Siena – per Padoan/Draghi – collegio blindato o trappolone diabolico?

Corrado Forlin, Splendore simultaneo del Palio di Siena, 1937

Il 19 dicembre 2012 (mi leggevano, in un mese, quanti oggi accedono al blog in meno di un giorno) Leo Rugens lasciava scritto in rete: “A Siena sanno che per il massone il progresso esiste soltanto quando è associato all’etica?“. Nomi e numeri citati nel post (Stefano Bisi, Vincenzo De Bustis, 110 logge, 3000 massoni e oggi aggiungo su circa 45.000 aventi diritto al voto cioè un massone affiliato ogni 15 cittadini chiamati al voto) a quella lontanissima data andrebbero ricordati e fatti oggetto di una riflessione soprattutto alla luce della significativa candidatura del PD, proprio in quel collegio, nella persona di Gian  Carlo Padoan. Collegio blindato o trappolone diabolico per l’ex ministro massone, amico fraterno e fidato di Mario Draghi?

Dal risultato elettorale (quanti voti prenderà la marionetta Padoan) che emergerà dal segreto delle urne, capiremo come stiamo realmente messi proprio con la figura dell’androide padrone dell’Euro e capo, per ora, della BCE. Per ora, perché come si è visto nei casi  Willem F. Duijeberg  (morto in un misterioso incidente) e Illmars Rimsevics (arrestato alcune ore addietro dagli agenti del KNAB dopo otto ore di interrogatorio senza neanche, come si sul dire, andare al cesso) non sempre la vita dei proprietari/signori delle monete scorre tranquilla.

Oreste Grani/Leo Rugens


A SIENA SANNO CHE PER IL MASSONE “IL PROGRESSO ESISTE SOLTANTO QUANDO È ASSOCIATO ALL’ETICA”?

Scrivono i massoni (e non da oggi) sulle loro pubblicazioni ufficiali: “Il massone sa che il progresso esiste soltanto quando è associato all’etica; la crescita infinita in un mondo finito è un’assurdità tremenda”.

Mi è capitato di leggere proprio su una rivista ufficiale di una delle confessioni massoniche: “Ho letto le considerazioni finali del Governatore della Banca d’Ialia all’Assemblea Ordinaria del 31 maggio 2010: condivisione, equità e solidarietà le sue parole chiave. Mi piace! Mi ricorda qualcosa che diciamo spesso”.

Leggo inoltre sulla stessa rivista “che l’accesso alla conoscenza fa dell’iniziato un servitore dell’umanità, e non te la puoi cavare tanto facilmente. E perché l’economia doveva essere al servizio dell’uomo, e l’uomo, invece, è diventato lo schiavo dell’economia”.

Ora, poiché ricorro spesso alle parole e alle inchieste di Alberto Statera, per evitare di incappare nelle sue ire, lo cito sempre con precisione, non come fece Curzio Maltese che si prese una querela; leggete di seguito:

Gentile Signor

Dott. Curzio Maltese

Roma
Giangiacomo Feltrinelli

Editore s.p.a.

….

Oggetto: prossima pubblicazione de “I padroni delle città”.

Scrivo in nome, per conto e nell’interesse del signor Alberto Statera, da cui ho ricevuto incarico in merito alla questione indicata in oggetto.

Alberto Statera ha appreso con enorme stupore della prossima pubblicazione di un libro il cui autore è il dottor Maltese dal titolo “I padroni delle città”. In questo volume, infatti, sarebbero pubblicati, in tutto, in parte o per estratto, alcuni articoli comparsi a firma Alberto Statera sul quotidiano “La Repubblica”. Detti articoli sono parte di una inchiesta, parte a firma Statera e parte a firma Maltese, comparsa nei mesi scorsi. (vedi link)

Detto ciò, come apprenderete da alcuni brani tratti da articoli di Statera che pubblico di seguito, pare che a Siena vi sia la più alta concentrazione di massoni, che in Toscana dovrebbero essere 3.000 suddivisi in 110 logge.

Leggete le parole che riporto di Alberto Statera:

Chi c’è ancora tra i vostri? – chiede Pinotti al Sovrano Grande Illuminato [Giuliano Di Bernardo]. Lui, dopo un po’ di resistenza, lascia capire che vicino agli Illuminati c’è il banchiere Vincenzo De Bustis, oggi Deutsche Bank, l’uomo, considerato amico di Massimo D’Alema, che portò al Monte dei Paschi di Siena per un prezzo considerato allora esorbitante la Banca del Salento. […] Stefano Ricucci, furbetto del quartierino, quando i magistrati gli chiesero qualcosa sui furbetti del grembiulino […] sbottava: «Da quando ero piccolo così, lo sa tutta Italia che la massoneria… De Bustis, Caltagirone, Nattino sono tutti la massoneria» (La Repubblica 27.11.07).

«Un groviglio armonioso». Così, con immagine vagamente esoterica come gli compete, Stefano Bisi, presidente del Collegio dei Venerabili della Toscana – 110 Logge e 3 mila massoni del Grande Oriente d’ Italia – definisce Siena (vedi La Repubblica, 8.4.11)

Ebbene, posso affermare con sicurezza, io che ho conosciuto Randolfo Pacciardi, che questa volta il grande giornalista si sbaglia: a Siena di massoni non ne ho incontrato uno nei mesi della campagna elettorale del 2011. Di millantatori, tantissimi.

Oreste Grani

Immagine tratta da una mostra di materiali della Gran Loggia Massonica del Massachusett


DELITTI ECCELLENTI OVVERO QUANDO IL PRIMO PRESIDENTE DELLA BCE (WILLEM F. DUISENBERG) CI RIMISE LE PENNE

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Proverò a lasciare nella rete qualche elemento di riflessione sull’ectoplasma denominato “Europa” nel momento in cui tutta l’attenzione è (giustamente e doverosamente) attratta dalla soluzione della questione greca. Come ci hanno insegnato a fare  ci trasferiamo nei cerchi concentrici più ampi e da lì proviamo ad osservare quanto accade, in questi giorni, intorno alla questione “euro non euro” e “quale Europa”.

Tra i pochi (in realtà, passo dopo passo, il blog è arrivato a 300.813 accessi che a noi, per ora, bastano) di voi che avessero letto il post “Valentina Nappi è perentoria: “So io perché Amato, Finocchiaro, Prodi non devono prendere il posto che fu di Sandro Pertini. Tantomeno Gian Carlo Padoan” in cui facemmo cenno al libro “L’insostenibile pesantezza dell’Euro“, Sperling&Kupfer Editori, Milano 1999, speriamo che qualcuno ricordi che quello citato è un divertente, anche se amarissimo, racconto ideato e scritto da Antonello Zunino, all’epoca noto analista finanziario …in cui lo stesso prefigurava, raccontandole prudentemente come contenuto di un sogno, quali sarebbero state le strade segretissime che avrebbero preso i politici, ma soprattutto i banchieri e gli economisti che avevano voluto a tutti i costi creare la moneta unica europea, per sfuggire alle ire e alle vendette dei popoli (o di quello che ne fosse rimasto) al momento del crac dell’euro.

Antonello Zunino

Spesso la prefigurazione letteraria ci azzecca e quanto ideato a suo tempo (15 anni fa!) da Zunino potrebbe essere dietro la tenda tenendo conto che la prudenza dell’autore nel creare una finzione onirica si basava sul fatto che intorno a questioni di questa natura, da anni, si dice che giri la signora Morte con tanto di Falce al seguito.

Wim_Duisenberg

Mi riferisco, ad esempio, alla dipartita, dieci anni addietro, del primo presidente della Bce (Banca centrale europea) Willem F. Duisenberg, su cui, chi fosse in grado e ne avesse interesse, potrebbe effettuare una ricerca  (fino a farne una tesi di laurea alla Luiss romana o alla Bocconi milanese ?) sul misterioso incidente (fu trovato morto in piscina) che tolse di mezzo, nel 2005, l’ex direttore della Banca d’Olanda e, successivamente, presidente Bce. Il Draghi di oggi, per capirsi. Tesi di laurea o spunto per fiction televisiva? Avete chiaro il modello “Chi lo ha visto?” quando si cercano persone scomparse o le soluzioni di vecchi delitti irrisolti?

Su questa fine improvvisa, non ci fu di fatto nessuna inchiesta: quello che si trova nelle fonti aperte intorno a queste morti (plurale perché non è la sola!) è il silenzio assoluto e nessuno che si ponga intelligentemente il minimo dubbio. Se un giorno si scoprisse che di “delitti” si trattava, avreste tutti chiaro quale capacità di cancellare qualsiasi traccia, a caldo o a freddo, alcuni ambienti abbiano impedendo che quasi se ne diffonda la notizia quando il fatto accade e cominciando, subito dopo, a cancellarne il ricordo. Queste capacità di rimozione si riscontrano solo quando si tratta di delitti eccellentissimi per cui la rete delle complicità che si attiva è assoluta.

Usciamo dal giallo e dal nero.

L'insostenibile pesantezza dell'euro

La loro Europa quindi è uno strano posto “progettato” perché vi si ragioni solo di finanza, di tasse e di tassi. E se qualcuno non si allinea, lo tolgono di mezzo. La loro Europa è uno strano posto orfano di una bandiera che abbia un qualsiasi significato simbolico, senza un inno cantabile, senza un esercito unificato, senza una lingua. Ci hanno tolto anche Giochi senza frontiere che alcuni di voi ricorderanno.

Al silenzio che incombe sul terreno dei delitti eccellenti a cui ho fatto cenno, fa eccezione l’antropologa Ida Magli che ritiene non solo che queste morti siano ascrivibili ad un Progetto ma che esista una “struttura settaria” che non conosce sentimenti e che  non solo ha ordito il progetto ma non tollera imprevisti. Non un complotto secondo Ida Magli che è cosa eventualmente per sudditi che volessero ribellarsi ma una dittatura di una elite che si autoproclamata in quel ruolo/funzione e che ha in mano tutti gli strumenti per fare quello che vuole, media e soprattutto tonnellate di denaro che viene spillato ai sudditi/contribuenti. Re, regine e despoti capaci di far emanare leggi che applicate perpetuano questa subalternità. Quando non dovesse funzionare tutto a modo oltre la “paura” ci può essere anche l’uso sistematico dalla violenza. Nessun complotto quindi perché non sono loro che devono agire in segreto. In segreto hanno deciso anni addietro cosa fare di noi. Adesso fanno tutto alla luce del Sole spacciando questa modalità coercitive per democrazia. per quello alla fine la musata l’hanno presa dal piccolo povero popolo greco che la democrazia l’ha inventata e poi allevata.   

Soprattutto la struttura settaria che si ipotizza esistere, non sopporta che i suoi adepti pensino. Anzi, se si scopre che pensano, in quanto pensanti sono inadatti e vanno quindi eliminati. Che questi signori (i tecnocrati e i dirigenti bancari), nella stragrande maggioranza, non pensino e sappiano solo obbedire, è garantito dall’assenza assoluta di una qualunque impronta sulla loro faccia perché il pensiero, come tutti sanno, anche se si è allenati a non far trapelare i propri pensieri e sentimenti, modella giorno dopo giorno, anno dopo anno, “gestalticamente” ogni piega del volto. Se, viceversa, li guardate bene questi amici dell’euro e di questa fintissima Europa, sono senza mimica facciale e ripetono, fossero degli androidi, sempre le stesse cose. Fino a piegarvi perché – giustamente e drammaticamente – siete impegnati/obbligati a fare altre mille cose se non volete, di fatto, morire di fame. Sì, è proprio come dice Alexis Tsipras: hanno fatto e vorrebbero continuare a fare dei macabri esperimenti con il popolo greco, dove macabro è il termine più vicino alla realtà. Troppo spesso, in questo blog, “ci abbiamo preso”.  Perché qualcuno di voi, avvicinandosi il decennale, non trova il tempo e la voglia di andare a vedere cosa accadde il 31 luglio 2005 quando Willem F. Duisenberg ci rimise le penne?

Oreste Grani/Leo Rugens

Tzipras quella maggioranza di greci coraggiosi e tanto appassionati della libertà che lo hanno appoggiato, certamente hanno il merito di obbligare molti di noi a farci non poche domande intorno a questa cosa, l’Unione europea che appare sempre più un luogo misterioso opera


MARIO DRAGHI, OVVERO COME CAPIRE CHI ESSO SIA E A QUALE DISEGNO DI POTERE APPARTENGA

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Una cosa giusta il torrentizio Matteo Renzi ha detto in difesa della sua ex-preferita Maria Elena Boschi e mi riferisco a cosa ci possa essere dietro a questo non coraggio di affrontare il problema complessivo delle banche italiane, non limitandosi alla vicenda Banca Etruria. Renzi è cresciuto nella Toscana massonica, lui non massone, suo padre non massone, certamente amici entrambi di massoni. Renzi, ad onor del vero, quando ha pensato che fosse arrivato il suo turno, ha “bussato”, in Italia e negli USA, ma nessuno ha aperto. Può sembrare incredibile ma anche per Berlusconi era successa una cosa simile, tanto che lo zanza cazzafrullone si era dovuto organizzare in autarchia, in accordo con altri ambienti a lui più consoni e con meno tradizione culturale. Dopo il fallimento della P2 (di cui Berlusconi era consapevole affiliato da molti anni prima che scoppiasse lo scandalo), Silvio Nazionale si era dovuto accontentare di una sua loggia (Del Drago) e a frequentazioni di massoni affiliati a logge sorte nell’est europeo. Renzi e Berlusconi accumunati dallo stesso destino massonico di bussanti rifiutati. E rancorosi. Ecco perché ora Renzi chiede chiarezza su Banca d’Italia che sa essere una dependance delle ur-lodges frequentate e “sostenute” da quello che invece è un “gran maestro” rispettato e temuto: Mario Draghi.

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Draghi, come ci siamo permessi di postare mai smentiti il 30 novembre 2014, rimasto orfano di entrambi i genitori quando era quindicenne, fu avviato a diventare ciò che è, da persone di grande potere (e cultura) che, avvenuta la disgrazia, gli si erano affezionate, conoscendolo e apprezzandolo, qualche anno dopo, all’Università di Roma, tramite Federico Caffè che era docente di Draghi. Draghi era un ragazzo intelligente che accettò subito la logica della fratellanza e della grande famiglia. Due nobel si mettono a spingere Super Mario da dietro e lo mandano a finire la formazione al MIT. Certo siamo di fronte ad una storia veramente misteriosa se si pensa che il “padrone/custode” dell’Euro, si è formato impregnandosi di visione professionale ebraico-statunitense, dopo essere stato impostato dai gesuiti qui in Italia e aver discusso una tesi di laurea con Federico Caffè, dove il testo, che alcuni ricordano di aver letto, era, in molti passaggi, fortemente critico nei confronti di una moneta unica europea.

Mi raccomando che non scrivo queste cose per gareggiare nella disciplina di moda oggi, cioè per disinformare ma per non sottovalutare che la formazione è la formazione e che i maestri sono i maestri. E che in un personaggio che si può classificare fra i primi 8/9 più potenti del mondo eviterei di prendere per oro colato quel che si vede e mi sforzerei di provare ad estrarre dalla sua storia e dai suoi comportamenti una eventuale altra verità che non si dovesse cogliere da un esame superficiale. Ad esempio, dal momento che è vivo, io andrei a chiedere, se fossi un giornalista o un politico con importanti responsabilità anche in tema di sicurezza internazionale, ad uno come Cirino Pomicino cosa pensava ai bei tempi dell’IRI e cosa pensi oggi di Mario Draghi. Sono ore difficili per l’Umanità  e chi pretende di giocare al gioco della politica e della convivenza tra i popoli deve fare un grandissimo sforzo per capire chi sono i protagonisti delle vicende e cosa, eventualmente, arrivino a pensare nel segreto della loro mente e del loro cuore quelli che giocano a Risiko.

Giustamente vi potrebbe sfuggire chi siano stati Franco Modigliani e Robert Solow per cui vi allego due brevi biografie.

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Chi fosse Federico Caffè, viceversa, lo trovate, in parte, nella scheda che a suo tempo avevo già pubblicato. Torno alla narcisistica segnalazione: chi sia Mario Draghi, che ricordiamo ragazzo ai Parioli e schivo all’Università durante i primi anni del ’68 (Draghi è del 1947 e nel 1968 aveva 21anni), caratterizzato da quella particolare deambulazione, un po’ sulle punte, sempre con il baricentro spostato in avanti, lo abbiamo già detto più volte in questo marginale ed ininfluente luogo telematico. Oggi lo ribadiamo, aggiungendo che abbiamo da sempre l’idea, coincidente con quella di Cirino Pomicino, che Draghi sia poco “italiano”. Sperando che Pomicino non abbia cambiato idea. Aggiungo oggi, in prima mondiale, che potrebbe, paradossalmente, essere anche poco “europeo”. O, meglio, vista la formazione forgiante, una personalità doppia, ma sostanzialmente/completamente al servizio del disegno statunitense consistente in un mondo senza Europa degli Europei, terra esclusivamente lasciata a ragionare di utilità di cambi intorno all’unica cosa alla fine cresciuta da queste parti che è la finanza, gli indebitamenti, le tasse, l’inflazione. La verità è che Draghi (un uomo tanto potente non deve tenere in nessuna considerazione questa mia ipotetica fake news dedicata a lui) è stato messo, dalla massoneria americana che lo ha protetto e spinto, a capo dell’Europa perché così, al di là del gioco delle parti, nella stanza dei bottoni, si decidessero vita, morte e miracoli di tutti voi europei. Non possiamo diventare nulla, stretti tra re, regine e massoni filoamericani. E non siamo diventati nulla. Oggi vi raggiunge la notizia che su 8.800 ricercatori di valore che abbiamo inItalia ne consolideremo solo 200. Draghi che non è, per sangue, un re, è però un massone “americano”. E come massone americano, per ordini di loggia, non ha nessun interesse a che esista una qualunque forma di bioinformatica italiana. Tanto per fare un esempio. E quella che eventualmente dovesse svilupparsi deve stare sotto schiaffo dei burattinai. E non chiamate complottismo questa chiave interpretativa o metto mano alla fondina.  Per niente italiano e, per tanto, certamente non europeo, Draghi, fedelmente agli intendimenti dei suoi fratelli, ha prima disarmato l’Italia concorrendo a privarla di ogni luogo d’eccellenza produttiva (le privatizzazioni, attuate dal 1991 al 2001 e che nelle frattaglie perdurano) poi, piazzato in sfera internazionale, ha concorso a smantellare il tessuto connettivo assistenziale culturale microeconomico europeo.  Immaginate se uno come Renzi poteva, alla fine, scardinare assetti di tale dimensione e complessità. Tantomeno la sua ex Boschi. Intendendo, ex ministra.

Oreste Grani/Leo Rugens


LA SPARIZIONE DEL PROF. FEDERICO CAFFÈ, SCIENZIATO DELLA COMPLESSITÀ CHE SEMPRE SI ACCOMPAGNA ALL’ECONOMIA, E IL DESTINO MASSONICO DI MARIO DRAGHI

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Il primo massone che Mario Draghi ha conosciuto nella sua vita, è stato il suo relatore di tesi di laurea, Federico Caffè. Era il lontanissimo 1970 e il futuro governatore della BCE, da buon allievo gesuita, si era fatto scivolare, senza danni, il ’68 e l’atmosfera turbolenta che ne seguì all’Università e nella società civile. La sorella di suo padre (ex dirigente Banca d’Italia, ex dirigente Iri, infine Bnl quando era ancora banca IRI), quando Mario rimase orfano a quindici anni (anche la madre di Mario, mori in quel fatidico anno 1962), saggiamente, lo iscrisse all’Istituto Massimo di Roma (struttura scolastica retta dai Gesuiti) e successivamente, lo avviò in scia alla “carriera bancaria e manageriale” seguita da suo padre Carlo, fino alla morte. La tesi sostenuta, “Integrazione economica e variazione di tassi di interesse”, a chi l’ha letta o se la ricorda, sembra, ancora oggi, un testo molto critico verso il progetto di una moneta unica europea. A dire il destino e a come si cambia nella vita! Ma, come si dice, “solo gli stupidi non cambiano mai idea”.

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Incontrato quindi il primo massone (importante e colto) della sua vita – Federico Caffè – un altro super “cannone”, il nobel Franco Modigliani, lo aiuta ad entrare, subito dopo (1971), nel MIT, cuore del mondo dove si trasformano i soldi in scienza, brevetti, innovazione tecnologica. Il grande economista, ebreo, massone e premio Nobel, non lo perde più di vista e, coadiuvato da Robert Solow (altro Nobel) ne cura il vero lancio verso il mondo che conta. In Italia è il massone (ex ufficiale dei Servizi, nel periodo a cavallo tra la fine del fascismo e l’immediato dopo guerra) Carlo Azeglio Ciampi che lo protegge e lo segnala/impone a Giovanni Goria prima e a Giulio Andreotti, poi. Questa storia la conosce bene il vecchio “partitocratico democristiano” Cirino Pomicino che, comunque, ha sempre disistimato Mario Draghi, imputandogli non pochi danni subiti dai risparmiatori a causa dei crack Cirio, Parmalat e, in generale, per il depauperamento del mondo industriale ex IRI. Dopo Goria ed Andreotti, super Mario, con tutti i governi successivi (destra, sinistra, centro) è sempre rimasto il vero “padrone” dei soldi degli italiani ricoprendo per un secolo (dieci anni – 1991/2001) la posizione di Direttore Generale del Tesoro. Quando lascia la poltrona, la lascia a Domenico Siniscalco che un giorno potremmo scoprire essere un massone. Dal 2005 al 2011, Draghi diviene Governatore della Banca d’Italia (si fa per dire!) e quando lascia, gli subentra Ignazio Visco, che, anche lui, potrebbe rivelarsi un massone. Quando diviene Presidente della Banca Centrale Europea il suo precedessore era Jean-Claude Trichet, certamente massone. Ci sono non pochi indizi, quindi (più dei canonici 3) per avere “certezza” sull’appartenenza di Mario Draghi alla Massoneria. Giustamente, tutta questa gente (Draghi per primo) possono sbattersene di smentire o, confermare. Per noi, viceversa, il dilemma dei prossimi tempi è porsi il problema (urgente) di sapere o meno, a chi abbia giurato fedeltà Draghi, con che ritualità, prima che qualcuno immagini che possa giurare fedeltà anche alla Repubblica Italiana. La nostra sgarrupata Italia, ha bisogno di tutto tranne che di un altro spergiuro, doppiogiochista, servo di non si sa chi, messo al vertice dello Stato. A chi abbia giurato fedeltà Draghi è urgente che, chi lo sa, lo dica. Anche se continuo a ritenere che difficilmente super Mario si farà rinchiudere al Quirinale. Sarebbe una “diminutio” non da poco. Oggi è tra i padroni del Mondo (tra i primi otto/nove umani che contano) ma se divenisse semplicemente il Capo dello Stato italiano, precipiterebbe, per come lui stesso ha ridotto l’Italia, al 254° posto o giù di lì. Non credo che al 67enne (sembra molto più giovane ma non lo è), convenga fare il massone di serie C.

Fine della terza puntata del tormentone ….  Mario Draghi 

Oreste Grani/Leo Rugens

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