Riusciremo a vincere il 4 marzo 2018?

main_numeri

Comincio ad impegnarmi nelle previsioni elettorali pur mancando ancora 19 giorni a quando ci si potrà esprimere nel seggio. Anche astenendosi o votando scheda bianca/annullandola. Il primo dato che vi suggerisco di tenere a mente che terzo non è dato. Quando arriverà il giorno, non si potrà più statisticamente essere indecisi. Ad oggi viceversa quel 12/13% è l’elemento che rende veramente difficile la previsione. I sondaggisti ritengo, da profano, si muovano tenendo sotto controllo alcune ipotesi primarie: astenersi, votare per un partito/movimento, lasciare nell’urna la scheda bianca/annullata con improperi e una condizione che chiameremo indecisi. Le opportunità più la condizione mentale attuale di alcuni (l’indecisione) rendono difficile la previsione. Il 4 marzo  rimarranno solo tre realmente praticabili: ci si potrà astenere, votare scheda bianca/scarabocchiare, scegliere. Si azzereranno gli indecisi. Oggi i cittadini che sarebbero propensi ad esprimersi con la scheda bianca li possiamo valutare intorno al 3% degli aventi diritto al voto. I candidarsi ad astenersi  sono circa il 32%. Gli indecisi potrebbero essere il 15%. Scelgo queste proporzioni per farmi quadrare il dato che mi gira in testa (in realtà sono molto più scientifico di come mi descrivo ma questa del farmi un po’ cazzafrullone è la mia perversione) del 50% che potrebbe non votare per il M5S, il PD, Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, UDC, + Europa, Liberi e Uguali, Casa Pound e altri. Degli indecisi (in numeri assoluti almeno 7.500.000 aventi diritto al voto) ad oggi, fatto cento il loro teorico 15%, per far vincere chi vorrei, è necessario che almeno il 28% vada al M5S, cioè 2.100.000 voti. 

logo-m5s

Ad oggi, se i sondaggisti non si sbagliano (io, ovviamente, ho mediato, a modo mio, i loro sforzi) il M5S dovrebbe muoversi intorno al 27% ma del 64% dei voti che verranno realmente espressi, cioè 32 milioni di italiani aventi diritto al voto. Faccio tutto con approssimazione perché siamo a troppi giorni di distanza dal 4 marzo. Nei prossimi post mi raffinerò.  Sarebbero quindi 32 milioni gli italiani che usciranno di casa per andare a votare. Tenete presente che in Lombardia e nel Lazio si vota anche per le Regionali e questo, alla fine, farà diminuire gli astenuti che viceversa sarebbero stati più del 36% che in questo momento si ipotizzano. La partita quindi si gioca su come, negli ultimi due/tre giorni, gli indecisi e quelli che ad oggi si vogliono astenere e quelli della scheda bianca si faranno o meno convincere. Pesando gli zoccoli duri di ciascuna realtà strutturata ad oggi, Forza Italia è vicina a ricevere 5.120.000 voti; la Lega 4.480.000; Fratelli d’Italia 1.472.000; Udc e quarte gambe 640.000. I quattro segmenti sommati potrebbero ricevere il consenso di 11.712.000 italiani. Sembra incredibile ma è vero! La legge che quei bravi ragazzi del M5S hanno fatto passare senza lottare (per battere la legge truffa del 1953 gli italiani, in nome della democrazia e della libertà, in molti, senza paura, scesero in piazza) farà vincere il centro destra, senza se e senza ma.  A questa mattina.  Lo zoccolo duro del MoVimento, per una serie di motivi che non esamino oggi, si aggira – oscillando – intorno a 7.500.000/8.960.000 consensi. Cifra quindi lontana da 11.712.000 essendo il delta tra il raggruppamento di “centro destra” che la legge consente e il M5S, posizionato tra 4.200.000 e 2.752.000 voti! Come vedete, se uno non sa “come” andarsi a prendere questi 4.200.000/2.752.000 voti mancanti, l’impresa si fa difficile. Aggiungo, per fare ancora più confusione, che in palio, in teoria, ci sono 18.000.0000 milioni di voti ancora in libertà. Per pareggiare le elezioni o perdere di poco, ci vuole che almeno il 15% di quei 18 milioni si sposti a favore del MoVimento. In realtà i numeri sono altri perché in gioco ci sono solo 6/7 milioni di voti. Vuol dire che per vincere bisogna conquistare, in solo 19 giorni, il 50% dei voti ancora attribuibili, sotto forma di sondaggi (attenti che con Berlusconi scatenato a farne fare sentendosi all’ultima spiaggia, i dati hanno una loro credibilità) agli indecisi, alle bianche, a chi si vuole astenere. Intendendo quelli che fra queste tre posizioni sono pronti a cambiare idea.

numeri_primi

Ricordandovi quello che vi ho detto inizialmente: si potrà votare scheda bianca o non andare a votare o votare per uno dei partiti in lizza perché alla fine gli indecisi non saranno classificabili come tali in quanto si azzerano. Cominciate a capire quanto è difficile seguire i flussi con l’avvicinarsi dell’evento? Con oggi non sto minimamente facendo previsioni. Mi limito a buttare sul tavolo alcuni dei numeri che viceversa tra due settimane metterò dentro il mio frullatore personale e cercherò di onorare la mia fama che mi ha visto sbagliare la previsione, in tanti anni, solo una volta quando, lo dico a mia giustificazione, si trattava delle elezioni comunali di Siena del 2011 dove la lista che avevo scelto di sostenere arrivò terza (17,7%) battuta da un’alleanza Verdini-Berlusconi-PD che mi ricorda molto, per trucchi e barbatrucchi quanto è in campo oggi. Per ora, dicevo, numeri in ordine sparso ma l’aver accettato di giocare a dadi truccati con dei bari provetti non promette nulla di buono. Sperando di sbagliarmi per la seconda volta nella vita e questa volta avverrebbe con mia piena soddisfazione.

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.

Altro è quanto si sente circolare come ipotesi al Sud: 35 per cento dei voti espressi potrebbero andare a favore del M5S. Ma al Sud ci sono meno votanti che nel resto d’Italia, sia come residenti/aventi diritto al voto che come voti che saranno espressi.

Andiamo avanti.