Fino a dove si spinge il concorso morale di Paolo Scaroni e dei vertici dell’ENI?

Vediamo se oltre a Bigotti (CONSIP ed altro) ci siamo sbagliati anche su ENI ed altri. Ed era il 22 aprile 2016.

Oreste Grani 6 Febbraio 2018

Leo Rugens

Damilano

Paolo Scaroni (che ormai vive, prudentemente, a Londra), alcune sere addietro, era ospite di Lilli Gruber, nella autorevole trasmissione “Otto e mezzo”. Gli avevano affiancato un farfugliante dirigente al servizio di Francesco Gaetano Caltagirone (che strana scelta!) e il combattivo giornalista Marco Damilano dell’Espresso. Scaroni, dal look very english, è venuto a dirci che l’Eni non è l’Intelligence dell’Italia all’estero nei Paesi dove l’Eni estrae. Cazzata! Contestualmente e in modo confuso quindi, ci è venuto a dire che l’Eni, nei Paesi dove è presente da decenni (Egitto compreso), ne sa più di tutti. Altra cazzata! Avrebbe dovuto dire che ne potrebbe sapere più di tutti se i suoi dipendenti fossero stati reclutati, selezionati e formati anche con queste legittime finalità e non per farsi o i fatti propri o quelli della cricca in quel momento al potere nell’ENI o nel Paese. Intendendo per cricca da Luigi Bisignani a salire o a…

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