Essere affiliato al GOI (vedi Catello Vitiello M5S) non è una garanzia di lealtà alla costituzione repubblicana

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Il 29 dicembre 2017 scrivevo qualcosa a proposito di cavalieri neri o bianchi e affiliazione massonica e chiudevo il post con un “continua”. Oggi continuo quel ragionamento stimolato dall’ennesimo inciampo (il massone Catello Vitiello) dei miei amici cittadini onesti organizzati nel M5S.

Del fatto paradossale che venga indicato (altro inciampo programmato per cercare di offuscare l’immagine dei Cinque Stelle) come un comportamento fraudolento (detto da gente che normalmente ruba allo Stato non che non da tutto quello che liberamente ha deciso di dare) il non aver consegnato, quanto pattuito all’interno del MoVimento, al fondo di garanzia per la PMI, ne parleremo in altro post.  Ribadisco: vi rendete conto che si equipara la libera donazione al furto del denaro pubblico arrivando a confondere Mario Chiesa con chi, per debolezza o per inadeguatezza, non conferisce quanto altri fanno da anni, innescando l’unico esempio virtuoso di sostegno alla piccola impresa che gli altri hanno abbandonato in un buco nero e in mano ai loro amici usurai annidati nelle banche e nella criminalità? Quanto ascolto e vedo avrebbe necessità di soluzioni drastiche nei confronti dei mestatori costruttori a tavolino di questi grandi ammischiamenti in cui, se non si ha una squadra addestrata a ipotizzare con il doveroso anticipo e parare i colpi, si cade anche con frasi del tipo “cacceremo le mele marce”. Che raccontano la pulizia d’animo di Luigi Di Maio ma che è persona certamente circondato da dilettanti della comunicazione. E non solo di quella. Torniamo alla massoneria

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Il Grande Oriente d’Italia (GOI), a suo tempo ambiente latomistico dove crebbe e si strutturò la loggia Propaganda 2 (P2), è, senza dubbio alcuno, un luogo presieduto da cavalieri neri e frequentato quasi esclusivamente da affiliati che sanno bene quanto neri siano i vertici di quella consorteria. Anzi, quasi sempre, ci si fanno affiliare e frequentano l’ambiente, in funzione del buio che lo caratterizza. Ho usato termini come “quasi sempre” perché in linea di principio non si può escludere che qualcuno fra i 16/17 mila paramassoni che hanno giurato fedeltà a gente come Stefano Bisi lo faccia convinto di avere a che fare con spiriti candidi. Ma – ripeto – questa ingenuità e inadeguatezza culturale è di alcuni polli da spennare o poco più. In un MoVimento, fondato da Giuseppe Grillo da Genova, mazziniano a sua insaputa, come quello in cui ho sentito affermare più volte che “nessuno deve rimanere indietro” (una delle finalità valoriali della massoneria), “cavalieri bianchi” potrebbero essere accolti senza generare scandalo, ma se uno, viceversa, è stato massone (o si è ritenuto tale) affiliandosi (si giura con ritualità che non lasciano dubbi) al GOI, non ci siamo proprio.

Nessun adulto e vaccinato (tranne – lo ripeto – rarissime eccezioni) può credere che il giornalista di Siena, Stefano Bisi, amico e referente, per anni, di Davide Rossi, eletto gran maestro con i voti determinanti delle logge calabresi, erede del ravennate Gustavo Raffi, a sua volta, per anni, al vertice GOI, avvocato al servizio del MPS e di Giuseppe Mussari in particolare, possa essere un cavaliere in guanti bianchi e grembiule candido.

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Stefano Bisi

E se fosse tanto fesso da credere agli asini che volano perché mai dovrebbe divenire un parlamentare della nuova Repubblica che sogniamo e che gli italiani si meritano?

In più, tanto per fare un esempio, il GOI è da sempre noto (tanto che ambienti massonici internazionali a scandalo scoppiato li hanno sfiduciati e non credo che il Goi, anche per la massoneria che conta, conti nulla) per essere stato la culla della loggia Propaganda prima (è quella in cui, vanamente, Dino Segre/Pitigrilli, spia dell’OVRA, scrivendo al Gran Maestro dell’epoca Alessandro Tedeschi chiede l’onore di essere iniziato alla massoneria italiana Loggia Propaganda, appunto) e quella successiva, detta Propaganda 2 (di cui sapete, come spero, quasi tutto), non potendo mai le logge avere lo stesso nome di altre.

Quindi, se volete, rileggete il post scritto in tempi non sospetti. Ma, se ha un senso che dica la mia, l’avvocato Catello Vitiello non era opportuno che arrivasse a creare imbarazzo al vertice del MoVimento con questa candidatura. Del come si riesca sistematicamente ad eludere ogni legittimo controllo nel M5S è un’altro problema. Gravissima inadeguatezza, ma è un altro problema. Non cosa da poco, ma ormai questione da porre “dopo” il 5 marzo per evitare ulteriore confusione sotto il sole. Confusione che non favorisce certo un risultato, a mani basse, che, viceversa, il M5S si sarebbe meritato e che avrebbe potuto raggiungere solo se non avesse presunto di non aver bisogno di professionalità altre da quelle di cui evidentemente si è fidata.

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Gustavo Raffi

Aggiungo: se dei “cavalieri bianchi” (leggo, ad esempio, di vicinanze tra il massone democratico Giole Magaldi – cavaliere bianco certamente – e alcuni esponenti del M5S) avessero voluto, con mente e cuore puro, dare una mano al MoVimento e ai suoi valori di riferimento, erano liberi di farlo ma senza avere ambizioni di alcun protagonismo o assunzione di cariche pubbliche .

Lo potevano e lo potranno fare da liberi cittadini, certamente avversari di quei “cavalieri neri” di cui mi sono permesso di denunciare l’esistenza nel post del 29 dicembre u.s. In tempo per non fare figure barbine. Ma come spesso dico saper intellegere non è cosa non per tutti.

Chiunque può aiutare (ci mancherebbe pure) ma basta farlo con trasparenza e senza fini personali di nessun tipo. Fini personali e piccole ambizioni facili da individuare e su cui era opportuno, dopo il conferimento avvenuto il 24/25 febbraio 2013, di vigilare con maggiore attenzione e professionalità non essendo questione di esclusiva pertinenza di alcuni cittadini, temporaneamente (questi erano gli accordi con il popolo sovrano) prestati alla politica. Spesso, come detto, dilettanti nel campo della lettura tra le righe, materia in cui non ci si improvvisa. Di questo aspetto, molto delicato e strategico, bisognerà parlare il 5 marzo del 2018, a scrutinio ultimato.  Da parte mia, lo dico sin da ora, forte solo del mio voto e di quanto, in umiltà e spirito di servizio, ho scritto (e forse anche fatto) in sei lunghi anni in questo pubblico blog, mi preparo a chiedere chiarimenti non potendo accettare che alcuni ritengano la speranza di democrazia e libertà di propria esclusiva competenza.

Oreste Grani/Leo Rugens


SCUSANDOMI PER LA SEMPLIFICAZIONE: IN MASSONERIA ESISTONO I CAVALIERI NERI E QUELLI BIANCHI. PUNTO

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L’11 maggio 2017, Massimo Cacciari, filosofo e anche politico in un tempo andato, giustamente, da storico e pensatore complesso quale  è, affermava, in una trasmissione TV a cui era stato invitato da Lilli Gruber, in presenza di un conoscitore della materia quale Ferruccio De Bortoli, “che c’è sempre stata una massoneria illuministica, votata all’uguaglianza, alla fratellanza e alla libertà, ed una occulta, reazionaria, complottista, antidemocratica, affaristica”. Affermava inoltre che è un grave errore rimuovere questa verità storica soprattutto in assenza di forze politiche selezionate e formate per gestire la cosa pubblica. In assenza di politici di valore e di amministratori capaci, Cacciari, con onestà intellettuale, ha affermato quella sera, che esistono, in loro vece, forze che manovrano in modo occulto anche le nostre vite. Appassionandosi, come è solito e giusto fare, invitava inoltre a smetterla di rimuovere l’esistenza di questi poteri forti e, soprattutto, del fenomeno ipercomplesso rappresentato dallo scontro fra queste due principali massonerie.

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Sulla scia di quanto affermato da Cacciari provo, utilizzando soprattutto la sua autorevolezza, a ribadire che in effetti, sull’intero Pianeta, si sta svolgendo, da secoli, con alterne vicende, un complesso torneo che vede impegnati, per semplificare, “cavalieri neri” ed altri che definirò “bianchi”. I cavalieri neri sono incarnati ciclicamente da massoni sostenuti da una ideologia manipolatrice che vedeva (e vede), nella globalizzazione, una condizione ottimale per farsi élite e, con prassi autoritarie, antidemocratiche, perfino sanguinarie, dominare il resto dell’Umanità, senza escludere da questa forma parossisistica di desiderio di dominio, le forme, animate o apparentemente inanimate, in cui si manifesta Madre Natura. Basterebbe guardare i diversi approcci per quanto riguarda il clima e le risorse e si capirebbe chi si ha davanti tra i potenti della Terra. Questi cavalieri neri si sentono degli “illuminati” (a questa autovalutazione e autoattribuzione pervengono iniziati – a loro volta – da massoni reazionari e neoaristocratici che, nei secoli, perpetuano questa condizione mentale di semi dei, attraverso ritualità suggestive e opportunamente segrete) che nulla hanno a che vedere con l’Ordine dei cosiddetti “Illuminati di Baviera” fondato nel 1776 da Johann Adam Weishaupt (…) alla cui prassi latomistica gli attuali “ammischiatori/manipolatori”, attivi nel settore della paccottiglia ed altro, potrebbero fare riferimento per suggestionare i polli di turno.

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L’unica luce illuminante che si accenderà nelle testoline di questi pollastri è quella rossa del proprio conto in banca quando si dovessero accorgere che gli “illuminanti” li stanno mettendo in mezzo finanziariamente, attratti dalle posizioni di prestigio che i polli ricoprono o per i patrimoni familiari che hanno ereditato. Quando solitamente uno si accorge che è “messo in mezzo”, è troppo tardi anche perché spesso in questi ambienti si pratica il ricatto e la violenza psicologica. Cenacoli di affaristi quindi, che più pericolosi per sé e per gli altri non potrebbero essere. Queste pseudo logge, questi circoli paramassonici (uno è, ad esempio, The Group of Thirty di cui si sente parlare per gli incontri con Mario Draghi e di cui il M5S comincia a chiedere conto), sono anticamera di luoghi organizzativi dove si pratica il compromesso con qualunque tipo di criminalità assicuri flussi di denaro e, perfino manovalanza assassina. A meno che non crediate al suicidio di Roberto Calvi o, più recentemente, quello di Davide Rossi. E ho scelto due nomi tra i tanti possibili. Questi cavalieri neri non vanno considerati quindi solo come “cantanti da operetta” ma gente da tragedia, pronta a tutto. Nei luoghi internazionali comunemente definiti Ur-Lodges questi psicotici imbevuti di cultura esoterica degenerata in rituali magici nerissimi, sono pronti a scatenare ciclicamente guerre, a generare carestie, a fomentare sommovimenti sociali e geopolitici forieri di dolorose sofferenze per milioni di altri esseri umani.

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Tutti fenomeni o avvenimenti storici che vedete ciclicamente avvenire e che potrebbero essere, quando fossero anche insorgenti per motivi naturali, affrontati, viceversa, con ben altre modalità e finalità.  Questa delle ben altre modalità e per altri fini è quello che rimane del campo  avverso “bianco” e animato dalle risorse intellettuali residue. Questi “cavalieri bianchi”, a loro volta senza guide forti e apprezzate universalmente (i “neri” tendono ad uccidere i possibili maestri di vita e leader che emergono all’orizzonte in campo bianco) arrancano in tutto il Mondo contemporaneo. L’informazione che alcuni hanno ritenuto si potesse diffondere grazie alla Rete delle Reti che tutti conoscete come Internet, capace di fare luce su questi intendimenti pervertenti gli ideali originari della massoneria, è sistematicamente contrastata dagli asserviti al potere economico e quindi in massima parte ai vertici dei Cavalieri neri.  Le campagne che sistematicamente si diffondono per generare dubbi sulla credibilità di alcune informazioni (queste benedette fake news di cui ogni minuto secondo si parla perché nulla sia credibile e l’apatia e i disgusto si diffondano a garantire che tutto si apparentemente in luce e apparentemente in ombra in modo da generare alla fine un’atmosfera tenebrosa anziché luminosa) rendono quasi impossibile il contrasto ai demolitori della cultura di solidarietà fraterna e di condivisione affettiva che si ritiene fosse alla base della fratellanza massonica. Come può apparire la squadra, con la sua valenza simbolica di uso della razionalità triangolare rispetto al mondo binario o perfino quadrato che oggi sembra dominare (il bilancio che non quadra) in ciò che uno come Mario Draghi genera con le sue Banche Centrali? E uno come Mariano Rajoy che cosa ha a che vedere con l’anelito di libertà “res-pubblicana” che si vive a Barcellona?

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E un vecchio cattivo (che non si decide a morire) come Henry Kissinger cosa può avere a che fare con il compasso che in quanto strumento capace di disegnare cerchi, più o meno ampi e concentrici e quindi sfere, si intreccia con la razionalità della squadra e, grazie a questo uso appreso degli strumenti, si possa metaforicamente prima e fattivamente dopo, con sapienza, equilibrio, proporzioni, disegnare e perseguire l’equità sociale, la giustizia tra gli uomini, la convivenza civile e la Pace quindi come finalità ultima? Henry Kissinger è formalmente un massone come lo è Giorgio Napolitano, ma entrambi, da quando sono stati iniziati, operano esclusivamente per il male guidando (come nel caso di Kissinger) o reggendo loro la coda (come nel caso di Napolitano) i Cavalieri neri impegnati nei loro perversi disegni. Uno permettendosi il lusso di scatenare le guerre, l’altro, banalmente, servendolo in loco. In Italietta pertanto.

Continua.

Oreste Grani/Leo Rugens