Attenti al lupo, all’internazionale nera (che ha rialzato la testa) e ai cretini come Salvini

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Durante la campagna elettorale che vide contrapposti Francesco Rutelli e Gianni Alemanno sono accadute più cose che poi hanno pesato non poco sull’esito dello scontro.

Ho già detto di Francesco Gaetano Caltagirone che per una somma di motivi non da poco decise che il sodalizio che da decenni lo legava a Walter Veltroni prima e a Rutelli dopo, si dovesse sciogliere.

Ho già detto che vicino a una capra come Alemanno lavorasse un personaggio colto e abile come Umberto Croppi e terzo, ma non ultimo, che una signora romana fu oggetto di un episodio di violenza terribile ad opera di un rumeno. Direi che questo terzo fatto fu determinante per far girare il vento. Sulla scia di quella campagna gli alemanniani seppero ingravidare i romani promettendo che, con loro, mai più cose di quel tipo sarebbero successe. Ne sarebbero successe delle altre come Buzzi, Odevaine, Carminati, Mancini, Gramazio, i Casamonica, gli Spada al potere sotto l’occhio vispo di Mario Mori (quello che ora ritrovate a provare a fare lo stesso lavoro consulenziale con UmbertoParisi, candidato del centro destra a guidare la Regione Lazio) responsabile della sicurezza di Roma Capitale, ma non che le donne fossero violentate.

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La verità vera e che le donne hanno continuato ad essere aggredite e violentate a prescindere dalle promesse-bufala di Alemanno-Mori,  ma grazie a quelle cazzarate ben raccontante e sparate, una banda di criminali si è impadronita della Capitale e ancora se ne pagano le conseguenze. Raggi o non raggi di sole. Stiamo attenti quindi a quando si prepara a montare al seguito del caso Macerata-Traini, dove l’arma del giustiziere non solo ha sparato ma, se sono stati fatti circolare dati reali, è stata anche ricaricata. Il Traini non ha ucciso solo per fatalità. Direi di ragionare pertanto anche sulla mafia nigeriana, da chi viene approvvigionata per gli stupefacenti e di come gli consentiamo di prostituire le compatriote.  Direi di farlo mettendo sotto inchiesta  tutti quelli che hanno preso super stipendi per contrastare i mafiosi di quel paese e che non lo hanno fatto. Non sono percorsi per tutti (difficili anzi dal punto di vista investigativo e necessariamente indirizzati a capire chi faccia pippa su materia tanto sofisticata) che si possono lasciare cavalcare da uno, Salvini, leghista da anni, che, a sua volta, sta in mano alle teorie xenofobe di Mario Borghezio, figuro oscuro per il burrascoso passato e i vizi torinesi, con annessi e connessi. Non rimuovete che Casa Pound ha esordito “in piazza” a fianco della Lega in funzione di mazziere e che da quel momento la connotazione nazionalpopolare/socialista della Lega è stata rafforzata, presentandosi gli ex nordisti anche nel Lazio e nel Sud con una finzione che ancora non conosciamo, fino in fondo, che che vedremo nella sua complessità e ruolo destabilizzante solo a voti scrutinati. Soprattutto se dalle urne non uscissero soluzioni. E’ un modello noto a chi ha qualche ricordo di studi fatti. le minoranze dei violenti (ma organizzati) se irrompono nelle piazze, possono  indirizzare il corso degli eventi.

Mi sembra una scena (parlo di Traini) più torbida di come può sembrare in un primo momento. E non rimuovo certo che sia cosa già di per se gravissima. Ma potrebbe essere ancora più grave se si dovesse capire che, nella mente fragile di Traini, è bastato poco per perfezionare la condizione di suggestione necessaria ad accendere la miccia.

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Porto sempre l’esempio dello pseudo anarchico Gianfranco Bertoli che un giorno, a freddo (ma fu utile a qualcuno quella freddezza), rientrando da Israele, dotato di un ordigno militare ad alto potenziale e di facile lancio, tossico dipendente, a suo tempo infiltrato nel PCI per conto dei CC, forse anche sostenuto dal vecchio SIFAR e, successivamente, dal SID di Maletti, decise il gesto da compiere il 17 maggio del 1973, davanti alla Questura di Milano, spedendo all’altro mondo 4 persone, ferendone 52 e mantenendo, con un gesto apparentemente folle,  un clima che diede tempo e modo a qualcuno di decidere assetti e futuro della Repubblica. Tra l’altro, mandando un segnale “a Mariano Rumor” per quello che aveva fatto o non fatto (una forma di forzatura antidemocratica come lo Stato d’Assedio?) dopo la provocazione della Strage di Piazza Fontana. Gli episodi alla Traini/Macerata non sono certo delle “Piazza Fontana/Gianfranco Bertoli” ma dovrebbero essere classificati nello stesso modo e perchè potrebbero, in realtà, pur mutate le condizioni, ottenere lo stesso risultato. Risultato che è generare paura su paura, deprimendo sempre di più lo spirito coraggioso che dovrebbe invece sorgere in ciascuno per non farci spingere verso l’ovvio. L’ovvio è il razzismo e la caccia al capro espiatorio.  L’ovvio, in campana amici lettori, è l’abisso. Che etimologicamente, con l’alfa privativo, vuol dire “senza fondo”. Se mi ricordo quanto a suo tempo studiato.

Italy's Macerata in driveby gun attack

Vediamo di saper guardare oltre la siepe e cerchiamo di non far aumentare la nevrosi xenofoba che può solo favorire gli eversori. Tenete conto che, spero di essere smentito, a Macerata, negli ultimi cinque anni, l’invasione dei neri si è sostanziata in un aumento, tra chi è arrivato e chi se ne è andato, di 5 (cinque!) persone. Una all’anno! Vi piace la fake news che immetto oggi in rete?  Se invece sono 500, 5.000, 50.000 all’anno, sono altri cazzi. Sempre neri.

In ultimo ma non ultimo: fosse questo il vero problema recondito di tanti che odiano il meticciato e la contaminazione culturale?

Oreste Grani/Leo Rugens