENUNCIARE L’ASSENZA IN QUEL PAESE DI UNA ANAGRAFE NON POSSO FARE

CONTARSI IN NIGERIA PER CONTARE IN AFRICA E NEL MONDO: NON SONO PIÙ IL SOLO A DARE QUESTO CONSIGLIO!

NIGERIA-BRISIN-ANAGRAFE E NON SOLO. AD ESEMPIO ENI, SCARONI, DESCALZI, ETETE, BISIGNANI

LA QUESTIONE DEL CONTARSI IN NIGERIA (PROGETTO BRISIN) COMINCIA A DIVENIRE TEMA FORTEMENTE CONDIVISO IN RETE