Quando i giornalisti sono oscuri nei loro intenti offensivi mi imbarazzo per loro

Giornalista

Siamo, notoriamente, al 23 febbraio 2018, ma la Macchina del Tempo la spingiamo fino a consentirci di recuperare un articolo/ragionamento che, da solo, con sfumature eleganti, risolve il problema di alcuni perché di NeXt e delle modalità con cui questa testata e i suoi redattori (Alessandro D’Amato in particolare) trattano, oggi, il tema delle ingerenze dei Servizi Segreti (chiamiamoli ancora così) nella campagna elettorale come un tempo trattavano con altrettanta superficialità il tema della massoneria e come di questa istituzione alcuni facciano un uso strumentale.

Lo facciamo volentieri attraverso la pubblicazione di un vecchio (gennaio 2013!) articolo a firma di Giole Magaldi, figura di intellettuale informato e molto di rado smentito che non solo onora la tradizione democratica mazziniana dell’Istituzione Massonica, ma consente, riproducendo la sostanza dei suoi ragionamenti, di farlo sotto la forma grafica di un’architrave che diventa un tutt’uno con il Tricolore di cui vi abbiamo parlato, anche recentemente nell’articolo CALPESTANO IL TRICOLORE (E IL TRAINI DI MACERATA È UNO DI QUESTI) PERCHÉ NE RINNEGANO L’ORIGINE quale simbologia che, come si è capito, ci sta particolarmente a cuore.

Grazie quindi a Magaldi che, puntualizzando (in effetti, come lui stesso dice, lo fa attraverso un altro scritto che anch’esso riproduciamo per completezza a firma di Francesco Maria Toscano sul Il Moralista) a suo tempo dedicato alla qualità informativa di questo poco liberale Alessandro D’Amato, risolve i nostri limiti che lo avremmo voluto criticare garbatamente oggi pur sentendoci inadeguati. Grazie, quindi, a Magaldi e Toscano ma grazie anche, paradossalmente, a D’Amato che con il suo pensiero obliquo, para-ironico, insinuante ci ha obbligato a elaborare nessi, evidenziare competenze, fare chiarezza sugli intenti di altri e a riprodurre volentieri quel Tricolore a cui, non pentiti, abbiamo giurato fedeltà il 4 novembre 1970.

Ricordare, recuperare, documentare (nel tempo e grazie all’amica informatica) chi siano (e che radici abbiano) i giornalettieri aggressivi nei confronti di chi, sotto forme articolate e tutte legittime, cerca di creare le condizioni perché la nostra gente possa, consapevolmente, uscire a rivedere le stelle. Intanto, a marginale opinione di questo ininfluente blogger, ne basterebbero Cinque. Se penso che sul 50% degli italiani che hanno deciso di andare a votare, si dice che il 36-37 per cento (cioè poco più del 18% in numeri assoluti!), sommandosi nei vari segmenti di centro destra a guida Silvio Berlusconi, si prepara a vincere le elezioni, sento grave il momento e gravissimo il comportamento di chi non capisce cosa in alcuni luoghi istituzionali si stia pre-parando. In quei luoghi e in quelli occulti dove da sempre questo Paese ha visto preparare l’orrore. Perché non dovrebbe succedere quello che da sempre è successo a cominciare da Portella della Ginestra a finire al biennio stragista ’92-’93?

Buona lettura delle fonti aperte recuperate per voi per confermare che un po’ di determinazione e costi irrisori si possa contrastare chi tenta, con evidenti moventi, di fermare la Storia. Fonti aperte trattate per operare a salvaguardia delle Istituzione democratiche e, al tempo, contro ogni forma di deviazione che ne invalidasse la credibilità presso il popolo italiano tutto. Primo e solo datore di lavoro dei servizi che, per semplicità, continuiamo a chiamare segreti. Ripetiamo: primo e solo datore di lavoro.

Oreste Grani/Leo Rugens

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